Tempo di Agire

Mi rivolgo ai miei lettori, che vogliano girare questo appello ad altri amici con la speranza di continuare tale catena virtuosa in felice progressione. Non possiamo lasciare solo chi si impegna nell’informazione su temi spinosi e segretati mettendo a rischio la propria incolumità. Dobbiamo agire.

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giovedì 30 dicembre 2010

Zanzare OGM rischiose, e nell'interesse di chi?

Traduzione dell'articolo  GM mosquitoes risky, and in whose interest? pubblicato il 24 dicembre 2010 sul giornale on-line malaysiakini.com. L'autore SM Mohamed Idris, è il presidente dell'associazione dei consumatori di Penang (CAP - Consumers Association of Penang).
Zanzare OGM rischiose, e nell'interesse di chi?

La recente approvazione del rilascio di maschi di zanzare geneticamente modificatie della specie aedes aegypti OX513A (My1), allo scopo di effettuare un esperimento in campo aperto causa molte preoccupazioni.

E' ancora più preoccupante il fatto che il rilascio in ambiente aperto potrebbe essere già avvenuto senza nessuna adeguata notifica o informazione alle persone. Chiediamo che il governo sia trasparente su questa faccenda e che riveli immediatamente i dettagli su questo rilascio, rendendo note le località precise ove avvengono.

Un approccio rischioso al controllo del dengue

Mentre il dengue è un problema veramente serio in Malaysia ed ha bisogno di essere urgentemente affrontato, prendere la strada degli organismi geneticamente modificati ci porta in un territorio rischioso.

L'ingegneria genetica spesso ha come risultato degli effetti indesiderati.

Noi non sappiamo abbastanza a proposito delle zanzare geneticamente modificate e di cosa avverrà in seguito alla loro interazione con zanzare non OGM in ambiente aperto, o con altre specie nell'ecosistema,  col virus del dengue e con la popolazione umana.

Il pipistrello, un eccezionale killer di zanzare anche se non è OGM, e non è l'unico!

Ci sono diversi rischi per la salute e per l'ambiente associati col rilascio in ambiente aperto.

Per esempio una piccola percentuale di larve OGM – alcune delle quali sarebbero femmine – potrebbe sopravvivere a dispetto delle affermazioni che la tecnologia sarebbe sicura perché le larve muoiono.

Dal momento che le zanzare femmine pungono gli uomini e trasmettono le malattie, è stato valutato il rischio  di un aumento della pericolosità della malattia? Le larve OGM che potrebbero sopravvivere potrebbero anche portare ad una persistenza dei geni geneticamente modificati nell'ambiente, con conseguenze ignote.

Esperimenti in campo aperto sono il primo passo verso un rilascio su larga scala

Sebbene i rilasci in campo aperto siano caratterizzati dall'essere limitati e su piccola scala, siamo estremamente preoccupati che essi non siano altro che un passo verso un approccio tecnologico al controllo del dengue che è basato sulla dipendenza da una specifica azienda e  dalle sue tecnologie brevettate.

Se si arrivasse allo stadio del rilascio su vasta scala, sarebbe necessario il continuo rilascio di milioni di zanzare OGM in diverse località della Malaysia per poter sopprimere con successo la popolazione di zanzare. I rischi sarebbero notevolmente amplificati da un'operazione compiuta con numeri così grandi.

Una seria preoccupazione è data dalla possibilità tutt'altro che remota che altre specie fortemente correlate, ed anch'esse trasmettitrici della malattia, vadano ad occupare la nicchia ecologica della zanzara aedes aegypti una volta che la popolazione di questa specie venga ridotta considerevolmente.

Questo potrà continuare a causare, o persino a peggiorare, il problema del dengue e potrebbe persino causare un aumento dei casi di altre malattie portate dalle zanzare.
Casetta per pipistrelli, serve ad attirare i peggiori nemici volanti delle zanzare

Mentre ci rendiamo conto che rilasci su larga scala dovrebbero essere sottoposti ad ulteriori procedure di approvazione e di verifica dei rischi, il governo non può permettersi di ignorare le implicazioni che comporta prendere la strada degli OGM e deve considerare queste preoccupazioni anche a questo primo stadio.

Lo si fa nell'interesse pubblico o privato?

Noi comprendiamo che la Oxitec Limited, un'azienda con base nella Gran Bretagna, detiene i brevetti sulle tecnologie utilizzate per produrre queste zanzare OGM.

Mentre la Oxitec probabilmente si prenderà i meriti per la propria invenzione, si prenderà anche le responsabilità legali se qualcosa andasse storto?

Un controllo dei conti della Oxitec's (disponibile su Companies House, che è l'agenzia del governo britannico responsabile per la registrazione delle società SRL) mostra che essa ha avuto perdite nel 2008 e nel 2009 di 1.7 milioni di sterline all'anno. [la sterlina vale poco più dell'euro - N.d.T.].

Mentre la Oxitec ha ricevuto sovvenzioni per le proprie ricerche, è chiaro che l'azienda si aspetta di ottenere degli introiti dal rilascio continuo di grandi numeri di zanzare OGM in diverse nazioni.

Le domande dei cittadini
Come cittadini della Malaysia, domandiamo un più ampio e diffuso dibattito pubblico su tale questione di quanto non sia successo fino adesso.

Zanzariera OGM free
L'esperimento in campo aperto avrà implicazioni tremende per la salute e l'ambiente della Malaysia. Ci deve essere una discussione a livello nazionale sulla questione se le zanzare OGM siano davvero la giusta soluzione contro il dengue.

Tutti i cittadini sono interessati all'effettivo controllo del dengue e ci deve essere un consenso su questa questione.

Prima di tutto occorre che ci sia il consenso informato delle comunità che vivono nei siti  proposti per il rilascio degli insetti e nei dintorni. Ciò significa che a questa gente deve anche essere adeguatamente spiegato quale sia il potenziale rischio, e che ad essi devono essere fornite informazioni sulle fonti dei finanziamenti e su ogni possibile conflitto di interessi.

Noi chiediamo che il governo annulli l'esperimento col rilascio in campo aperto delle zanzare OGM, e che investa invece in metodi più sicuri per combattere il dengue.



Traduzione di alcuni commenti pervenuti al sito malaysiakini.com 

Anonimo: Anche se è stato testato in una situazione controllata in laboratorio, i risultati ottenuti non possono essere generalizzati a quello che succede in un ambiente naturale. E' una triste realtà che noi Malaysiani siamo i soggetti di un esperimento sul campo potenzialmente fatale.

Sabawak: Aspettate che qualche Malaysiano muoia, e  per il governo allora verrà la resa dei conti, e se poi la faccenda travalicasse dai confini nazionali, siamo pronti per pagare dei compensi? Per amor di Dio, abbiamo bisogno di politici OGM, di un primo ministro OGM ed un vice primo ministro OGM, senza dimenticare Hishamuddin, ed il ministro della Sanità. Questa gente ha bisogno di essere totalmente modificata.

Hwa Shi-Hsia: a differenza  della maggior parte degli altri lettori del Malaysiakini io sono favorevole all'esperimento (...) le ragioni sono in breve:
1) La Aedes aegypti è nativa dell'Africa non dell'Asia, e quindi eliminarla non creerebber uno sconvolgimento dell'equilibrio ambientale
2) L'IMR ha già testato le zanzare Aedes aegypti OGM in esperimenti in luogo chiuso, e quindi il vero e proprio passo successivo è questo limitato esperimento in campo aperto
 3) Il gene letale è un sistema che costitutisce un'unità completa e indipendente, ed è molto improbabile che giva qualche "super potere" di resistenza o di eccessiva aggressività alle zanzare OGM
4) Utilizzando vari metodi di controllo convenzionale, il dengue è ancora un grosso  problema  nel nostro paese ed è ora di vedere cos'altro potrebbe essere utile. Io NON sono affiliato con nezzuna agenzia governativa o con l'azienda Oxitec o con qualche altro gruppo che lavora con le zanzare OGM. Sono solo un biologo della Malaysia che pensa che non dovremmo gettar via ogni potenziale arma contro il dengue per via di paure e atteggiamenti paranoici.



Articoli correlati:

Articoli in inglese sulla medesima questione pubblicati sul sito malaysiakini.com


L’“umanitario” diventa militare-civile

Articolo di Antonio Mazzeo pubblicato in Guerre & Pace n. 158, aprile-maggio 2010.

Per ulteriori approfondimenti visitate il antoniomazzeoblog 

Le crisi economiche, sociali e politiche generate dalla diffusione generalizzata delle politiche neoliberiste e la contemporanea crisi ideale e d’identità delle organizzazioni di massa della sinistra (partiti, sindacali, ecc.) - fenomeni che hanno segnato l’ultimo trentennio - non potevano non segnare la mission, i percorsi e l’agire delle Organizzazioni non governative (ONG). Sviluppatesi in buona parte tra la fine degli anni ’70 e i primi anni ’80 per ripensare i modelli di sviluppo, sostenere le lotte di liberazione nel Sud del mondo e svolgere opera di sensibilizzazione contro le feroci dittature al potere in Asia, Africa e America latina, sono veramente poche le ONG che oggi s’interrogano sugli scopi sempre meno “umanitari” dei donanti e cofinanziatori dei propri programmi e progetti nel Sud del mondo. Complice poi la sempre maggiore dipendenza dalle sempre più scarse risorse finanziarie dei soggetti pubblici (l’Unione Europea e, in Italia, la DGCS Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo del Ministero Affari Esteri), le ONG si sono lasciate trascinare dalle logiche e le strategie di riacquisizione dell’egemonia in alcune aree geografiche ritenute “prioritarie” dai donanti non per l’oggettiva gravità delle condizioni di vita delle popolazioni ma perché sempre più spesso caratterizzate da governi deboli o disponibili alla firma di accordi di “libero commercio” per perpetuare il saccheggio delle transnazionali.

Mentre all’interno delle ONG tende a scomparire qualsivoglia dibattito sull’origine dei finanziamenti e le reali finalità sociali, politiche ed economiche dei progetti e/o delle controparti locali, si fa sempre più affannosa la ricerca delle «opportunità» rappresentate dalla partnership strategica con il mondo del profit, banche, holding e imprese private in testa. Pecunia no olet e, di conseguenza, si assiste alla moltiplicazione di programmi d’intervento e “cooperazione” con la sponsorizzazione dei grandi gruppi finanziari ed industriali dall’assai discutibile responsabilità sociale ed etica (in Italia, perfino, il colosso petrolifero ENI o il gruppo Finmeccanica a capo del complesso militare industriale).

Lo scoppio delle cosiddette “guerre umanitarie” (in ex Jugoslavia, Kosovo, ecc.), il consolidamento della dottrina dell’intervento militare USA-NATO-UE, con o senza il pass del Consiglio di sicurezza dell’ONU per «ristabilire ovunque democrazia, sicurezza e legalità» (Afghanistan, Iraq, Somalia), la strumentalizzazione delle crisi alimentari e dei disastri sempre più impropriamente “naturali” per legittimare l’occupazione militare di regioni di rilevanza strategica (Sri Lanka, Filippine, Darfur e recentemente Haiti), hanno ulteriormente contribuito ad emarginare quasi totalmente i soggetti e le esperienze realmente democratici e con aspirazioni di trasformazione sociale, locali e internazionali. Si è reso vita difficile se non impossibile alle ONG che tentano d’intervenire in modo autonomo nei Paesi vittima di conflitto, grazie ad una vera e propria paramilitarizzazione degli “aiuti” e della “cooperazione”. Gli eserciti possono e devono fare tutto: bombardare e ricostruire, affamare e sfamare, assetare e dissetare, togliere e dare speranze. Gli organismi non governativi e le agenzie delle Nazioni Unite, se proprio vogliono, possono operare sempre e quando l’intervento sia compatibile e funzionale alle strategie militari ed economiche delle coalizioni occupanti e dei fedeli partner in loco, a condizione di accettare le scorte dei blindati e dei militari o di body guard privati.

Il governo italiano segue in maniera del tutto subalterna la visione di una “cooperazione allo sviluppo” funzionale alle logiche del mercato globale e della guerra “preventiva e permanente”. A metà novembre 2009, nel corso dell’ultima riunione annuale della DGCS, sono state formalizzate le linee guida del piano che sarà presto implementato: tagli sostanziali ai finanziamenti pubblici e dirottamento dei fondi a favore delle missioni delle forze armate all’estero; utilizzo di contributi di aziende e industrie private; ONG ed associazioni di volontariato sostituite preferibilmente da università e istituti di ricerca; sempre meno progetti a medio-lungo termine e priorità agli interventi d’emergenza nelle aree geografiche d’interesse per l’economia nazionale e rigorosamente sotto il controllo di Washington e della NATO. Non è casuale che Afghanistan e Pakistan assorbiranno buona parte delle scarsissime risorse destinate allo “sviluppo” nel 2010. Per l’Afghanistan, in particolare, è stato approvato un contributo di 4 milioni di euro che sarà gestito dal Fondo di ricostruzione della Banca Mondiale, a cui si aggiungerà un finanziamento di 667 mila euro per un programma di «formazione a distanza tramite la televisione Radio education». Per il Pakistan è stato approvato invece un credito d’aiuto di 20 milioni di euro per «l’inclusione sociale e l’occupazione nella provincia nord-occidentale di frontiera», iniziativa dai contorni assai ambigui a cui il governo italiano aveva già concesso un credito di 40 milioni nel luglio 2009.

Anche se non viene esplicitato nei documenti ufficiali, la tendenza è quella di giungere ad assegnare la pianificazione, direzione e realizzazione degli interventi direttamente a task-force “miste”, composte da militari e civili, riproducendo in scala minore quanto gli Stati Uniti d’America stanno sviluppando in Medio Oriente, Africa, America latina e Caraibi grazie alla partnership tra i comandi regionali delle forze armate e USAID, l’Agenzia federale per gli aiuti allo sviluppo. Il Mali è uno dei luoghi dove la Farnesina sta sperimentando il nuovo modello di cooperazione joint venture con ONG, militari, aziende, università pubbliche e strutture sanitarie private. Questo paese tra i più poveri e militarizzati del continente africano e principale partner degli Stati Uniti nella campagna contro il “terrorismo” e le organizzazioni islamiche radicali, è teatro di un’inedita “missione umanitaria” denominata Ridare la luce. Organizzata e realizzata dall’Associazione Fatebenefratelli per i Malati Lontani (AFMAL), dal Ministero Affari Esteri, dall’Istituto Superiore di Sanità, dall’Aeronautica militare e dall’Esercito italiano, la “missione” vede come sponsor l’industria militare Alenia Aeronautica (gruppo Finmeccanica), che ha pure sfruttato l’occasione per inviare in Mali il nuovo prototipo di velivolo da trasporto tattico C-27J “Spartan” nel tentativo di promuovere la sua vendita nel continente nero.

Secondo il capitano Erminio Englearo, addetto stampa dello Stato maggiore dell’Aeronautica, Ridare la luce ha come obiettivi «la cura delle popolazioni del deserto del Sahel dalle malattie della vista, lo svolgimento di operazioni di chirurgia generale e lo scambio di conoscenze su nuove tecniche operatorie tra medici e infermieri italiani e maliani». Molto più esplicito sulle reali finalità della massiccia presenza militare nella missione è però il generale Vincenzo Camporini, Capo di Stato maggiore della difesa, giunto in Mali nel novembre 2009 insieme ai vertici della Direzione Generale per la Cooperazione. «Considero questo genere di attività – ha dichiarato - parte integrante dello scopo di una forza armata perchè ridurre il disagio sociale nelle zone dove può radicarsi il terrorismo è funzionale alla prevenzione di conflitti». Vecchio assunto teorico-strategico quello di Camporini, oggetto di analisi nei manuali anti-guerriglia delle truppe francesi in Algeria, dei berretti verdi in Vietnam, degli agenti CIA e dei “consiglieri militari” statunitensi ospiti delle dittature dell’America latina negli anni ’60, ’70 e ’80. Oggi è tema di approfondimento dei corsi destinati agli ufficiali africani che il Comando delle forze armate degli Stati Uniti per l’Africa (AFRICOM) organizza con sempre più frequenza in tutto il continente. AFRICOM, tenta infatti di rendere digeribile la politica di penetrazione strategica degli Stati Uniti in Africa alternando le esercitazioni militari e la fornitura di sistemi d’arma con microinterventi sanitari a favore delle popolazioni locali.

L’interventismo militare nel continente è stato giustificato prima dall’amministrazione Bush e poi da quella Obama con buona parte delle cosiddette “minacce” utilizzate per le operazioni di guerra in Medio Oriente: il terrorismo e la proliferazione delle armi di distruzione di massa, l’espansione del fondamentalismo islamico, la difesa degli interessi economici (accesso all’energia), il narcotraffico, ecc.. Si fa però sempre più enfasi (si leggano in proposito le dichiarazioni del generale James Jones, Comandante supremo alleato in Europa SACEUR, rese davanti al Congresso USA nel settembre del 2006) all’esigenza di intervenire a 360 gradi, contro il «contrabbando, la pirateria marittima e la pesca illegale»; per arginare i «crescenti flussi migratori» e perfino per lottare contro la «fame, i disastri ambientali, la tratta delle persone e le principali epidemie» che affliggono il continente. “Minacce” dunque che mescolano insieme, esemplificandoli, fenomeni notevolmente complessi. L’Africa si trasforma di conseguenza nel laboratorio sperimentale per l’implementazione dello strumento militare-civile “umanitario”: è stato fatto da Washington prima con le operazioni in Mozambico, Sierra Leone, Repubblica Democratica del Congo ed Uganda, successivamente in Darfur e Somalia. E in alcune di queste “missioni” ipocritamente definite di «peacekeeping» o di «sostegno alimentare e sanitario delle popolazioni», il Pentagono è riuscito a coinvolgere la Forza d’Intervento Rapido (NRF) costituita dalla NATO, utilizzata alternativamente nelle operazioni di guerra in Afghanistan e in alcune gravi emergenze per calamità (l’uragano Katrina a New Orleans, il terremoto in Pakistan ed Haiti, ecc.).

La modalità con cui gli Stati Uniti stanno portando a termine questo pericolosissimo programma di emarginazione della società civile nei teatri più “caldi” del pianeta, traspare dalle parole di Theresa Whelan, assistente del Dipartimento della Difesa per gli affari africani. Riferendosi alle nuove “minacce” che pongono agli Stati Uniti il «dovere di intervenire nel continente» (letteralmente AIDS, malaria, tubercolosi e trasformazioni demografiche), Whelan ha dichiarato che il Comando militare USA in Africa deve «combinare funzioni militari e civili»; per questo è composto da «esperti nel campo dell’intelligence, della diplomazia, della sanità e dell’aiuto umanitario provenienti dal Dipartimento di Stato, dai Dipartimenti alla salute, ai servizi sociali e all’energia, da USAID». «AFRICOM – ha aggiunto l’assistente - coordinerà gruppi di addestramento, consulenza, affari civili, aiuto medico e veterinario. Esso farà da interfaccia con altre agenzie governative e gruppi umanitari non-governativi negli sforzi da portare avanti nel continente». Ancora più esplicito il generale James Jones, secondo cui «AFRICOM ha come priorità quello di aumentare la capacità delle nazioni africane nel condurre operazioni di mantenimento della pace e di pronto intervento in caso di crisi, particolarmente attraverso l’Unione Africana ed altre organizzazioni regionali, di proteggere le risorse naturali e di promuovere la stabilità fornendo consulenza ed assistenza sanitaria sui temi quali l’AIDS, il colera, la malaria e le altre malattie che hanno conseguenze umanitarie e strategiche».

Le finalità dichiaratamente neoliberiste della “cooperazione” USA, nell’ottica dell’accelerazione dei processi di privatizzazione globale delle risorse naturali e dei servizi (sanità, educazione, ecc.), sono state sottolineate dalla responsabile di USAID per l’Africa, Katherine Almquist, in occasione di un vertice militari-civili tenutosi presso il Comando AFRICOM di Stoccarda, il 17 ottobre 2008. «Abbiamo consulenti tecnici distaccati presso il Combined Joint Task Force-Horn of Africa a Gibuti, per operare in partnership con le forze amate a favore della promozione della sicurezza della nostra nazione e dei nostri alleati in Africa», ha affermato Almquist. «Gli Stati Uniti hanno giustamente identificato lo sviluppo come una componente integrale della propria sicurezza nazionale. Il Presidente della Banca Mondiale, Robert Zoellick, in un suo recente intervento, ha identificato le sfide maggiormente critiche negli Stati che si caratterizzano per la loro fragilità, cioè quelle riguardanti la governance, l’economia e la sicurezza, elementi strettamente collegati tra loro. Noi dobbiamo prendere seriamente in considerazione l’appello di Zoellick per una differente struttura che costruisca la sicurezza, la legalità, la governance e l’economia, aldilà di come intendiamo oggi la sicurezza o lo sviluppo. Zoellick utilizza l’espressione “securing development” per sottolineare la nozione di simultaneità nell’indirizzo a favore della sicurezza e dello sviluppo durante la fase di transizione dal conflitto alla pace e, successivamente, della stabilità affinché lo sviluppo possa affermarsi. Così noi di USAID applaudiamo agli interventi dei militari USA nel continente africano, in particolare alle operazioni realizzate a fianco dello loro controparti in Ghana, Senegal, Benin, Botswana e Kenya, preparando i militari delle nazioni africane ad affrontare le pesantissime sfide del 21° secolo in settori come il controterrorismo, la lotta al narcotraffico, gli interventi di peacekeeping e la sicurezza marittima (ossia la cosiddetta “lotta alla pirateria” NdA)».

Più specificatamente dal punto di vista della “cooperazione”, viene segnalato il complesso piano infrastrutturale finanziato e coordinato da USAID e dal Comando AFRICOM, e realizzato nella regione sub-sahariana dagli uomini dell’US Army Engineers, il corpo d’ingegneria dell’esercito statunitense. Attualmente sono in via di esecuzione 44 progetti nelle regioni più remote del Mali e del Niger: si tratta della costruzione di 32 pozzi d’acqua, 7 scuole, 2 piccoli presidi sanitari e 2 “banche di sementi”, costo totale 1,7 milioni di dollari. «Questi progetti beneficeranno gli abitanti, i nomadi Tuareg e i Wodaabe», ha affermato Darrell Cullins, responsabile progetti in Africa del distretto europeo dell’US Army Engineers. Per «promuovere la libertà economica ed investire sul capitale umano», il Mali è stato inoltre inserito dal Dipartimento di Stato tra i paesi del cosiddetto Millennium Challenge Account, il piano di «riduzione della povertà e di promozione della crescita economica a livello internazionale» avviato nel 2004. Sono previsti interventi per 461 milioni di dollari, finalizzati in particolare all’irrigazione di un’area di 15.000 ettari per la produzione di riso e all’installazione di attrezzature nell’aeroporto internazionale di Bamako per il trasferimento dei prodotti ai mercati esteri. Accanto allo sviluppo delle monoculture per l’esportazione, USAID sta inoltre incoraggiando le «politiche di alleggerimento dello Stato nell’economia», promuovendo i programmi di privatizzazione dei servizi e lo smantellamento di molte grandi imprese statali.

L’intervento di Washington non si fermerà tuttavia alle regioni sub-sahariane. «Per il futuro lavoro nel continente - ha aggiunto Darrell Cullin - l’US Army Enginners ha firmato un Multiple Award Task Order Contract (MATOC) che prevede il design e i lavori di realizzazione e manutenzione d’infrastrutture e di servizi destinati alla popolazione africana, per cui è prevista una spesa di 14,8 milioni di dollari entro il settembre del 2011. Il MATOC opererà principalmente in Niger, Ciad, Mali, Senegal, Marocco, Mauritania, Tunisia, Gabon, Ghana, Nigeria e Liberia, con la collaborazione dei militari presenti in Corno d’Africa e dell’US Navy». Cooperazione, dunque, sempre più mercificata e militarizzata.

Dato che anche la “sicurezza” non deve sfuggire alle regole del mercato “globale”, specie a partire dall’attacco USA e NATO in Afghanistan ed Iraq, società contractor e mercenari sono chiamati ad assumere un ruolo sempre maggiori nelle operazioni belliche e negli interventi “umanitari”. Per restare in Africa, è alla tristemente nota DynCorp che il Pentagono ha assegnato l’addestramento, l’equipaggiamento e il sostegno logistico della fallimentare “missione di pace” dell’Unione Africana in Somalia. L’amministrazione Bush ha versato alla società della Virginia, più di 10 milioni di dollari per l’acquisto di tende, generatori e veicoli da destinare alla peacekeeping force, e per garantire la movimentazione dei mezzi e del personale militare africano. Il Pentagono ha poi sottoscritto con DynCorp un contratto per oltre 20 milioni di dollari per il supporto alle «operazioni di sorveglianza, addestramento e peacekeeping» di alcuni importanti partner regionali (principalmente Etiopia e Liberia).

Ancora più sfacciato quanto USAID in collaborazione con l’agenzia per le Nazioni Unite per la lotta alla droga e al Crimine UNDOC sta implementando in Colombia, paese leader della crociata USA contro i governi progressisti della regione andina e dei Carabi. Nel paese sotto assedio del narco-paramilitarismo, USAID e UNDOC hanno stretto un’alleanza con la Casino Global Sourcing, azienda locale della transnazionale “Casino” che possiede la catena di supermercati ‘Exito’ (quelli nazionalizzati da Chávez in Venezuela), per promuovere una serie di programmi di «aiuto a favore dei campesinos colombiani» in vista dell’incremento delle produzioni e del loro posizionamento nei punti vendita “Casino” in Colombia e all’estero. Secondo quanto pubblicato dalla stampa colombiana, lo scorso anno il Grupo Casino ha esportato 1.360.000 chili di banane e 1,2 milioni di chili di gamberi, per un totale di circa 5 milioni di dollari. Per il 2010, si spera di triplicare il valore delle esportazioni e di diversificare ulteriormente la tipologia dei prodotti.

Peccato che molte delle piccole e medie imprese di campesinos siano sorte solo dopo il varo nel 2005 della cosiddetta “Ley de Justicia y Paz”, voluta da Alvaro Uribe per favorire la smobilitazione delle maggiori organizzazioni paramilitari. All’impunità per i gravi crimini commessi si è cosi aggiunta la possibilità di accedere ad ingenti contributi finanziari internazionali e, oggi, anche alla grande distribuzione. Senza che ciò abbia assolutamente rappresentato lo smantellamento delle paramilizie e una pur minima riduzione dei massacri della popolazione civile e delle comunità indigene e dell’omicidio selettivo o della sparizione forzata di leader comunitari e sindacali. Violazioni inaudite dei diritti umani che Washington continua a voler ignorare. Agli aiuti di USAID si aggiungeranno le centinaia di milioni di dollari del Pentagono per creare 7 nuove basi aeree in Colombia. Ancora una volta la politica del bastone e della carota.

martedì 28 dicembre 2010

Insetti vaccinatori, Zanzare OGM ed esperimenti in campo aperto


Se in linea generale risulta chiaro, anche per coloro che sono relativamente disinformati, che il governo e le aziende sono divenute la stessa cosa, ciò nonostante questo é un caso che ancora risulta sconosciuto alla gran parte del pubblico. Ugualmente, nonostante le conseguenze di tale fusione stia coinvolgendo la salute pubblica, la questione non é molto nota. In questi ultimi anni (accanto ad altri loro orribili progetti), le agenzie governative, le organizzazioni non governative (ONG), think tank e corporazioni hanno collaborato, tutte quante  insieme, per fondere in una sola entitá due dei più grandi flagelli per l'ambiente e per la salute umana: la manipolazione genetica e i vaccini.


Mentre gli "scienziati" per anni hanno modificato geneticamente gli insetti, solo negli ultimi anni hanno cominciato a discutere apertamente il loro rilascio nell'ambiente. Come sempre, il fatto che la discussione pubblica sulla questione abbia cominciato ad emergere solo ora, vuol dire che il progetto è stato già avviato. Gran parte di tutto cio´ è stato confermato proprio dai fatti, vale a dire é stata giá annunciata l´immissione degli insetti nell´ambiente.

Nel 2009, con il pretesto di debellare la febbre Dengue, le zanzare geneticamente modificate sono state introdotte nell'ambiente nelle Isole Cayman. La febbre Dengue è una malattia che proviene dalle zanzare, causata da un virus che non si è manifestato nella maggior parte parte degli Stati Uniti per diversi decenni. La febbre Dengue puó svilupparsi in una forma di malattia molto più pericolosa e conosciuta come febbre Dengue emorragica. I sintomi della febbre Dengue sono febbre alta, cefalea, dolore dietro agli occhi, facilitá di ecchimosi, dolori ossei, muscolari e alle giunture, eruzione cutanea e sanguinamento delle gengive. Oltre all´adeguato riposo e al bere molta acqua, per la febbre Dengue non esiste un trattamento o una cura conosciuta.
Generalmente, a trasmettere il virus é di uno specifico tipo di zanzara, l´Aedes aegypti.


Il metodo  pubblicamente mostrato  sull´utilizzo di questi zanzare Geneticamente Modificate per l´eradicazione della febbre Dengue, è che le zanzare sono state geneticamente "progettate con un gene extra, od un batterio inserito, oppure che hanno avuto un gene alterato in modo che loro prole sia sterile e non piú in grado di diffondere la Dengue, o che semplicemente muoiano." Piú specificatamente, se il maschio delle zanzare OGM effettua l´accoppiamento con femmine naturali, a meno che non sia presente l'antibiotico tetraciclina, causa la produzione di larve che muoiono. prima di potersi sviluppare. Senza l'antibiotico, un enzima si va ad accumulare fino a raggiungere un livello sufficientemente tossico per uccidere le larve.

È importante notare che queste zanzare OGM, note come OX513A, al fine di conseguire gli obiettivi dichiarati pubblicamente dagli sviluppatori, devono essere necessariamente di tipo Aedes aegypti. Pertanto, i milioni di insetti zanzare maschi che sono stati liberati all´aperto nell'ambiente nel 2009 e poi di nuovo nel 2010, erano tutte dei veicoli della  febbre Dengue. [Notare bene: in effetti è noto che i maschi non-OGM non pungono e quindi non  possono trasmettere nessuna malattia, ma nessuno può escludere che in tutta segretezza, e con la copertura dell'esperimento in corso, vengano effettuati rilasci di zanzare OGM o non OGM femmine; se sono in corso rilasci autorizzati come può una comune mortale riconoscere un rilascio di zanzare maschio da un rilascio di zanzare femmmine? E se poi per caso la modificazione genetica creasse persino zanzare maschio che pungono? - N.d.T.]
Le zanzare di OX513A sono state sviluppate da una società di biotecnologia britannica chiamata Oxitec e la loro successiva versione era monitorata dalla Mosquitos Reaearchand Control Unite (MRCU) nelle Isole Cayman, un territorio britannico d'oltremare.

Benché la Oxitec Limited sia stata la sviluppatrice impegnata nella gran parte del lavoro preparatorio degli insetti, il progetto non é soltanto il loro. La Fondazione di Bill e Melinda Gates, l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), le Organizzazioni di Beneficenza PEW (The PEW Charitable Trust) agenzie governative e le degli Stati Uniti Inghilterra, Malesia e altre ancora, erano tutte coinvolte nello sviluppo e nella promozione delle zanzare Geneticamente Modificate. [vedi i link precedenti o l'articolo in italiano con alcune traduzioni nonchè gli screenshot effettuati per conservare le prove, fare click sulle immagini per vederle ingrandite - N.d.R.]




Tuttavia, ciò che è stato abbastanza sospetto è il fatto che la febbre Dengue, che è stata inesistente negli Stati Uniti per decenni, é recentemente emersa in Florida. Inizialmente, la febbre è stata rilevata nel 2009, ma nel 2010 i casi erano notevolmente aumentati. Nel luglio 2010, uno studio di CDC, che uscì con un livello di attenzione molto piccolo da parte dei media, indica che circa il 10% della popolazione della Key West è stata infettata dalla febbre Dengue. Questa percentuale era il doppio rispetto al 2009, quando ne era stata infettata il 5%. Potremmo chiederci che cosa abbia causato un ritorno con tale vigore di un virus che era stato debellato quasi interamente. Sta di fatto che cé da chiedersi se la risposta non sia cosí palesemente ovvia. Naturalmente, i rapporti ufficiali, volenti o nolenti, non segnalano che la febbre Dengue è collegata ai milioni di zanzare in grado di veicolare la febbre, le quali sono state rilasciate soltanto a qualche miglia di distanza nelle Isole Cayman. [vedi nota precedente]. 
Mentre la febbre Dengue era stata debellata negli Stati Uniti nell´ambito di naturali eventi di focolaio, i casi che erano connessi alla ricerca e generati dal laboratorio si sono verificati nel paese per molti anni. Questo è perché la febbre Dengue è stata di particolare interesse per il governo degli Stati Uniti, della US Army e della CIA almeno dalla metá del XX secolo. C'è una grande quantità di prove che suggeriscono che nelle strutture di ricerca biochimica a Fort Detrick, sin dal 1942 sono stati condotti test sulla febbre Dengue come arma biologica. È noto che, negli anni cinquanta, la CIA fu la complice di Ft. Detrick nello studio della febbre Dengue e di altre malattie esotiche affinché venissero usate come armi biologiche.

È anche interessante notare che, secondo dei documenti della CIA, nonché secondo una Commissione del Congresso del 1975, tre sedi di Key West, Panama City e Avon Park (e altre due località in Florida centrale) sono state siti di prova per la ricerca di febbre Dengue.

Come in genere avviene in tali casi , gli esperimenti ad Avon Park sono stati concentrati nei quartieri a basso reddito, nelle zone che erano prevalentemente nere, con complessi di edilizia abitativa appena realizzati. Secondo H.P. Albarelli Jr. e Zoe Martell di Truthout, documenti CIA relativi al programma di MK/NAOMI hanno rivelato che l'Agenzia stava usando anche in questi esperimenti l´esemplare di zanzara Aedes aegypti. In uno di tali esperimenti, ne sono state rilasciate 600.000 su Avon Park, e in un altro ancora sono stati liberati 150.000 insetti in sacchetti di carta appositamente progettati per aprirsi quando cadevano al suolo.

Truthout ha intervistato (o ha fatto compilare dei questionari) i residenti che ancora vivono nell´area di Avon Park i quali riportarono di almeno 6 o 7 persone a causa degli esperimenti. Come citato da Truthout, un residente ha detto, "per anni nessuno sapeva cosa era accaduto, forse per più di 20 anni, ma guardando indietro si puó spiegare perché nel periodo degli esperimenti un sacco di persone sane si ammalarono rapidamente e morirono". Truthout vuole far notare che nello stesso periodo degli esperimenti di Avon Park "c'erano almeno due casi di febbre Dengue segnalati tra i ricercatori civili a Fort Detrick nel Maryland".

Nel 1978, un documento del Pentagono intitolato "Biological warfare:Secret Testing & Volounteers (Guerra Biologica: Testi Secreti e Volontari) ha rivelato che esperimenti simili sono stati condotti a Key West dai Corpi di Armi Chimiche e dalle Divisioni per le Operazioni Speciali e dei Progetti di Ft. Detrick.

Come nell´attuale situazione, le agenzie governative degli Stati Uniti sono in combutta con le ONG, le università e altre organizzazioni per condurre progetti legati alla zanzara. L´Operazione Bellweather, un esperimento del 1959 composto da oltre 50 test sul campo, è stata condotta in una serie di Stati tra cui la Georgia, Maryland, Utah e Arizona e Florida. L´operazione Bellweather è stata coordinata con l'Istituto Rockefeller di New York; l'impianto che attualmente alleva le zanzare. In più, l'esperimento fu supportato dall´Armour Research Foundation, l´Istituto Battelle Memorial, il Ben Venue Labs, Inc., la Florida State University e la Lovell Chemical Company.

Tuttavia  le connessioni tra i militari e la CIA, per focolai di febbre Dengue, non si limitano soltanto a questi esperimenti. È opinione diffusa che il focolaio del 1981 a Cuba sia il risultato di attacchi biologici occulti della CIA e dei militari USA. Questa epidemia è avvenuta essenzialmente dal nulla e ha provocato oltre un centinaio di migliaia di casi di infezione. Scrivono Albarelli e Martell:

"Il ricercatore americano William H. Schaap, un editore della rivista Covert Action, sostiene che l'epidemia di Cuba Dengue fu il risultato dell'attività della CIA. Gli ex ricercatori di Fort Detrick, i quali hanno tutti rifiutato di autorizzare l´uso dei propri nomi in questo articolo, hanno detto che attraverso il focolaio di Cuba essi realizzarono un lavoro avanzato e che era stato provocatodall´uomo."

Nel 1982 la CIA è stata accusata dai media sovietici di aver inviato cooperative in Pakistan e Afghanistan, ai fini della creazione di un'epidemia di Dengue. Analogamente, nel 1985 e nel 1986,le autorità in Nicaragua fecero simili affermazioni contro la CIA, suggerendo anche che essi stavano cercando di innescare un'epidemia di Dengue.

Mentre la CIA ha decisamente negato il coinvolgimento in tutti questi casi, i ricercatori dell´esercito hanno ammesso di aver lavorato intensamente con "vettori artropodi per obiettivi di guerra biologica offensiva" affermando che tale lavoro è stato condotto a Fort Detrick negli anni ' 80. I ricercatori hanno inoltre ammesso che grandi colonie di zanzare infettate sia di febbre gialla che Dengue, erano tenute presso la struttura di Frederick, Maryland.

Esiste anche una prova di sperimentazione su prigionieri federali prigionieri senza che loro lo sapessero. Come riporta Truthout:

"Molti rapporti redatti di Camp Detrick ed Edgewood Arsenal indicano come gli esperimenti sono stati condotti su prigionieri statali e federal, i quali sono stati esposti involontariamente alla febbre Dengue, come pure ad altri virus alcuni dei quali probabilmente letali."

Con tutte le evidenze degli esperimenti riguardo alla febbre denge che sono stati condotti della Cia e dai militari, c'è un ampio motivo per essere preoccupati quando si vede una coincidenza come il recente rilascio di zanzare e la successiva epidemia di febbre Dengue in Florida, sito consueto di esperimenti per tali organizzazioni.
Riguardo alla causa dell'epidemia di Dengue potrebbe anche essere posta la questione su come le campagne di irrorazione aeree siano state intensificate.

Mentre si diceva che tali irrorazioni erano per l'eradicazione delle zanzare portatrice del Dengue, il numero di persone che ha contratto la malattia si é attualmente incrementato.

Collegato alle zanzare della febbre Dengue si é verificato un altro discutibile "incidente", ed é accaduto all´improvviso il 15 novembre 2010. Una biologa molecolare dell University of South Florida, si é apparentemente suicidata bevendo cianuro nell´hotel Temple Terrace. La Dr.ssa Chauhan aveva studiato le zanzare e la trasmissione della malattia presso l'Università di Notre Dame. Se di norma cíó non sarebbe motivo di preoccupazione, se si considera il livello di interesse tenuto per le malattie delle zanzare sia dalle agenzie militari sia dall'Intelligence, la morte della Dr.ssa Chauhan potrebbe essere un caso che dovrebbe essere esaminato ulteriormente.


Fino alla sua morte è stata una ricercatrice post-dottorato nel dipartimento di salute globale nell'Università della sanità pubblica. Chi l´ha conosciuta la descrive come una persona molto ottimista ed entusiasta. Forse questa è una coincidenza, ma indipendentemente da ciò, questo è un caso che dovrebbe essere osservato attentamente.



Purtroppo, la questione degli insetti GM dispersi nell´ambiente non termina con la crescente febbre Dengue e la malaria. Nel 2009, la Bill e Melinda Gates Foundation ha assegnato $100.000 ciascuno a ricercatori in 22 paesi, al fine di mettere a punto le zanzare che fungono da "siringhe volanti". Essenzialmente, le zanzare potrebbero essere geneticamente trattate per fornire vaccini ad ogni morso.

Il denaro fu distribuito ad un'ampia gamma di istituzioni accademiche, organizzazioni senza scopo di lucro, enti pubblici e aziende private. Il finanziamento è stato parte di quello che fu definito, in un articolo di AFP, "il primo round di finanziamento per il 'Grand Challenges Explorations' della Fondazione di Bill Gates, un'iniziativa quinquiennale di 100 milioni di dollari per "promuovere idee innovative in materia di salute globale." La premessa di base accanto alle zanzare vaccinatrici è che un insetto verrà modificato geneticamente per produrre anticorpi di una certa malattia nella loro saliva, che viene quindi trasmessa all'individuo quando la zanzara lo punge.

C'è una miriade di problemi a proposito di questo metodo che partono dalla morale per la comunità scientifica. In primo luogo, la presenza di anticorpi non significa necessariamente l´immunità, ed il loro il trasferimento non puó in nessuno modo fornire immunizzazione al soggetto quando riceve la loro inoculazione. La scienza relativa allo studio degli anticorpi e dell´immunità é ancora in gran parte incerta. I  Vaccini stessi, sono completamente inefficaci e non sono mai state provati come efficienti da uno studio che non sia stato collegato ad un farmaco o ad una società farmaceutica.[1] Sono, essenzialmente, medicina basata sulla fede. [in realtà essi sono qualcosa di molto peggio, vedi per esempio il dossier sulla tossicità dei vaccini anti-influenzali e gli articoli sull'inutilità e tossicità del vaccino contro la parotite - N.d.T.]

Ancora più spaventoso è la possibilitá di rilasciare le zanzare geneticamente che siano portatrici degli agenti infettivi di alcune malattie per  provocare intenzionalmente una pandemia umana.
Coloro che hanno il sistema immunitario indebolito sarebbero a rischio più elevato, ma in tale pericolo potrebbero senza dubbio essere inclusi anche tutti gli altri poiché potrebbero essere infettati dal virus anche se devitalizzato. Il contagio da persona a persona potrebbe essere efficace lì dove le zanzare non lo sono. Se si aggiunge a questo la potenzialitá di pandemie simultanee (se diverse versioni degli insetti sono state usate contemporaneamente) si ottiene la ricetta per il genocidio su scala di massa. Purtroppo, questo è lo scenario che molti hanno previsto da qualche tempo.

Tuttavia, sebbene Gates abbia investito così tanto denaro, e nello stesso modo tanti laboriosi individui e prestigiose università hanno impiegato così tanto tempo e sforzo, l´opinione generale dei media è che i "vacciniatori volanti" non prenderanno mai il volo. Questo perché, come scrive Scienze Now:
 
"Il concetto di zanzara transgenica come 'insetto vaccinatore' è probabile che non sia un metodo praticabile per il controllo della malattia, in quanto gli "insetti vaccinatori" sono un modo inaccettabile di propinare il vaccino senza  preoccuparsi di problemi di dosaggio e consenso informato, in contrasto coi programmi di vaccinazione attuali. Queste difficoltà, per il rilascio di zanzare OGM sono maggiormente complicate dal problema dell'accettazione del pubblico."

Comunque è molto difficile credere che la Fondazione Gates abbia distribuito per i ricercatori una tale e grande quantità di denaro senza prima assicurarsi che i loro sforzi siano piú o meno concretamente utilizzabili per un uso futuro. Allo stesso modo è molto difficile credere che una volta considerate tali questioni, la Fondazione Gates avrebbe semplicemente buttato via soldi su un progetto condannato al fallimento. In realtá, chi crede effettivamente ad una simile ipotesi é molto ingenuo. Chiaramente, noi stiamo per essere condizionati ad accettare ed ad aspettare che in una certa data futura questi organismi siano rilasciati nel nostro ambiente. In quale contesto ciò accadrà, chiunque può indovinarlo.
[1] Influenza e Vaccino Influenzale: What’s Coming Through That Needle. Dr. Sherri Tenpenny


FONTE: Viruses and the GM Insect "Flying Vaccine" Solution articolo di Brandon Turbeville pubblicato il 13/12/2010 sul sito Activist Post.

Impaginazione, note e revisione della traduzione a cura di scienzamarcia

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Chi è convinto che il riscaldamento globale antropico (ovvero causato dai cosiddetti gas serra, ed in particolare dall'anidride carbonica) forse non ha guardato ancora fuori dalla finestra o non ha voluto ascoltare la radio nè vedere i telegiornali che riportano situazioni di freddo glaciale in diverse nazioni dell'emisfero nord del nostro pianeta. Chi invece, nonostante abbia seguito queste notizie, creda ugualmente con profonda fede alle cosiddette teorie del riscaldamento globale, può sempre leggere i diversi articoli presenti su questo blog e su quelli dei siti amici (vedi i link a sinistra nel blog) per comprendere a fondo di che razza di truffa si tratti.


A questo punto però cerchiamo di capirci, i cambiamenti climatici ci sono stati, c'è una manipolazione climatica evidente causata dall'utilizzo di HAARP e scie chimiche (strumenti che utilizzati in sinergia possono sconvolgere alla lunga gli equilibri climatici del pianeta grazie alla manipolazione delle correnti a getto); tutto ciò può sicuramente causare anche la migrazione di insetti pericolosi per l'uomo in zone dove una volta si vedevano raramente.

Letti gli ultimi articoli sulle zanzare OGM può anche venire il sospetto che qualcuno possa giocare col fuoco facendo strani esperimenti e rilasciando zanzare tigri laddove possono più facilmente attecchire, dando poi la colpa al fantomatico "effetto serra" e ai cambiamenti climatici ad esso (falsamente) attribuiti.

Ovviamente questo sospetto potrebbe essere eccessivo, se non fosse che il cielo è continuamente coperto sin dall'alba da formazioni che non sono nuvolose ma al massimo "sciose", ovvero da reticolati di scie che spesso coprono vastissime zone del pianeta lasciandole sotto una coltre di veleni (agli increduli lettori consiglio caldamente di osservare il cielo ogni 15 minuti per due mesi come ho fatto io, di modo che non resti più alcun dubbio). Sia come sia, chi manipola intenzionalmente il clima ha sicuramente sulla coscienza l'aumento dei casi di dengue e di febbre gialla in varie zone del pianeta.

Ed ora passiamo alle dichiarazioni di vari enti ed associazioni che attribuiscono l'aumento dei casi di tali malattie ai cambiamenti climatici ed al "riscaldamento globale antropico", iniziando da Greenpeace, l'organizzazione che col suo complice silenzio sulle scie chimiche non può certo definirsi ambientalista, mostrando lo screenshot di un suo documento
(http://www.greenpeace.org/raw/content/italy/ufficiostampa/rapporti/clima-impatti-salute.pdf )


E passiamo quindi all'OMS, Organizzazione Mondiale della Salute, le cui dichiarazioni possiamo leggere su un articolo del Corriere (ripreso dall'agenzia di stampa AGI) dal titolo DENGUE: ALLARME OMS, CASI RADDOPPIATI IN 10 ANNI. Riportiamo qui sotto alcuni passaggi particolarmente salienti:

L'allarme viene dall'Organizzazione Mondiale della Sanita' (Oms), secondo cui il 40 per cento della popolazione mondiale e' ormai a rischio.
(...) A causare l'aumento potrebbe essere stato anche il riscaldamento globale, che ha 'creato' le condizioni per l'espansione delle zanzare in nuove aree, oltre ad aver favorito l'alternanza tra forti piogge e alte temperature che e' perfetta per la proliferazione del virus e del suo vettore.
"Ormai 2,5 miliardi di persone nel mondo sono a rischio - ha scritto l'Oms - e sono necessarie azioni mirate da parte dei governi per impedire che l'epidemia si allarghi".
Ed ecco un ulteriore articolo del corriere il cui titolo è molto esplicito OMS: "Dengue colpa del clima"; anche di questo citiamo alcuni passaggi significativi.

Gli esperti danno la colpa al clima. La febbre Dengue, trasmessa dalla zanzara Aedes Aegypti, starebbe drammaticamente riemergendo in alcune zone del mondo, principalmente in Africa, Asia e Sudamerica - presentandosi in aree in cui era già stata debellata, come Cuba e Santo Domingo – a causa dell’effetto serra e del graduale surriscaldamento della crosta terrestre. Secondo l’Organizzazione Mondiale della sanità (OMS) oggi il Dengue è una delle emergenze sanitarie più pressanti del pianeta. «Nel 1970 solo nove paesi avevano riportato epidemie di Dengue», precisa un portavoce dell’OMS, «Ma quel numero negli ultimi dieci anni è più che decuplicato».


Se poi qualcuno avesse ancora dei dubbi l'agenzia governativa italiana APAT in un suo documento redatto assieme alla sezione europea dell'OMS ripete la litania della correlazione tra i cambiamenti climatici e la diffusione di certe malattie portate dalle zanzare:

http://www.apat.gov.it/site/_files/reportAPATOMS.pdf




Ma guarda un po', l'OMS, del cui ruolo abbiamo già discusso a proposito della gestione truffaldina della questione dell'influenza suina e dei tossici vaccini ad essa correlati, parla di azioni mirate da parte dei governi per impedire che l'epidemia si allarghi, Ma se poi fra queste azioni l'OMS suggerisse proprio quella di utilizzare le zanzare OGM? Perché, dovete sapere, che l'OMS con questa storia delle zanzare OGM sembra avere le mani in pasta, visto che  un  ente come il TDR, emanazione dell'OMS ma cogestito niente meno che da quei santarellini della World Bank (la banca mondiale, uno degli enti più importanti della globalizzazione) ne parla in termini molto positivi.



Sul sito del TDR al link segnalato leggiamo che "In 2009, a WHO-sponsored technical consultation is planned as a preparatory stage in the development of international guidelines on trials involving GM mosquitoes", ovvero che nel 2009 era già stata pianificata dall'OMS una consultazione tecnica da vedersi come un passo preparatorio per lo sviluppo di linee guida su esperimenti che coinvolgono l'uso di zanzare OGM. Troviamo pure un link diretto dell'OMS sempre al riguardo delle zanzare OGM (Macer, D. Ethical, legal and social issues of genetically modified disease vectors in public health. Social, Economic and Behavioural Research. TDR/WHO Special Topics No.1 by Darryl Macer Ph.D. http://www.who.int/tdr/publications/publications/seb_topic1.htm).



Sospetti, coincidenze ... però un po' troppe, e a volte viene il dubbio che quelle zanzare potrebbero servire addirittura  da vettori per la diffusione di alterazioni genetiche nelle persone morse dagli insetti. D'altronde l'OMS invece che rimproverare e additare al pubblico ludibrio la fondazione di Bill e Melinda Gates (che sovvenzionano metodi  fraudolenti per vaccinare la gente contro la propria volontà proprio con l'uso di un altro tipo di zanzare OGM),  non si crea scrupoli di sponsorizzarne le iniziative. Lo sapete che molti vaccini sono basati a loro volta sull'ingegneria genetica e che quindi possono contenere al loro interno residui di un liquido geneticamente ricombinante?


Ovviamente che quelle zanzare potrebbero servire da vettori per la diffusione di alterazioni genetiche nelle persone morse dagli insetti potrebbe sembrere un'affermazione folle e fantascientifica se non fosse per l'esistenza reale del morbo di morgellons, per il ritrovamento di una sorta di globuli rossi artificiali nelle persone che soffrono di tale patologia, e per la diffusione tramite scie chimiche della smart dust.

Ma speriamo sempre di sbagliarci, che i veri intenti di queste manovre siano meno nefasti, o che quanto meno non riusciranno a raggiungerli.

Per esempio potremmo pensare ad una manovra per fare pubblicità agli OGM tramite in prodotto più facilmente accettabile dalle masse (le zanzare geneticamente modificate per combattere le malattie) ma di sicuro dubitiamo delle buone intenzione di questa moderna alleanza tra ricchi sfondati, banca mondiale, e organizzazioni internazionali come l'OMS che sono infiltrate dalle lobbies delle industrie farmaceutiche.

domenica 26 dicembre 2010

Scabrosa e folle decisione della Regione Puglia: "la discarica sulla falda si farà!"


Molte persone nauseate dalla gestione del governo di destra e dalla finta opposizione della cosiddetta sinistra, di volta in volta si affidano a nuovi leader, a nuovi guru che si presentano di volta in volta come più simpatici, più giovani, più onesti, più intransigenti sul piano morale, ma se si va a scavare un po' sotto la superficie patinata della personalità artificialmente costruita che ci viene propinata dai mass-media, si scopre che dietro l'apparenza si nascondono i soliti politicanti di sempre. Si tratta di un'operazione di restyling per cercare di convincere le persone deluse a votare ancora, nonostante la chiara evidenza che ormai i politici di tutti gli schieramenti e di tutti i partiti sono complici dello stesso sistema di potere, e che le contrapposizioni sono fittizie. Beppe Grillo, Antonio di Pietro e Nichi Vendola sono al momento i più gettonati leader "alternativi".

Di Grillo e altre gatekeeper abbiamo già parlato, di Bertinotti pure, mentre la scabrosa vicenda della discarica sulla falda di Corigliano d'Otranto è una delle tante verità sottaciute dai media che enfatizzano la questione delle discariche campane e delle (per altro giuste) lotte di quei cittadini. Se la gente sapesse avrebbe ancora il coraggio di sostenere che Nichi Vendola sia una reale alternativa alla vecchia classe dominante? Quanto a Di Pietro pensate davvero che i poteri occulti che regnano sull'Italia abbiano bloccato o insabbiato quasi tutte le inchieste troppo scomode ma abbiano lasciato carta bianca al team di mani pulite per un paio d'anni? La scomoda realtà è che si è trattata di una manovra per ridisegnare il panorama politico e finanziario dell'Italia, svendendo l'Italia in nome della privatizzazione.

Del resto chi ha avuto modo di scoprire ed approfondire la realtà dell'avvelenamento intenzionale del nostro pianeta non può avere dubbi sul fatto che i politici siano ormai quasi tutti collusi col sistema di potere che permette un simile scempio.



Scabrosa e folle decisione della Regione Puglia: "la discarica sulla falda si farà!"


Articolo tratto dal  forumambientesalute

Corigliano d'Otranto. Il sito dove prima Fitto e ora Vendola vogliono condannare tutti i salentini ad una emergenza idrico-sanitaria senza precedenti. La sconvolgente affermazione dell'ing. Vurro, curatore dello studio commissionato dalla CoGeAm sulla vulnerabilità del sito, in cui affermava che la fuoriuscita del velenosissimo percolato dalla vecchia discarica è giunta ad un profondità di 40 m. dal piano campale (il fondo della discarica nella foto qui in alto) ha fatto saltare dalla sedia solo i rappresentati del Coordinamento Civico mentre gli altri dirigenti presenti si son dimostrati del tutto indifferenti tanto che hanno votato a favore della variante di progetto per la nuova discarica! VERGOGNA CI VOGLIONO FAR AVVELENARE TUTTI A NORMA DI LEGGE! I CITTADINI NON SONO LORO CAVIE !!! - Foto Nuova Messapia)
 


Scandaloso temporeggiamento da parte della Regione sul pericolosissimo progetto della CoGeAm di aprire una nuova discarica su di un sito già fortemente inquinato dalla vecchia discarica!

Soluzioni da fumo negli occhi e palliativi sconcertanti: "metteremo in 'sicurezza' la vecchia discarica e monitoreremo"

Intanto si apprende dalla relazione dell'ing. Vurro, curatore dello studio commissionato dalla stessa CoGeAm, che la pervasività del percolato della vecchia discarica è giunta ad una profondità di 40 m dal Piano Campale.

Nonostante questi devastanti dati la Regione vuole ancora una volta essere protagonista di un'emergenza sanitaria, idrica e di rifiuti senza precedenti !

Questa è pura follia !!! - Che la Regione blocchi tutto e adotti SUBITO la Strategia Rifiuti Zero!!!



 
Corigliano d’Otranto Solo il sindaco Fiore ha votato contro lo studio del Cnr che ha individuato rischio potenziale solo sul primo sito

Campobasso: Alleggeriremo i carichi

A gennaio tavolo per valutare le proposte
 


di Pierpaolo Spada

La seconda discarica sulla falda si farà Anche la seconda discarica sulla falda acquifera di Corigliano d’Otranto si farà ma probabilmente sarà ulteriormente limitata al deposito dei rifiuti previsto, in termini di quantità e qualità. E’ l’esito dell’ultima conferenza dei servizi che si è svolta ieri a Bari e alla quale hanno preso parte anche tre membri delle associazioni dei cittadini che contro il progetto di Cogeam e Regione Puglia hanno anche proposto ricorso.


Solo il sindaco di Corigliano d’Otranto, Ada Fiore, ha espresso la non condivisione rispetto allo studio del Cnr Isra che ha riconosciuto il rischio potenziale per la falda soggiacente solo il primo sito di discarica che dista, è bene sottolinearlo, pochi metri dal secondo. Di fatto, questa discarica, che è praticamente completa nascerà dove il Piano Fitto (ex presidente e commissario per l’emergenza in Puglia) l’aveva prevista.
 

La Regione e la gestione commissariale di Vendola sulla spinta delle rivendicazioni dei cittadini hanno comunque mitigato l’impatto che quest’impianto targato Marcegaglia (come il 90% di quelli ricadenti in Puglia per il trattamento dei rifiuti) potrebbe avere. E la novità più importante in tal senso emersa dalla conferenza dei servizi è che di misure di mitigazione potrebbero esserne definite di ulteriori sulla base di quelle che sono le proposte avanzate da sindaco e associazioni. Lo conferma il dirigente del settore Giovanni Campobasso che prevede, tra il 15 e il 20 gennaio 2010, un tavolo tecnico partecipato da Provincia, Regione, Arpa, sindaci e associazioni.
 

Seppur vogliosa di chiudere la questione entro breve tempo, la Regione pare dunque pensarci su ciò che si starebbe per compiere autorizzando l’ennesima discarica sulla falda acquifera, minacciata dal percolato reintracciato tra il vecchio e il nuovo sito di discarica. Lo studio del Cnr ha rilevato l’alta pericolosità di quest’ultimo sito ed è questo che, forse, dovrebbe far riflettere chi, diffidato dal Coordinamento civico per la tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini, non ammette errori. Primo fra questi il gruppo Marcegaglia che sta per far passare il progetto con il solo studio di parte da esso stesso fornito alle istituzioni. Uno studio minuzioso perchè minuzioso è stato il lavoro degli autorevoli esponenti del Cnr Irpi sul quale il Gruppo si è basato per redigerlo, deviandone però le conclusioni, come da mesi stiamo ripetendo. E’ così che per magia il sito di Corigliano si trasforma in uno spazio libero dove si può costruire tutto, anche una discarica, anche se sotto quella la discarica la falda è a 40 metri. Insomma, lo scandalo che continua a consumarsi (accomodato anche dalla recente sentenza del Tar che non ha riconosciuto per il sito in questione alcun rischio), dovrebbe mobilitare le masse; ma, nel Salento, come spesso accade, si preferisce far finta pur di non vedere; e le istituzioni vanno avanti ignorando tutto e tutti come si dichiarano di esser tanti cittadini e volontari che si battono per la difesa del territorio e della salute dei loro concittadini. Il problema è che proprio il commissario Vendola non vuole che si parli di una Puglia in emergenza, altrimenti come farebbe a prendersi pure i rifiuti campani.
 

Pressione questa che ci appare tuttavia calibrata anche sulla disponibilità della discarica di Corigliano, già preventivata e tra poco attivata. Non potendo far “saltare” un impianto che il “duo” Vendola-Marcegaglia, paradossale agli occhi di tantielettori stessi del Governatore, si sta tentando dunque di accontentare chi protesta con una previsione di riduzione dei quantitativi di rifiuti che verranno conferiti nella discarica di soccorso dell’Ato2 (quella di Corigliano).
 

Ada Fiore ha proposto la soluzione che, Campobasso dichiara di esser già stata riconosciuta nelle Linee di Piano per la gestione del sistema dei rifiuti, ossia: la riconversione del biostabilizzatore di Poggiardo in compostatore e la dotazione dell’impianto di Corigliano di linee di di compostaggio. Il composto agevolerebbe le operazioni di bonifica della vecchia discarica e anche della nuova. Ma se la nuova discarica si deve fare per forza, l’unica misura preventivabile, per conto della Regione, sarà quella di diminuire i carichi di rifiuti destinati all’impianto. Appuntamento a gennaio, ma quanti dubbi restano.

Fonte: Il Paese Nuovo - 23/12/2010


Per approfondimento:


Il progetto della maxi-discarica di Corigliano d'Otranto sarebbe inumano e mostruoso lo confermano i nuovi studi del CNR - ISRA





Oreste Caroppo, del coordinamento civico per la tutela del territorio di Maglie, spiega le ragioni del "no" alla discarica sulla falda idrica coriglianese, e presenta la manifestazione di protesta in programma per domenica 22 novembre - Video di Flavia Serravezza per il Tacco d'Italia



"Sorella Acqua..." contro la discarica sulla falda idrica di Corigliano d'Otranto. Intervista a Frate Ettore Marangi e a Oreste Caroppo. "Maledetti privatizzati" Alex Zanotelli.







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