domenica 27 febbraio 2011

Video sulla truffa del riscaldamento globale antropogenico


Vi propongo qui la registrazione di una trasmissione della televisione inglese Channel 4,  riproposta da una nota emittente televisiva nostrana col doppiaggio in italiano, ed in appendice un dettagliato riassunto dei contenuti del filmato. Il titolo originale del documentario è The Great Global Warming Swindle, che potete vedere in lingua originale ed in buona definizione a questo link; a differenza della selezione trasmessa in Italia (che dura meno di mezz'ora), il documentario originale inglese dura un'ora e 16 minuti.

Questi video sono un documento importante sebbene non raccontino tutto quello che ci sarebbe da dire su questa colossale menzogna scientifica dei nostri tempi. Essi non spiegano infatti (e figuriamoci!) che la bufala del riscaldamento globale serve anche a coprire il più orrendo crimine mai compito contro l'umanità e contro la biosfera del nostro pianeta: la manipolazione climatica, la geoingegneria, la disseminazione di polvere intelligente, in poche parole lo spargimento intenzionale di veleni da parte di moltissimi velivoli che vediamo solcare a quota bassa i nostri cieli rilasciando una scia bianca.


I tre video si possono anche scaricare dai seguenti link (circa 23 Mega l'uno):














Appendice: riassunto dei contenuti del documentario, tratto dal sito masternewmedia.

The Great Global Warming Swindle è un controverso documentario andato in onda sulla britannica Channel 4 nel Marzo scorso. Questo film ha sollevato un vivace dibattito, per non menzionare l’indignazione del movimento ambientalista.

Il concetto chiave dietro al film è, che a differenza di ciò che viene detto dai mainstream media, il surriscaldamento globale ed i cambiamenti climatici non sono il prodotto delle nostre emissioni gassose ma solo un evento naturale.

Citando periodi storici nei quali la temperatura fu significativamente più alta e più bassa di quella attuale, gli autori della pellicola affermano che il surriscaldamento globale sia direttamente collegato a cambiamenti a livello solare. In periodi nei quali il sole brilla più del normale, creando le cosiddette 'macchie solari', la temperatura della terra aumenta, e diminuisce nei momenti in cui i raggi del sole sono meno intensi.

Gli autori sottolineano come l’impatto delle emissioni di carbonio sui cambiamenti climatici sia ben poca cosa rispetto all’effetto dell’attività solare.

Il surriscaldamento del pianeta provocato dagli uomini diventa una nuova forma di moralità




Affermazioni di questo genere vanno contro l’opinione pubblica. Il surriscaldamento del pianeta provocato dagli uomini è divenuto un’ortodossia, e coloro che provano a confutare quest’idea vengono etichettati come sostenitori di quei ricchi industriali che tentano di diminuire le responsabilità delle loro azioni.

Qualunque sia la tua opinione sulle prove presentate a favore di questa tesi, è sempre importante non dare niente per scontato.

Nonostante le affermazioni contrarie, l’idea che il surriscaldamento del pianeta sia opera dell’uomo, quindi responsabilità di tutti noi, è divenuta un'opinione comune. The Great Global Warming Swindle cerca di spiegare proprio questo fatto.


Consenso Scientifico?


Fra le affermazioni fatte dagli autori, uno dei punti più importanti da evidenziare è l’idea che il consenso scientifico a supporto delle teorie ortodosse sia nei fatti inesistente.

Le idee secondo cui il surriscaldamento globale sia opera dell’uomo sono un insieme di credenze scientifiche di poco valore che hanno trovato il consenso e sono state supportate dai mass media. Ci è stato riferito che gli scienziati siano in assoluto accordo e non abbiano alcun dubbio che il surriscaldamento sia diretta conseguenza delle emissioni di carbonio nelle nazioni industrializzate.

In tv abbiamo sentito ripetutamente il consenso di oltre 1500 scienziati su questa questione, sotto l'egida dell'IPCC - the Intergovernmental Panel for Climate Change.

Ma un ex membro di questa organizzazione, il Professor Paul Reiter ne critica aspramente l' attività, ed ha testimoniato contro le loro scoperte di fronte alla Camera dei Lord del Regno Unito.

Reiter nota che coloro che non aderiscono al 'consenso' ed abbandonano l'organizzazione perdono di credibilità nell'ambiente e nei confronti del pubblico, rinforzando l’idea che i 1500 scienziati siano in accordo, anche nel caso in cui ciò non accada. Egli nota che:

''Dopo molti tentativi e varie discussioni…mi sono dimesso dal progetto IPCC. Le mie dimissioni sono state accettate, ma in una prima bozza ho notato che il mio nome compariva ancora nell’elenco di coloro che ne facevano parte. Ne ho chiesto la rimozione, ma mi è stato detto che rimarrà perchè "Io ho contribuito". Fu solo grazie alla mia insistenza che finalmente mi cancellarono.''

( Paul Reiter, 2005)

Inoltre Reiter pone alla nostra attenzione il fatto che l’IPCC non è composto solo da scienziati:

''L’affermazione che l’IPCC sia composto dai 1500 o 2500 dei migliori scienziati al mondo è una bufala…basta guardare i curricula dei componenti.''

Qualunque sia la tua posizione circa la veridicità delle scoperte dell'IPCC, è interessante capire la falsificazione utilizzata dai mass media per rinforzare il consenso scientifico totale agli occhi del pubblico.


Il problema Co2




I registi del documentario sostengono che la teoria del surriscaldamento globale artificiale sia seriamente errata in termini di approccio. Il maggior incremento delle emissioni di carbonio, causa del surriscaldamento, ha avuto luogo durante il boom industriale del dopoguerra, sul finire degli anni ‘40. Tuttavia, dobbiamo rilevare che in questo periodo le temperature sono diminuite, dopo un lungo periodo di costante crescita.

Questa affermazione è ulteriormente rafforzata dall'idea che i cambiamenti nella temperatura dovuti ai gas serra siano amplificati in una parte dell'atmosfera chiamata troposfera, ma gli scienziati interpellati spiegano che la temperatura sulla superficie terrestre è superiore rispetto a quella misurata nella troposfera e perciò i gas serra non possono essere i responsabili di questa situazione.


Co2 e Temperatura – Possibili correlazioni


Che dire del famoso grafico del documentario di Al Gore An Inconvenient Truth? Gore ha davvero fornito delle prove per stabilire una diretta relazione fra i livelli di co2 ed i cambiamenti climatici?

Secondo gli scienziati che appaiono nel film, non sono i cambiamenti climatici conseguenza alle emissioni di co2, ma udite udite, proprio il contrario.

Secondo la tesi del film le emissioni di co2 salgono e scendono in corrispondenza dei cambiamenti nella temperatura globale. Ciò è dovuto alla principale fonte di emissione di co2 sul pianeta, semplicemente la normale evaporazione degli oceani.


L’attività solare ed i cambiamenti climatici


Ma se le emissioni di co2 sono la conseguenza dei cambiamenti climatici, chi è responsabile di tali cambiamenti? In breve, secondo i registi, i cambiamenti climatici sono direttamente correlati all’attività del sole sulla superficie terrestre.

Nei periodi nei quali il sole è più attivo, con una grande quantità di 'macchie solari', la temperatura della terra aumenta, portando in alcuni momenti storici a climi ben più caldi di quelli che stiamo vivendo adesso. Durante il medioevo, ad esempio, le vigne erano presenti più a nord dell’Inghilterra, un'idea inconcepibile al giorno d’oggi.


Allo stesso modo, quando il sole mostra meno macchie solari, il risultato è un calo significativo nella temperatura media, con un conseguente periodo freddo. Ciò avviene ogni 400-1000 anni.


Le calotte polari


Un altro mito popolare che i registi vogliono sfatare riguarda lo scioglimento delle calotte polari come diretta conseguenza delle nostre azioni.

Non la pensa così il Professor Syun-Ichi Akasofu, direttore dell'International Arctic Research Center. Egli afferma, dopo aver studiato i circoli polari per lungo tempo, di aver osservato un processo costante di espansione e contrazione; le immagini dei lastroni di ghiaccio che si staccano dagli iceberg sono naturali quanto le foglie d’autunno.


A favore dell’energia nucleare


Se esistono delle incongruenze sul rapporto tra emissioni di carbonio e global warming, perchè la situazione persiste, e chi ne beneficia?

Fra i beneficiari ed i finanziatori delle ricerche sui cambiamenti climatici indotti dall’uomo vi sono coloro che supportano l’energia nucleare. Dopo anni nei quali si è parlato dei pericoli e dei possibili danni di lunga durata derivanti dall'uso dell'energia nucleare, oggi viene di nuovo considerata una scelta accettabile e percorribile.

Il film cita il caso dell'ex Primo Ministro Britannico Margaret Thatcher, che ha sia supportato le energie nucleari, sia esautorato il potere dei sindacati britannici, basato sull’industria estrattiva del carbone. Ecco un esempio di un politico con un incentivo ad investire nei benefici dell’energia nucleare.


L’industria ambientale


In aggiunta alla lobby nucleare, viene anche fatto notare come attualmente vi sia un’industria globale molto forte, che influenza i governi locali, attraverso una serie di organizzazioni e ONG.

Se prendesse vigore l’idea secondo cui l’uomo non fosse responsabile per i cambiamenti climatici, un numero significativo di lavori e perfino di micro-industrie, come quello delle auto ibride, subirebbero un potente impatto negativo.

Coloro che hanno interessi a mantenere le idee comuni sul surriscaldamento globale, esercitano costantemente il loro potere. I giornalisti continuano a pubblicare previsioni sempre più apocalittiche, i produttori di auto continuano a promuovere i loro costosissimi modelli ecocompatibili, e i politici continuano ad innalzare le tasse nelle aree protette. Il disastro ecologico venturo, piaccia o meno, è un grande business.


Mantenere il mondo in via di sviluppo nelle condizioni attuali



L'aspetto più allarmante del film è il rapporto tra nazioni in via di sviluppo e benefici derivanti dall’industrializzazione. Ora che il mondo industriale viene additato come la causa fondamentale dell’imminente distruzione, i paesi in via di sviluppo vengono incoraggiati ad adottare fonti di energia sostenibile, come quella solare o eolica.

Sfortunatamente, come evidenziato da uno degli intervistati, mentre l’energia solare può tranquillamente alimentare una radio a transistor, la tecnologia non è ancora in grado di alimentare l’industria dell’acciaio o le case di milioni di persone che non hanno ancora l’elettricità.

Le regole ferree e le restrizioni ambientali nei paesi in via di sviluppo inibiscono la crescita di queste nazioni e le condizioni di vita dei loro abitanti.

Lunedì 28 febbraio - Cielo blu, addio! - un documentario sulle scie chimiche di Patrick Pasin trasmesso sulla TV svizzera

Segnalo la prossima trasmissione sulla rete televisiva cantonale della svizzera italiana (il 28 febbraio alle 21) di un documentario di P. Pasin sulle scie chimiche nel quale ritroviamo anche una intervista al fisico Corrado Penna ed al ricercatore indipendente Rosario Marcianò.

Facendo click su "continua a leggere" sotto la voce La2Doc Il piacere del documentario compare quanto qui sotto riportato:


Cielo blu, addio! di Patrick Pasin

Un tema scottante e d'attualità, sino ad ora confinato ad una cerchia ristretta di specialisti, ma che per la sua portata è di interesse sopranazionale. Le scie chimiche, o chemical trails (lasciate nel cielo dagli aerei) sono un fenomeno conosciuto da una decina d'anni, un fenomeno che coinvolge gli Stati Uniti, il Canada, diversi paesi europei e ora anche il continente africano.

All'inizio si trattava esperimenti militari, il cui scopo era il controllo del clima, con il tempo si è scoperto che hanno un forte impatto negativo sull'ambiente e sulla salute pubblica, a causa del carburante degli aerei, arricchito di metalli pesanti e poi emessi durante il volo. Oggi scienziati, attivisti, biologi, ingegneri aerospaziali, politici denunciano i risultati delle analisi. Immagini eloquenti in cui sempre più spesso nei cieli si osservano delle scie chimiche che lasciano tracce per giorni e giorni - contrariamente alle normali scie di condensazioni che spariscono dopo qualche ora.

Queste scie assumono forme stravaganti e hanno dato origine a nuove formazioni cumuliformi tanto che le poste americane hanno pubblicato una serie di francobolli dedicati a queste "nuove" nuvole che minacciano la salute dell'uomo.




Segnalo anche la versione sottotitolata del documentario (in inglese) sulle scie chimiche What in the world they are spraying, incentrato sulla prova dell'esistenza delle scie chimiche ed il loro legame con la geoingegneria (sebbene i veri motivi siano ben altri). Al seguente link potete visionare il documentario e scaricarlo, magari facendone poi una copia su DVD che è possibile distribuire e far vedere a tutti.
 

Alcuni brevi appunti sulla (e oltre) la conferenza di Desio


Ringrazio di cuore i cari amici dell'associazione AssoCult di Desio che hanno organizzato la riuscitissima conferenza di ieri sera sulle scie chimiche (erano presenti un centinaio di persone).

Durante la conferenza è stato possibile, oltre ad esporre quanto già riferito in altre occasioni o scritto su articoli e dossier, avere un confronto con un pubblico spesso molto attento e partecipe.

In occasione delle conferenza sono stati distribuite decine di DVD informativi sulle scie chimiche che si spera vengano diffusi capillarmente, dal momento che ormai quasi tutte le persone in Italia posseggono un lettore DVD ed un televisore (nel limite del possibile si cercherà di diffondere queste registrazioni in diverse regioni e città d'Italia).

Una persona del pubblico che viaggia spesso in aereo per motivi di lavoro ha testimoniato ad esempio di avere visto coltri di polveri grigie (quelle che poi ammorbano l’aria delle nostre città) scendere lentamente giù dal cielo invece che salire su (come ci si aspetterebbe se si trattasse davvero di inquinamento causato dall'attività dell'uomo). Sono le scie chimiche spruzzate dagli aerei il peggiore nemico dei nostri  polmoni, che fanno salire i livelli del famigerato pm10.

La cosa bella è stata poi la carica emotiva che regala il ritrovarsi finalmente in un ambiente di persone più o meno consapevoli e desiderose di conoscere cosa si nasconde dietro le menzogne di questo sistema malvagio che ci sta opprimendo. Il ritrovarsi fisicamente potenzia le energie e regala entusiasmo, lo stesso entusiasmo con cui ho lavorato in questi ultimi giorni realizzando alcuni video inseriti nei DVD di cui sopra. 

Il ritrovarsi a discutere di persona invece che via e-mail è stato uno stimolo per un dibattito fuori dagli schemi su vari argomenti correlati e per la riflessione su come riuscire a far sì che la gente prenda coscienza del fenomeno.

Una piccola annotazione: una interessante osservazione sul fatto che l'industria della carne sia responsabile di una quota di circa il 30% dell'inquinamento ambientale, mi ha fatto venire in mente una cosa: ufficialmente il gas metano, emesso dai bovini con le loro flatulenze, concorre notevolmente all'effetto serra, ma allora perché invece di scagliarsi contro la famigerata CO2 lor signori non denunciano l'allevamento di carne da macello come una delle attività più pericolose? Perché non si mostrano coerenti e chiedono una drastica riduzione od una messa al bando di tali allevamenti? Con meno animali allevati ci sarebbero per altro più terre da coltivare e si sfamerebbero più persone, e persino il rischio di contrarre tumori all'apparato digerente diminuirebbe notevolemente.

Alla fine della conferenza si sono affrontate tematiche inerenti al Nuovo Ordine Mondiale ed alle finte rivoluzioni nord Africane (vedi un recente approfondimento su NVCTA) nonché ai nuovi falsi guru che sembrano denunciare il Nuovo Ordine Mondiale per poi in realtà aiutarne l'edificazione (anche la trasmissione Mistero si inserisce in questa ottica? presumibilmente, ma ne parleremo più diffusamente appena possibile).
Qui di seguito le registrazioni di due mini interviste ai relatori del convegno; si tratta di interviste su tematiche che vanno anche un poco oltre la questione delle scie chimiche in senso stretto. A seguire un approfondimento sul tema.



Al vertice della piramide del potere troviamo di sicuro grandi banchieri e finanzierei , ma davvero possiamo pensare che essi lavorino per avere ancora più soldi, che  davvero poverini credano di averne troppo pochi?

Ma ci possiamo credere veramente? Se questa gente non fosse manipolata a loro volta e/o sotto ricatto l'unica spiegazione che resta è che si tratta di esseri con un diverso dna che si trasmetto di generazione in generazione o che siano delle persone che ospitano nel loro corpo delle anime malvage. Non lo dico per sposare le tesi di Icke, di cui non mi fido molto,  ma perché in teoria non si può escludere niente, nè provare niente in via definitiva.
 
Ma le spiegazioni in termini di acquisizione di soldi (loro li fabbricano) o di potere (ne hanno fin troppo) fanno acqua da tutte le parti
 
Sembra che questa gente abbia una ossessione maniacale. Perchè le persone più ricche e potentri del mondo sono così maniacalmente ossessionate? Perchè cercano di acquisire ancora più potere, denaro, controllo?

Si diventa davvero
tutti stupidi e paranoici quando si acquisiscono troppo potere e troppi soldi? Una simile spiegazione a mio parere non regge, anche perché si resta freddi e vuoti dentro, per quanto potere e/o ricchezza si possa conseguire, si diventa delle ridicole nullità, delle persone vuote, svuotate di tutto ciò che è più altamente umano, come l'amore.

A me quei potenti che governano occultamente il nostro pianeta sembrano sotto ricatto, anche se non ho certezze da proporre. Sulle scie chimiche ho certezze, su quelle sì, ma su altre cose sarebbe presuntuoso e irrelisitico fornire certezze. Io dubito di chi come Icke offre certezze troppo salde, non credo nei guru, e vi invito a fare altrettanto; tranne casi eccezionali i guru di ogni tempo sono stati dei manipolatori al servizio di biechi e malvagi poteri.

giovedì 24 febbraio 2011

Egitto, Libia, Tunisia, medesima regia


Ascoltando il telegiornale di questa sera ho sentito una notizia quasi incredibile: la regione libica della Cirenaica si sarebbe "liberata" (dal giogo di Gheddafi) e sarebbe al momento "autogestita dal popolo con la collaborazione di uomini dell'esercito e della polizia che in gran numero hanno appoggiato la rivolta".

Ovviamente, per chi sa leggere un poco al di là della propaganda governativa, ci si trova di fronte ad una sorta di ossimoro: libertà ed autogestione con la collaborazione delle stesse forze che fino a pochi giorni prima rappresentavano il duro braccio della legge, la forza repressiva utilizzata dal quello stesso dittatore che adesso vogliono spodestare.

Se davvero tutti questi poliziotti fossero stati contrari alla cosiddetta tirannide di Gheddafi (intendiamoci, non voglio qui difendere quest'uomo, che non mi piace affatto, ma definirlo tiranno forse è un poco eccessivo viste le persone che governano Italia, Stati Uniti, Russia ed altri paesi "democratici") avrebbero potuto benissimo pensarci prima e cambiare mestiere. 

Ma a quanto pare ci vuole un input dall'alto, da parte di chi manovra occultamente, per scatenare l'ennesima rivolta a dir poco ambigua, che si manifesta adesso in Libia come se ci fosse un contagio, un contagio molto particolare che a quanto pare segue sempre la stessa regia e usa (guarda caso) sempre gli stessi simboli. A tal proposito è opportuna la lettura dell'articolo la prova le rivolte in medio oriente sono innescate dagli USA (basta leggere le prime righe dell'articolo e guardare le immagini per convincersi rapidamente che c'è qualcosa di molto losco dietro quiesta serie di rivoluzioni "popolari").

Altrettanto strana e repentina è la notizia del voltafaccia, appena un giorno o due dopo l'inizio della "rivolta" degli ambasciatori libici all'ONU; gli ambasciatori, soprattutto in una dittatura (quale ci viene descritta la reggenza di Gheddafi)  di norma sono scelti tra la gente più fidata del regime, e sembra decisamente strano vederli cambiare bandiera così rapidamente. Di certo potrebbero aver capito subito che aria tirava ed quindi potrebbero aver pensato di andare dove spirava il vento, però per essere così sicuri sin dall'inizio che il regime di Gheddafi sarebbe crollato avrebbero dovuto avere un po' troppa lungimiranza, oppure troppa conoscenza dei piani occulti delle élite. In ogni caso è facile pensare che siano stati cooptati da tempo e/o corrotti da chi sta costruendo questa enorme manovra di riassetto politico del Nord-Africa; e non ditemi per favore che il popolo ha fatto una mega colletta per corrompere gli ambasciatori e portarli dalla propria parte.

Del resto l'assoluta disonestà delle notizie diffuse dai media mostra chiaramente come tutto sia artificiosamente costruita, ovvero quelle relative ai supposti raid aerei contro i manifestanti che avrebbero mietuto migliaia di vittime, sepolte poi nelle fosse comuni.

FOSSE COMUNI? Ma fatemi il piacere!

Come giustamente osserva un lettore di Debora Billi, il video che sta facendo il giro del mondo e che viene riproposto da tutti i media di regime ( http://www.youtube.com/watch?v=dveZvW1lrGE ) non riprende 
una distesa di fosse comuni ma di un cimitero già esistente a Tripoli. Si chiama Sidi Hamed Cemetery*, e si trova vicino al mare (qui la verifica col satellite Google Maps). Nel video, si vedono aggiungere due file per le vittime di questi ultimi giorni; ma tutte le tombe che si vedono intorno sono tombe che esistevano già. Insomma, niente fosse comuni d'emergenza.

E come correttamente fa notare G. Freda (di cui però non condivido l'analisi politica che vuole ricondurre tutto agli USA ed al sionismo, dimenticando le manovre della cabala cui tutti i governi mondiali sono succubi, come mostra il fenomeno ubiquitario delle scie chimiche) nel suo articolo Fessi comuni:
Il crudele regime di Gheddafi avrebbe nascosto in fretta e furia i cadaveri dei manifestanti uccisi durante le fantomatiche repressioni, probabilmente non sono altro che l’ennesima bufala dei media. Una bufala, peraltro, stravecchia, già utilizzata diverse volte in passato – ad esempio in occasione della “rivoluzione” fasulla in Romania e delle finte stragi di kosovari ad opera dei serbi - per criminalizzare altri governi che gli Stati Uniti intendevano rovesciare con la complicità dei media da essi controllati. I servizi segreti USA avranno anche un’ottima organizzazione, ma sono del tutto privi di fantasia, quando si tratta di raccontare fregnacce con cui suscitare l’indignazione dell’opinione pubblica occidentale.


Ciò che si vede con chiarezza dalle immagini di queste “fosse comuni” farlocche, è che esse tutto sono tranne che “comuni”. Si tratta infatti di buche singole, scavate con calma e perfino con una certa cura. I siti dei principali quotidiani parlano di “cimitero improvvisato” sulla spiaggia. Cimitero senz’altro, improvvisato no di certo. Si tratta infatti del noto cimitero di Sidi Hamed, che si trova in prossimità della spiaggia vicino al quartiere residenziale di Gargaresh, a Tripoli.


Le immagini provengono dal sito OneDayOnEarth.org, aperto nell’ottobre 2010 da due studenti di Los Angeles di nome Kyle Ruddick e Brandon Litman. E' una sorta di “social network” delle immagini video, finanziato da una sessantina di ONG, nonché dal Programma per lo Sviluppo delle Nazioni Unite. Una provenienza a dir poco sospetta, come sospetto è il tempismo con cui il sito è stato messo online poco prima dell’inizio delle rivolte nordafricane.
Inoltre, i giornali e la TV hanno accettato a scatola chiusa che si trattasse di immagini girate nei giorni scorsi, senza citare la minima prova a sostegno. In mancanza di fonti e di notizie attendibili, è perfino lecito sospettare che non si tratti affatto di immagini riprese di recente, bensì della documentazione di una delle numerose “sepolture collettive” dei migranti africani le cui imbarcazioni si capovolgono di frequente in prossimità delle coste libiche e i cui corpi vengono poi sospinti sulla spiaggia dalla marea. In particolare, proprio il cimitero di Sidi Hamed ha dovuto spesso occuparsi di questi incresciosi compiti, vista la frequenza di tali incidenti. Il fatto che nel filmato l’atmosfera appaia rilassata, che non si vedano manifestanti furenti o esagitati, né donne, né parenti piangenti o urlanti, fa pensare che si tratti appunto dei lavori di sepoltura di queste vittime sconosciute.

mercoledì 23 febbraio 2011

Due brevi video per mostrare e dimostrare efficacemente l'esistenza delle scie chimiche


Questo filmato, mostra come le prove dell'esistenza delle scie chimiche si ottengono con una osservazione continua del cielo, e col raffronto storico con quanto avveniva 20 anni fa. 

Avete mai visto una scia nelle vecchie foto scattate con la pellicola 20 anni fa? NO! Eppure il 20 anni il traffico aereo è si e no raddoppiato.E il doppio di zero quant'è? ZERO! E se oggi vediamo fino a 20 o 40 scie persistere nel cielo, dovrebbe essere normale scorgerne la metà (una o due decine!) nelle vecchie foto scattate con le pellicole 20 anni fa. 

E invece in quelle foto di scie non se ne vedono. Il motivo evidentemente è che le buone vecchie scie di condensa erano così rare ed effimere che scorgerle nel cielo non era un'esperienza abituale. Infatti in molte zone d'Italia c'era l'usanza di esprimere un desiderio quando si vedeva la scia di un aereo, così come avviene per le stelle cadenti. 

Due fenomeni effimeri, quelli delle autentiche scie di condensa e delle stelle cadenti, ed entrambi non molto frequenti: se così non fosse, 20 anni fa saremmo stati tutti autorizzati ad esprimere un desiderio come minimo ogni 20 minuti. Invece ormai che di scie se ne vedono in grande quantità quell'usanza è chiaramente caduta in disuso. Ma un fenomeno molto raro di cui raddoppia la frequenza resta sempre un fenomeno molto raro, segno che tutte quelle scie che sporcano i nostri cieli non sono assolutamente dovute al fenomeno della condensa del vapore acqueo fuoriuscito dai motori, e che sono scie chimiche.

Il filmato si può scaricare in formato .avi (6,8 Mega) o in formato wmv (27,7 Mega).

Si ringraziano i gestori del blog in lingua tedesca skywatchbretten per il video cui abbiamo aggiunto le didascalie.





Il secondo filmato mostra chiaramente la differenza tra i cieli "artificiali" con scie persistenti ed i cieli naturali senza scie, ma con le belle nuvole di un tempo. Nel breve spezzone audio si può ascoltare uno dei tanti negazionisti delle scie chimiche (G. Comoretto, membro del CICAP) che afferma durante un'intervista radiofonica, con grande disprezzo della realtà, che la frequenza dei voli aerei sulla nostra testa è regolare.

Tutto ciò a  dispetto di una situazione in cui si passa da 10 aerei il giorno prima giorno a 200 aerei il giorno dopo, oppure da 10 aerei durante le ore di luce solare ad un aereo ogni tre minuti dopo il tramonto.

Basta quindi osservare il cielo con costanza per capire che chi nega le scie chimiche cerca di distorcere la realtà  per evitare che la gente si preoccupi di un fenomeno inquietante. E questa maniera disonesta di argomentare mostra per converso, a chi ha la pazienza di osservare ripetutamente e costantemente il cielo, la realtà del fenomeno delle scie chimiche, un inquinamento intenzionale dell'aria che respiriamo, dell'acqua che beviamo, e di conseguenza anche dei cibi che mangiamo.

Il filmato si può scaricare in formato .avi (8,4 Mega) o in formato .wmv (18,2 Mega) 

Si ringrazia l'amico Rivoluzioniamo per il video cui abbiamo aggiunto didascalie e sonoro.




Articoli e video correlati:

Le scie chimiche sono una realtà storica


Video documentario sulle scie chimiche

Video documentario sulle scie chimiche


Prima parte di un video documentario sulle scie chimiche, la versione video del power point pubblicato tempo fa.
Il video è scaricabile in formato .avi  (32,5 Mega).

Ricordo a tutti gli amici lombardi la conferenza sulle scie chimiche a Desio di venerdì 25.

lunedì 21 febbraio 2011

Responsabile marketing e portavoce della Singapore Airlines denuncia l'esistenza delle scie chimiche (con buona pace di chi la nega)


Coloro che negano le scie chimiche usano come argomenti per lo più delle pseudo-deduzioni logiche, ovvero dei falsi sillogismi. Una delle loro tipiche argomentazioni è che non è possibile che tutti i piloti e i controllori di volo e tutte le altre persone impiegate nel settore aeroportuale siano complici col loro silenzio di una simile operazione. Sarebbe facile controbattere dicendo che chi vuole realizzare una simile operazione prima di metterla in opera, per evitare di essere scoperto, deve per forza organizzare le cose in modo che nessuno  ne parli, ovvero deve mettere in atto dei sistemi di ricatto occupazionale e di intimidazioni per disincentivare eventuali delatori. Anche chi compra i voti degli elettori (ed è una pratica abituale, soprattutto in terra di mafia) del resto fa la stessa cosa, magari comprando al bisogno anche il silenzio dei magistrati.


Ma non c'è nemmeno bisogno di questo perchè, nonostante tutto, c'è qualcuno che lavora nel campo dell'aeronautica e che si espone parlando di scie chimiche. Stiamo parlando di Christina Hollenweger, di Zurigo, responsabile marketing e portavoce della Singapore Airlines.

Ecco sulla sua storia una traduzione realizzata dal sito Sole Attivo.

NB: Nelle immagini precedenti (cliccare per ingrandire) il tipico stile "molto educato"  di due di questi negazionisti delle scie chimiche. Un tale wasp, il quale nel suo blog afferma che il cielo sopra Sanremo è sempre blu e che le scie degli aerei non coprono mai il sole, bontà sua, ed il suo amico G.E.O. Come potete vedere in questi loro commenti portano argomentazioni davvero corpose alle loro idee!



Scie nel cielo - intervista radiofonica del 2008

- trascrizione della prima intervista radiofonica -


Christina Hollenweger, 59enne di Zurigo,  responsabile marketing e portavoce della Singapore Airlines, lavora da 40 anni nel settore del trasporto aereo. Da sempre è stata affascinata dal cielo. Da qualche tempo l'osserva e vede delle stranezze.

Trasmissione del 15/08/2008 -- Ancora Chemtrails

Già da bambina ho fatto sempre domande. Dei cinque fratelli io non ero solo la più grande, ma anche la più curiosa. Da adolescente potevo partecipare agli scavi archeologici in Francia e nel Nord Africa. Ho sognato di studiare archeologia. Viaggiare in paesi sconosciuti, ricercare – questo deve essere eccitante, pensavo. Un’arte non redditizia, disse mio padre. Forse aveva anche ragione. Ma la mia passione per le grandi domande è rimasto indomito – fino ad oggi: Da dove veniamo? Dove stiamo andando? Che cos’è l’uomo?
Dopo il liceo, ho iniziato a studiare filosofia in Francia. E mi sono trovata nel bel mezzo del movimento del '68. Daniel Cohn Bendit era lì, ho preso parte alla discussione. Fino a quando mio padre mi vide in TV ad una dimostrazione. "Io questo non lo finanzio", reclamavo.
Fine del gioco.

Ho iniziato a lavorare nel settore aereo: in un primo momento alla British Airways e da 24 anni alla Singapore Airlines. Quindi posso viaggiare molto e proseguire i miei interessi personali: per esempio alcune antiche civiltà - i Sumeri e i Maya - e l'astronomia. Perciò mi è familiare il cielo non solo per questione dei voli.  Come pendolare tra Zurigo e Berna, ho osservato il cielo ogni giorno attraverso il finestrino del treno.  E circa sette anni fa ho visto per la prima volta qualcosa di strano che non avevo mai visto prima: tante strisce bianche, regolari e parallele che si diffondevano e alla fine si fondevano insieme in una coltre lattiginosa. So come si creano le scie di condensa degli aerei, quale aspetto hanno, come si dissolvono di solito rapidamente e scompaiono. Questa qui è stata un'altra cosa! Il fenomeno si è verificato e si verifica sempre di nuovo. Spesso anche la domenica mattina. Già alle sei del mattino volano aerei avanti e indietro sopra l’Emmental che provengono dalla Germania del Sud. Essi disegnano griglie a scacchiera che si espandono fino a coprire il cielo. Nessuna compagnia aerea commerciale vola in questo modo! Ho scattato innumerevoli foto. Ma che diavolo stavo fotografando?


Foto: scattata domenica 10 Agosto sul viaggio da Genf a Berna (Christina Hollenweger)

Ho visto nei siti web americani esattamente lo stesso schema. Si parlava delle cosiddette “chemtrails”, cioè di scie chimiche in confronto alle “contrails”, le normali scie di condensazione. Ho iniziato a corrispondere per saperne di più. Questo fenomeno è conosciuto oggi in tutta l’Europa. Ovviamente vengono irrorati in un esperimento su larga scala sopra le nostre teste composti tossici di bario e di alluminio, e talvolta anche polimeri. Con questo si cerca di modificare l’atmosfera. Presumibilmente dovrebbe ridurre questa copertura di nuvole artificiali il riscaldamento globale. Le sostanze chimiche alterano contemporaneamente lo stato elettromagnetico, che d’altro canto servirebbe per eventuali fini militari. (Vedi anche>> What Chems really are) Che cosa sta succedendo lì? Di che cosa si tratta veramente?
Le sostanze chimiche minacciano la nostra salute: Nel mese di agosto 2005 ho lavorato nel giardino, il cielo era pieno di scie chimiche. 36 ore dopo ho avuto forti dolori muscolari, febbre, brividi, emorragie nasali e bruciore agli occhi. Quasi come una forte influenza. Quello che il medico ha trovato nel mio sangue, non riusciva ad identificarlo. Vicini del giardino hanno vissuto la stessa cosa. Il farmacista a Gümligen fu costernato quando gli ho raccontato delle scie chimiche. Diversi clienti della regione l’avevano consultato per gli stessi sintomi. Questo deve  immediatamente cessare!


Foto: dopo 3 settimane si potevano nuovamente osservare le "chemtrails“ (Christina Hollenweger) 

Anche gli scienziati criticano il fatto che ci manca la conoscenza necessaria per giocare con la nostra atmosfera. Da tempo ho informato con le foto il Dipartimento Militare, l'Ufficio federale dell'aviazione civile, UFAFP (Ufficio Federale dell'Ambiente, delle Foreste e del Paesaggio) e Sky Guide. Allo stesso tempo ho chiesto di cosa si trattasse. Altri preoccupati hanno fatto la stessa cosa. Tutti hanno ricevuto la stessa lettera standard: Non c'è nulla. Abbiamo il controllo dello spazio aereo. A proposito: dei voli arerei della CIA non si sapeva presumibilmente nulla. Ci stanno mentendo! Le nostre autorità non ci prendono sul serio e giocano con la nostra salute. Questo è uno scandalo! Quando avevano trovato lo scorso maggio in diversi laghi della Svizzera centrale tra l’altro anche tracce di Bario, si leggeva nella NZZ (www.nzz.ch), che si tratterebbe di residui di un incendio in un deposito di munizioni in Ucraina. Noi siamo venduti per stupidi! E all’improvviso, durante la Coppa del Mondo di calcio: nessuna striscia nel cielo! Probabilmente si temeva che molte persone fuori casa potessero accorgersene. Il giorno dopo la finale della Coppa del Mondo erano ritornare le scie. Nei nostri grandi giornali fin ora non compare nulla sulle scie chimiche, tranne una lettera del lettore col titolo: belle matrici - fino a quando ci mancherà l’aria. Ben detto!

Registrato da Daniel B. Peterlunger

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trasmissione radio completa sulle scie chimiche in lingua originale
con la seconda intervista di Christina Hollenweger: 

sabato 19 febbraio 2011

San Remo 2011, indottrinamento mediatico sull'unità d'Italia e non solo


Questo festival di San Remo del 2011 è stato davvero nauseante, e non dico per le canzoni, alcune delle quali sono state persino interpretate da voci abbastanza valide e supportate dalla musica di un'orchestra di tutto rispetto (certo non era un concerto di musica classica, ma nessuno pretendeva questo).

La cosa nauseante è stata vedere un indottrinamento a 360 gradi su questioni quali l'inquinamento, lo sfruttamento delle popolazioni africane (i comportamenti illegali e criminali delle multinazionali trasformati in comportamento rispettoso delle popolazioni locali), l'unità d'Italia (trasformata nelle parole di Benigni da annessione sabauda a gloriosa epopea di libertà), l'inno di Mameli (di cui Benigni avrebbe spiegato il vero significato, dice qualcuno, peccato che ha tralasciato le valenze massoniche del del testo di quell'inno).

Ma andiamo con ordine ed iniziamo dalla sponsorizzazione del festival di San Remo da parte dell'Eni, che evidentemente ha pagato dei bei soldoni per far si che il festival fosse intramezzato da una lunga performance pubblicitaria del conduttore del Festival (Morandi). In questa lunga adulazione pubblicitaria si parla tanto bene di quello che fa l'Eni quando lavora nei paesi esteri, del rispetto per la gente locale ... insomma sembra proprio di ascoltare una bella favola, ma la realtà è molto diversa, ed è una realtà fatta di oleodotti che perdono continuamente petrolio e avvelenano l'ambiente, l'acqua, il cibo della popolazione indigena, fatta di gas flaring, ovvero della pratica (illegale) di bruciare alcuni gas che provengono dalle zone di estrazione del petrolio, una pratica di fumigazione e avvelenamento della povera gente che già beve acqua al petrolio e mangia pesce al petrolio (dato che non può permettersi altro), sviluppando di conseguenza tutta una serie di malattie che non si erano mai viste prima dell'inizio delle attività di estrazione del petrolio.



Insomma una storia orrida, e che da sola potrebbe servire a convincere la gente come sia normale, orrendamente normale che i governi concorrano quotidianamente all'avvelenamento delle popolazioni da essi governate, un esempio che dovrebbe fare riflettere la gente che non vuole, che non riesce a credere all'esistenza delle scie chimiche.

I video qui sotto raccontano tutto questo in maniera molto dettagliata (se non avete il tempo di guardare i due video potete guardarne uno più breve che riassume egregiamente la questione). Ulteriori approfondimenti sono disponibili su un articolo dal titolo esplicativo pubblicato sul sito quinews: Eni - etica di stato gli affari sono affari (alcuni stralci significativi dell'articolo sono riportati in appendice).

Primo video.




Secondo video



A questo punto cosa possiamo aspettarci quando una serata del festival della canzone viene dedicata alla ricorrenza dell'unità d'Italia con la partecipazione di Benigni? Quattro risate, direte voi, e sicuramente lui è bravo nel suo settore, è un comico di talento, ma nello show business vai avanti non solo se hai talento, ma se obbedisci a delle regole, ovvero se nei tuoi spettacoli, nella tua musica, nei tuoi concerti (magari anche tramite messaggi subliminali) acconsenti a veicolare i messaggi che il potere vuole che vengano trasmessi. E se ti rifiuti e ti ribelli possono pure ucciderti.

A questo punto se qualcuno non ha ancora letto come Saviano abbia reinventato la storia d'Italia in un programma prodotto da un'azienda di Silvio Berlusconi, credo sia meglio che si legga l'articolo appena citato, magari assieme a quello sulla cosiddetta unità d'Italia, che in realtà fu un'annessione, a volte sanguinosissima (vedi le stragi del primo conflitto mondiale) al regno sabaudo, annessione per altro condotto sotto l'egida della massoneria (Cavour, Mazzini, Garibaldi erano "casualmente" tutti massoni).

Vedere quindi Benigni che sventola il tricolore e dice viva l'Italia, tra una battuta e l'altra sul "cavaliere Berlusconi" (battute finalizzate a concorrere ad un progetto dai sinistri risvolti, come descritto nel precedente articolo), che ricorda le grandezze del passato italiano, che canta l'inno massonico di Mameli, è poco più che un bis di quanto fatto da Saviano poco tempo prima (nel corso di una trasmissione che, guarda casa, ha visto anche Benigni come ospite).

Certo, Benigni fa ridere, è un comico di talento, ma per chi è pienamente cosciente del vero significato di certe performance le risate sono amare.  E quando lo sentiamo cantare (con)fratelli d'Italia ci viene anche un po' di disgusto. Gli inni nazionali sono nutrimento per il nazionalismo, ed il nazionalismo è lo strumento psicologico utilizzato da chi vuole fare propaganda alla guerra; quando lo stato si prepara a far la guerra si fa chiamare patria, diceva un famoso commediografo.

Ed ecco due righe sull'inno d'Italia tratte dal sito radiomarconi:

L'inno "Fratelli d'Italia" o " INNO DI MAMELI" è diventato dopo il 1946 l' "inno nazionale", anche se nessuno (fino ad oggi) lo ha reso tale con un decreto.


L'inno essendo "repubblicano" ("fratelli" è appunto in nome che si danno tra di loro i massoni), nell'intero periodo Sabaudo (compreso quello fascista) fu ovviamente mai eseguito.


"Con la proclamazione della Repubblica nel 1946, il 12 ottobre dello stesso anno, in vista dell'imminente giuramento delle Nuove Forze Armate (in programma per il IV novembre) il Governo De Gasperi su proposta del Ministro della Guerra (!) il massone repubblicano Cipriano Facchinetti, propose di adottare come "inno militare" "Fratelli d'Italia".

Qui sotto la prima parte della performance di Benigni, giudicate con la vostra mente adesso che avete letto le mie parole.


E qui sotto i link a tutte e quattro le parti

1)  http://www.youtube.com/watch?v=zLs-HEYZpZA





Appendice: stralci dell'articolo: Eni - etica di stato gli affari sono affari (dal sito quinews)

L’Eni è presente in Nigeria sin dal 1962. Tramite l’AGIP, l’Eni partecipa allo sfruttamento di diversi giacimenti petroliferi nella regione del Delta del Niger, dove uno dei fenomeni più nocivi per l’ambiente e le popolazioni locali è quello del gas flaring: bruciare a cielo aperto il gas naturale collegato con l’estrazione del greggio. Con il gas flaring si disperdono nell’aria tossine inquinanti, come il benzene, che sono accusate di provocare tra le popolazioni locali l’aumento di tumori e di malattie respiratorie quali la bronchite e l’asma. Ma oltre a questo c’é anche il problema delle piogge acide, susseguenti proprio al gas flaring, che contribuisce in maniera massiccia ai cambiamenti climatici.

La regione del Delta del Niger; da sola, produce 70 milioni di tonnellate di C02 all’anno, ovvero più delle emissioni di Norvegia, Portogallo e Svezia messe insieme, o più di tutti i Paesi dell’Africa sub-sahariana. La cosa preoccupante è che il gas flaring in realtà è illegale. La Nigeria ha dichiarato ufficialmente illegale la pratica del gas flaring sin dal lontano 1979, concedendo un periodo di cinque anni alle imprese per mettersi in regola. Di anni ne sono passati quasi trenta, e il gas flaring continua ad essere prodotto da tutte le compagnie. Ad aprile del 2006, l’Alta Corte di Giustizia della Nigeria ha dichiarato che il gas flaring “va contro il diritto alla vita, alla salute e alla dignità”. Nel novembre del 2007, un giudice dell’Alta Corte federale nigeriana ha stabilito che il gas flaring viola i diritti umani delle popolazioni locali e che la joint venture alla quale partecipa anche Agip, responsabile del fenomeno, deve immediatamente cessare di farvi ricorso.

Ad aprile del 2008, è stato presentato alla Corte Federale di Abuja un esposto contro sei compagnie petrolifere, tra cui la Nigeria Agip Oil Company Ltd, accusandole di avere sfruttato il gas flaring e di avere liberato per circa cinquant’anni sostanze chimiche nocive nell’atmosfera, nella regione del Delta dei Niger, chiedendo il risarcimento di 5 trilioni di naira nigeriani, pari a oltre 26 milioni di €uro, per i danni subiti. L’attenzione e la pressione internazionale, ma anche le azioni legali legate al fenomeno del gas flaring, sono aumentate rapidamente negli ultimi anni. Secondo il sito della stessa Eni “i progetti di valorizzazione del gas prevedono l’eliminazione della pratica del gas flaring entro maggio 2012 in Congo ed entro il 2011 in Nigeria”.

Considerando che questa pratica è illegale da quasi 25 anni in Nigeria, l’Eni dovrebbe adottare dei passi concreti per garantire la fine di ogni operazione di gas flaring nel più breve tempo possibile per motivi umanitari e ambientali.

venerdì 18 febbraio 2011

Se non ora quando? Ma fatemi il piacere, come si fa a manifestare per queste stupidaggini?

Difficile immaginare tempi più assurdi, ridicoli, e al contempo pericolosi di questi. Un premier che ne ha combinate di cotte e di crude, assolto per reati seri per proscrizione dei termini, viene indagato e processato a tempo di record per un presunto reato a sfondo sessuale. Come possiamo mai pensare che un apparato statale come la magistratura, sempre pronto a tutelare gli interessi del potere (del resto ha assolto persino Andreotti) di colpo venga lasciato libero di perseguire penalmente quello che appare oggi come l'uomo più potente d'Italia? 

La stessa magistratura che non ha fatto niente quando Berlusconi ed i suoi degni compari di destra, di sinistra e di centro, hanno sostanzialmente realizzato il piano di rinascita democratico di Lico Gelli e della sua Loggia P2 (di cui, ricordiamolo, Silvio Berlusconi era membro), adesso vuole farci credere di essere onesta, imparziale e di non fermarsi di fronte a niente. Ma fatemi il piacere! In Italia sembra non sia rimasto un briciolo di legalità e di onestà e la magistratura vuole apparire onesta indagando su queste cose? 

Licio Gelli

La magistratura che è cieca di fronte al peggiore dei disastri ambientali intenzionalmente procurati, la magistratura che non ha mai processato nemmeno chi ha violato i principi costituzionali portando l'Italia a fare la guerra in Medio Oriente, adesso vorrebbe porsi a paladina della legalità perseguendo un premier per una (pretesa) storia di prostituzione? E dico pretesa non per assolvere mister Berlusconi, che ritengo capace di fare molto peggio, ma perché tutta la storia sembra una messa in scena bella e buona e suppongo anche che la famosa e formosa Ruby sia sostanzialmente un'altra brava attrice (magari persino maggiorenne, come suppone qualcuno).

Ma le masse si indignano facilmente, se i media le aizzano, e come in Egitto ed in Tunisia sembra che basti muovere qualche pedina sui mass media e su internet affinché le piazze si riempiano di persone che sgomitano, urlano, gridano di rabbia, si scontrano con la polizia e credano di lottare per la libertà e per un mondo migliore. Già in Egitto abbiamo visto che la "rivolta popolare" ha avuto come effetto quello di concentrare il potere nelle mani di una giunta militare, ed io non oso immaginare quale "democratico" governo ci possa riservare il futuro dopo una prevedibilissima caduta di Berlusconi ad opera della piazza infuriata.

Ma davvero possiamo pensare che un Berlusconi, che conosce così bene i piani della cabala che comanda il pianeta, tanto da costruirsi un bunker antiatomico in Sardegna, si possa fare mettere i piedi in faccia dai magistrati? In realtà egli sembra un attore che recita la sua parte, e adesso che il copione delle élite dominanti prevede rivolte e sommosse popolari in tutto il mondo contro i vari "tiranni" nazionali, a Silvio è capitata la parte del capro espiatorio, del cattivo di turno contro cui fare scagliare la rabbia popolare; agli attori non può capitare sempe la parte del buono e dell'eroe.

Ma la rabbia popolare è cieca e facilmente manipolata, telecomandata grazie al sapient euso dei mass media, e queste rivolte hanno come effetto sicuro solo quello di generare confusione, diffondere violenza e insicurezza, aggravare la crisi economica (in Egitto ad esempio l'economia sta andando a rotali anche perché il turismo è bloccato) instaurare regimi ancora più repressivi con il pretesto della restaurazione dell'ordine e della legalità.

Alla fine di tutte queste sommosse il governo occulto del pianeta vuole condurci a chiedere noi stessi quel cambio di governo e di ordinamento prima nazionale e poi sovranazionale che Loro hanno già programmato, il Nuovo Ordine Mondiale Orwelliano, con un unico governo planetario dittatoriale.

E adesso vi lascio alla lettura di questo articolo di approfondimento di Solange Manfredi




Di cosa ci dobbiamo davvero vergognare

Oltre un milione di donne ieri sono scese in piazza, e non solo donne, mobilitate per difendere i loro diritti e la loro dignità.

Che tristezza!

Sono bastate tre veline dei servizi e tre settimane di propaganda sui giornali per muovere la massa.

Mai vista una tale mobilitazione, anche per altri e ben più gravi problemi.

Non per la sentenza della Corte Costituzionale che stabilisce che si possono violare i diritti umani di cittadini o gruppi di cittadini e poi coprirli con il segreto di stato; non per la depenalizzazione del colpo di stato; non per aver ceduto la sovranità del popolo ad un organo sovranazionale ed autoreferenziale, ecc..

“Se non ora quando”. A questo grido le donne sono scese in piazza chiedendo le dimissioni di Berlusconi. “Offende l'Italia” si grida nelle piazze. Eh si, offende l'Italia il fatto che il Presidente del Consiglio possa essere indagato per favoreggiamento della prostituzione minorile.

L'Italia invece non si è sentita minimamente offesa dalle indagini che ipotizzavano nei suoi confronti i reati di:

corruzione giudiziaria,

finanziamento illecito ai partiti,

falso in bilancio,

corruzione,

falsa testimonianza,

appropriazione indebita,

frode fiscale,

traffico di droga,

concorso in strage (1992-1993),

concorso esterno in associazione mafiosa,

abuso d'ufficio,

concussione aggravata e minaccia....

Per questi reati no. Nessuno è sceso in piazza.

L'essere indagato per questi "reatuccci" non offendeva la dignità della nostra nazione, assolutamente no. Ma l'aver sollazzato il suo real augello con donne consenzienti, questo si, ci offende profondamente.

Non è così. La nostra dignità di donne è stata offesa, e viene offesa quotidianamente, da quelle donne, e sono tante, che litigano per poter andare alle feste di Berlusconi, che sono pronte a qualsiasi acrobazia erotica pur di poter ottenere ciò che non meritano. Berlusconi, come qualsiasi uomo potente, è assediato da donne che sperano di infilarsi nel suo letto per ottenere vantaggi e favori, non ha alcun bisogno di pagarle. Ne approfitta? Probabilmente. Potrebbe astenersi? Si. Il problema è che il presidente Berlusconi le inserisce nelle liste elettorali o a sedere sui banchi del parlamento? Abbiamo avuto, ed abbiamo, “onorevoli” ben più impresentabili, uomini con condanne definitive per reati gravissimi. Ma di più, abbiamo avuto sette volte presidente del Consiglio, otto volte ministro della difesa, cinque volte ministro degli esteri, ecc..Giulio Andreotti che una sentenza passata in giudicato ha riconosciuto reo di "concreta collaborazione" con esponenti di spicco di Cosa Nostra fino alla primavera del 1980.

Le donne che si offrono quotidianamente a Berlusconi non sono donne alla fame che devono piegarsi ai desideri del premier per poter mangiare. Non sono vittime, anzi. Ed è bene che questo sia chiaro a tutti.

Se c'è qualcuno che offende e calpesta la dignità delle donne sono proprie le donne. Noi ci siano offerte come merce, noi abbiamo fatto a gara per spogliarci sempre di più davanti a calendari, televisione, pubblicità. Noi corriamo a farci rifare le labbra a “canotto” e non certo perché siano belle, ed eleganti (non a caso quando una persona è elegante si dice: quella persona è fine). Le labbra a “canotto” hanno un solo messaggio da inviare al maschio che incontrano, e non è certo quello di trasmettergli la sensazione che da quelle labbra possano uscire discorsi colti ed intelligenti!

Ma il problema è un altro, ed è ancora più grave. Siamo noi. I problemi che abbiamo sono gravissimi ma, davanti a qualsiasi violenza o abuso (i nostri diritti costituzionali vengono calpestati dal governo e dalla comunità europea ogni giorno) restiamo immobili. Poi arriva un burattinaio che, attraverso una campagna mediatica e manipolando le nostre frustrazioni, ci fa scendere in piazza in oltre un milione non per difendere il nostro diritto lavoro, alla salute, all'istruzione, alla giustizia, ma alla dignità delle donne.

E' di questo che, davanti agli occhi del mondo, ci dobbiamo vergognare.