Tempo di Agire

Mi rivolgo ai miei lettori, che vogliano girare questo appello ad altri amici con la speranza di continuare tale catena virtuosa in felice progressione. Non possiamo lasciare solo chi si impegna nell’informazione su temi spinosi e segretati mettendo a rischio la propria incolumità. Dobbiamo agire.

Leggi il resto dell'articolo

La disbiosi ed il cibo che cura - informazioni su dieta GAPS e dieta paleolitica


Per informazoni sul metodo di cura della dottoressa Campbell-McBride (basato sulla dieta e sui probiotici) vedi http://disbiosi.blogspot.it/

domenica 31 ottobre 2010

Gli esperti fantasma della Bigpharma

 Bob Livingston, da: http://current.com/1t7734c
 
Traduzione per The Living Spirits, di Tatiana Coan

Quando abbiamo un disturbo e andiamo dal medico, ci aspettiamo che venga prescritto un medicinale come cura e che la scelta di questo medicinale venga fatta sulla base di risultati di test effettuati per quel disturbo. Invece, probabilmente non è così.

 

I medici potrebbero pensare che lo sia, come anche i pazienti, ma il fatto è che le informazioni che i medici ricevono – persino da alcune pubblicazioni che hanno la pretesa di essere state convalidate prima di essere pubblicate - sono spesso solo un prodotto dell’ufficio marketing di Big Pharma.


Questo perché Big Pharma usa “scrittori fantasma” per abbozzare articoli per le pubblicazioni e li fa sottoscrivere a medici considerati luminari come se questi ne fossero gli autori, anche se tutto quello che questi dottori fanno è leggere gli articoli e suggerire modifiche.

Questo fatto venne alla luce alla fine del 2008 quando il Congresso (Parlamento USA ndt)  iniziò a interessarsi di questa questione e poi nuovamente venne a galla nel 2009. Fu nel 2009 che il New York Times e la Public Library of Science (PLoS - la  Biblioteca della Scienza) ebbero accesso ai documenti usati in una causa legale depositata da più di 14.000 querelanti che svilupparono il cancro al seno mentre prendevano il farmaco Prempro, usato come terapia ormonale per la menopausa.

Il farmaco era prodotto dalla casa farmaceutica Wyeth (poi acquistata dalla Pfizer). La Wyeth utilizzò un’azienda di marketing, la DesignWrite, per redigere articoli e adescare medici luminari per farli comparire come gli autori degli articoli.

Secondo un servizio di PLoS Medicine, la rivista della PLoS, la terapia a base di ormoni iniziò nel 1942. Fu allora che il farmaco Premarin (il predecessore del Prempro) divenne il primo farmaco approvato per il trattamento delle vampate di calore dalla Food and Drug Administration. Sforzi promozionali sostenevano che gli estrogeni potevano preservare giovinezza e salute.

Negli anni 70, i medici, influenzati dall’informazione errata che considerava la menopausa una malattia endocrina simile all’ipotiroidismo, prescrivevano estrogeni a milioni di donne che non presentavano sintomi. Con il 1975 si vide che l’incidenza del cancro all’endometrio nelle donne che stavano usando gli estrogeni era aumentata dell’800 per cento.

Per neutralizzare il cancro all’endometrio, fu aggiunto il progestinico alla terapia sostitutiva ormonale. Questo fu propagandato negli anni 1990 quale cura preventiva per malattie cardiovascolari, osteoporosi, Alzheimer, cancro al colon, perdita dei denti e degenerazione maculare. Ad ogni modo, studi compiuti fino al 2002 hanno dimostrato che la terapia ormonale non era riuscita a prevenire malattie cardiovascolari e aumentava il rischio del cancro al seno, infarto, demenza e incontinenza.

Ancora oggi, nonostante dati scientifici definitivi che dimostrano il contrario, molti ginecologi continuano a credere che i benefici della terapia ormonale siano superiori ai rischi. Questa percezione, che non si basa su prove, potrebbe essere il risultato di decenni di influenza attentamente orchestrata dall’industria sulla letteratura medica, così riporta Plos Medicine. 

Plos Medicine sostiene che tra il 1996 (quando il Prempro fu pubblicizzato per la prima volta) e il 2004, la Wyeth collaborò con parecchie aziende di formazione medica e di comunicazione  – ma soprattutto con la DesignWrite – per pubblicizzare i prodotti appartenenti alla famiglia del Premarin. Nei suoi comunicati con la Wyeth, la Design Write notò che “la Ricerca mostra un’alta fiducia da parte di medici specialisti sugli articoli di riviste che riportano informazioni credibili sui prodotti”. Quindi, in aggiunta a “articoli recensiti nella versione integrale”, la DesignWrite raccomandò che il piano di pubblicazione per i prodotti Premarin includesse mini-recensioni, resoconti di casi, editoriali, lettere e commenti. 

La DesignWrite suggerì che pezzi brevi potevano essere pubblicati velocemente e che erano un efficiente “mezzo per collocare autorevoli informazioni sul profilo terapeutico di un prodotto nelle mani di medici influenti”. L’azienda spiegò anche che avrebbe aiutato la Wyeth sul decidere: quali dati presentare, reclutare “gli autori”, scegliere i giornali, creare estratti e manifesti per convegni medici e “Posizionare il prodotto in modo tale da influenzare i sottoscrittori”.

Poi la DesignWrite redigeva gli articoli – lanciando il farmaco sotto la miglior luce possibile – e lo sottoponeva ai medici per riesaminarlo. I medici che lo avevano passato in rassegna diventavano poi gli “autori”.

PLoS Medicine riporta che non c’é prova che gli “autori” siano stati pagati per l’utilizzo del loro nome.

C’é anche piccola prova che gli autori abbiano fatto di più del solo revisionare l’articolo e che occasionalmente hanno dato suggerimenti sulla revisione.

E’ illegale per le case farmaceutiche promuovere un farmaco pubblicizzato per un uso diverso da quelli approvati dalla FDA. Ma gli articoli nelle riviste mediche, nelle newsletters e nei giornali non sono considerati materiale promozionale e la FDA li considera liberi scambi di informazioni e non interviene. (Comunque, si provi a far passare alla FDA promozioni sui benefici di integratori naturali … o persino di cibi naturali…).
PLoS Medicine scrive che, in assenza di dati (o in presenza di dati contrari ai fini del marketing), gli articoli recensiti nelle riviste mediche sono veicoli cruciali per incoraggiare farmaci off-label (fuori etichetta), promuovendone così i benefici non comprovati, e per minimizzare eventuali danni.

In altre parole, Big Pharma può dire qualsiasi cosa voglia sui benefici di un farmaco o ignorare completamente gli effetti collaterali noti e dannosi fin tanto che questi articoli vengono riportati in giornali medici, newsletters e periodici.

Questo estratto dell’articolo del 4 Agosto 2009 uscito su The Times dal titolo “Documenti Medici di Scrittori Fantasma Promuovevano la Terapia” dimostra come funzionava il sistema:
 

Nel 2003, un dipendente della Design Write scrisse una bozza di 14 pagine di un articolo; l’autore era nella lista sotto l’abbreviazione “TBD” (to be determined) - che significa “da determinare”. Nel luglio 2003, la DesignWrite mandò la bozza alla Dott.ssa Gloria Bachmann, un professore di ostetricia e ginecologia al Centro Medico Robert Wood Johnson.

La Dott.ssa Bachmann rispose con un messaggio email alla DesignWrite. “Il profilo é eccellente per come è stato scritto”. Nel settembre 2003, la DesignWrite inviò una mail alla Dott.ssa Bachmann con la prima bozza dell’articolo. Lei dichiarò anche quell’ “eccellente” e aggiunse, “Ho soltanto da fare  una correzione che ho evidenziato in rosso”.

L’articolo, quasi una copia testuale della bozza della DesignWrite, fu pubblicato nel 2005 ne “The Journal of Reproductive Medicine”, con la dott.ssa Bachmann che appariva nella lista come l’autore principale. Nell’articolo si descrivevano i farmaci a base di ormoni come fossero il “sistema di riferimento” per il trattamento delle vampate di calore e la dottoressa si dimostrava meno entusiasta per altre terapie.

Nella sezione dei riconoscimenti, si ringraziavano parecchi medici scrittori per la loro “assistenza editoriale”, senza rivelare che quegli scrittori lavoravano per la DesignWrite, che faceva pagare alla Wyeth $ 25.000 per produrre gli articoli.

La Dott.ssa Bachmann , che ha 30 anni di ricerca e di esperienza clinica sulla menopausa, disse che lei giocò un ruolo importante nella pubblicazione per aver prestato la sua competenza. Lei affermò che la corrispondenza via mail non riflette i contributi che potrebbe aver dato durante conversazioni telefoniche e di persona su incontri.

“C’era bisogno di revisionare un articolo e dissi: “Sì, riesaminerò la bozza e mi assicurerò che sia accurata” La Dott.ssa Bachman disse in un intervista su Tuesday “Questo è il mio lavoro, questo è quello in cui credo, questo riflette il mio punto di vista”. 
In risposta a una domanda di un giornalista, Michael Platt, il presidente della DesignWrite, scrisse che l’azienda “non ha partecipato e non parteciperà alla pubblicazione di alcun materiale nel quale non ha completa fiducia sulla validità scientifica del contenuto, basato sui migliori dati disponibili”.

Ma, come riporta  PLoS Medice, la Design Write aveva un’agenda specifica quale agente di marketing pagato dalla Wyeth, che consisteva in:
- Mitigare i rischi percepiti del cancro al seno associati alla cura ormonale.
- Promuovere farmaci non testati e off-label, includendo la prevenzione della demenza, la malattia del Parkison e il peggioramento della vista.
- Sollevare domande sulla sicurezza e sull’efficacia delle terapie concorrenziali (messaggi competitivi).
- Difendere i benefici cardiovascolari, nonostante la mancanza di benefici dimostrata da prove cliniche aleatorie.
- Collocare la terapia ormonale a bassi dosaggi.
Sfortunatamente per più di 14.000 donne, la Design Write ha fatto un buon lavoro. Così ora ci si deve chiedere: “Il mio medico ha scelto il farmaco che sto prendendo sulla base di un pezzo di marketing ben scritto?” E’ probabile che sia così. Poiché ci sono articoli come quelli che spingono i medici a decidere quali farmaci prescrivere ai pazienti.

giovedì 28 ottobre 2010

La LAV, le associazioni cosiddette animaliste, i vaccini e i microchip


Ma  siamo sicuri che si tratti proprio di una bella cosa? E siamo sicuri che il vero obiettivo fosse la lotta ai trafficanti di cuccioli? Chi lo sa, forse potrebbe essere così, o almeno potrebbe anche essere che nelle intenzioni di molte persone impegnate a fare approvare questa legge ci fosse solo la volontà di lottare un traffico di poveri cuccioli indifesi, strappati precocemente alle loro madri, costretti a viaggiare per lungo tempo in cattive condizioni (pare che molti cuccioli muoiano durante questi viaggi).

Però a ben guardare questa legge si scopre che dietro il paravento della lotta a traffici decisamente crudeli oltre che illeciti, c'è la solita propaganda a favore delle vaccinazioni e dei microchip.

D'altronde bastava leggere l'intervento del ministro Frattini di qualche tempo addietro per vedere come ci fosse una grande preoccupazione che i cuccioli in arrivo in Italia avessero ricevuto le "adeguate" vaccinazioni nonché l'impianto del microchip. In tale nota (commentata positivamentente dal presidente della LAV G. Felicetti) il ministro afferma di volersi adoperare presso l'Unione Europea perché si proceda ad una "revisione degli standard dei microchip per rendere possibile la completa e sicura tracciabilità degli stessi".

Adesso se voi davvero pensate che il ministro Frattini è un sia un tenerone amico degli animali potete anche evitare di porvi delle domande, ma se ricordate lo scarso impegno mostrato (al di là delle dichiarazioni di prammatica) in occasione della terribile morte di Daniele Franceschi magari vi sorgerà qualche legittimo dubbio.

Se poi pensate che il microchip impiantato in un animale può causare tumori ed altre malattie mortali, che i vaccini possono uccidere gli animali non meno che gli uomini, che i microchip vengono utilizzati anche per sofisticati scopi di controllo mentale, vi può venire il sospetto che qualcuno sta di fatto lavorando con fervore affinché l'inserimento di microchip negli animali da compagnia venga implementato al meglio e con mezzi sempre più raffinati, e non certo per fini benevoli.

Fermatevi a riflettere sul fatto che nè a voi nè ai proprietari della quasi totalità dei gatti e dei cani interessa che il proprio animale sia tracciato in modo completo e sicuro tramite un microchip che segnali ogni sua mossa, e che l'identificazione degli animali da compagnia si potrebbe effettuare benissimo come un tempo con la sola medaglietta al collo. Certo qualche animale disperso si potrebbe ritrovare grazie al microchip impiantato, ma è altrettanto vero che qualche animale soffrirà di sicuro a causa degli effetti collaterali dell'impianto del microchip, ed è difficile affermare che il gioco valga la candela, anche perché un animale disperso è certo meglio di un animale morto o gramente ammalato.

Eppure che fa la LAV in occasione del terremoto a L'Aquila? Si adopera sicuramente per acquistare bene utili per gli animali colpiti dal terremoto, però non si può fare a meno di notare l'acquisto di 2 lettori di microchip.

Nè si può pensare che la tracciabilità di un animale (ovvero il fatto che se ne possano seguire gli spostamenti in tempo reale) possa evitare eventuali casi di aggressioni ai danni delgi esseri umani, data l'imprevedibilità di tali fenomeni, e nemmeno si può pensare che il microchip impiantato in un cane o in un gatto possa servire a combattere il randagismo: il microchip identifica un animale né più e né meno di una placchetta o medaglietta identificativa, e di certo gatti e cani randagi non sono in grado di scambiarsi le targhette o di falsificarle, per cui è veramente nauseante leggere su siti "animalisti" o così detti tali di progetti di lotta al randagismo effettuati anche tramite l'uso del microchip.

Guardate in particolare l'associazione "animalista" (o cosiddetta tale) denominata lega nazionale per la difesa del cane che, a proposito di interventi concreti contro il randagismo, dopo avere ricordato "la morte di un bambino e il ferimento di altre persone in provincia di Ragusa, a fronte di eloquenti immagini viste non solo in Italia ma nel mondo" richiede "controlli a tappeto da parte delle Polizie municipali dell'obbligo di iscrizione all'anagrafe canina e microchip".

Insomma la solita strategia di manipolazione e distorsione delle notizie: un randagio col microchip non avrebbe aggredito? Non diciamo stupidaggini! Anzi possiamo persino avanzare il sospetto che alcuni animali coi microchip impiantati siano più sensibili alla manipolazione mentale tramite emissioni elettromagnetiche, e che certe aggressioni improvvise di cani contro il proprio padrone possano essere indotte da tale fenomeno.

A questo punto possiamo sospettare che tutto questo impegno a favore dell'impianto dei microchip negli animali domestici, spesso profuso da gente di buon cuore ed in buona fede, sia in realtà pilotato da alcuni poteri occulti al fine di:

1) abituare la popolazione all'uso del microchip

2) testare l'uso di questa raffinata diavoleria elettronica su cavie non consenzienti (gli animali), in vista di un prossimo impiego di massa negli esseri umani.

E come ciliegina sulla torta, anche se si parla di un fenomeno differente, è da notare che il presidente della LAV, in una sua recente nota afferma che il riscaldamento globale si combatte principalmente non mangiando carne. L'affermazione potrebbe essere vera se solo il CO2 o altri gas come il metano fossero davvero i responsabili principali dei cambiamenti climatici. La dura realtà invece è un'altra.


A costo di ripetermi insisto quindi nell'affermare che dopo avere visto gli ex dirigenti della Legambiente collaborare col proprio silenzio al varo di decreti che proteggono gli inquinatori, e dopo avere visto gli attuali dirigenti collaborare col proprio silenzio al peggiore inquinamento nella storia del mondo moderno, dopo avere visto quanto il WWF sia sostanzialmente della stessa pasta, ormai dovremmo essere ben consci di come tutte queste organizzazioni siano più o meno manipolate e/o infiltrate da persone legate ad occulti poteri.

mercoledì 27 ottobre 2010

Muore nel carcere di Grasse in Francia, e viene restituito alla madre senza cuore, fegato, cervello e occhi - con appendice critica su Medici senza Frontiere


Stanno diventando sempre più famelici per i trapianti. Però, in questo caso, il fatto che manchi il cuore, nonché fegato, milza, cervello e occhi, fa pensare piuttosto che si sia cercato di far scomparire quegli organi che avrebbero potuto documentare la falsità delle dichiarazioni delle autorità francesi che negano atti di pestaggio e di abusi: nel caso del cuore se c'era o no traccia d'infarto; nel caso del fegato e della milza se erano stati spappolati e nel caso del cervello se c'era o meno una emorragia da percosse o trauma.

E' evidente che se Daniele Franceschi avesse accusato un infarto il suo cuore non avrebbe potuto essere trapiantato, quindi è un altro il motivo per cui è stato occultato il cuore. E' anche noto che in nessuna nazione si trapianta il cervello, quindi è evidente che il trapianto non entra in causa.

Un altro elemento che favorisce sospetti di violenza e conseguente morte indotta, è la condizione in cui è stato conservato il corpo: cioè a temperatura normale e non in cella frigorifera (i fatti risalgono al 25 agosto). Tale incongruenza appare significativa nel momento in cui il corpo è stato consegnato alla famiglia, dopo molti ostacoli, in decomposizione avanzatissima, che potrebbe essere stata favorita per evitare che da successive autopsie risultassero tracce esterne di violenza. Ma il naso è rotto, la decomposizione non ha nascosto questo fatto.

Ha ragione la madre Cira Antignano a chiedere che “l'autopsia venga fatta in tutti i casi”, ma qualcuno ha fatto in modo che fosse troppo difficile documentare quanto è successo in quanto mancano gli organi. Che fa il Ministro Frattini? Il garbato all'italiana?

Questo fatto deve aprirci gli occhi sulle istituzioni che hanno il potere di sequestrare i cittadini, siano esse carceri oppure rianimazioni degli ospedali dove si dichiara d'autorità la “morte cerebrale” per prelevare organi da corpi vivi e poi consegnare la carcassa ai medici legali per l'esecuzione di finte autopsie. Bisogna che il cittadino esca dal torpore della schiavitù e si renda conto che le istituzioni sono al servizio della destrutturazione dell'individuo per l'uso del suo corpo.

I magistrati non devono mai dare il “nulla osta” all'espianto di organi quando c'è sospetto di reato, ma la “correttezza professionale” i magistrati la riservano solo ai medici quando questi sono inquisiti e giustamente pretendono autopsie veritiere per la propria difesa; invece per gli altri cittadini prima l'espianto, poi l'autopsia fasulla. Così agisce il potere assoluto dello Stato.

Nerina Negrello, Presidente della


Per ulteriori informazioni su questo ennesimo caso di morte in carcere dopo soprusi, violenze e percosse si può leggere l'articolo del corriere della sera di Marco Gasparetti (14 ottobre 2010) dal quale citiamo alcune righe significative:
Non è sofferente solo nell’anima, la signora Cira. Mercoledì, davanti al carcere di Grasse, durante una colluttazione avuta con alcuni gendarmi che le volevano strappare un cartello di protesta (“Me lo avete ucciso due volte”), ha riportato lesioni a tre costole.
 “Mi hanno picchiata solo perché chiedevo giustizia”, racconta. “Un gendarme mi ha spinto a terra, un altro mi ha presa a calci. Poi mi hanno portato in galera, come una delinquente. Meno male che è intervenuto il console italiano a Nizza e allora mi hanno rilasciato dopo tre ore”. Insieme alla signora Cira anche la cognata Maria Grazia, anche lei arrestata e poi rilasciata.

(...)


La famiglia di Daniele è convinta che la morte del giovane non sia da attribuire a “cause naturali” come sostengono le autorità francesi. “L’hanno lasciato morire solo come un cane in una cella di un carcere straniero”, ricorda mamma Cira, “e a me, che sono la madre, me l’hanno detto dopo due giorni”. La donna ricorda gli ultimi giorni drammatici della morte del figlio. “Dal carcere Daniele mi aveva scritto alcune lettere terribili”, racconta la donna. “Aveva paura, mi raccontava che odiavano gli italiani, si sentiva minacciato. ‘Mamma ci trattano peggio delle bestiè, mi aveva scritto. E un mese fa, subito dopo l’arresto, era stato colpito dalla febbre, forse un virus. Febbre a 41, ma nessuno lo aveva curato o aiutato. Lo accusavano di non voler lavorare, con lui ce l’avevano guardie e gli altri detenuti, ma nessuno l’ha aiutato”. Daniele è morto il 25 agosto.

Nel certificato di morte, firmato dal medico del carcere alle 17,30 si parla genericamente di arresto cardiaco.
Altre informazioni sul caso di Daniele Franceschi le potete trovare nei due articoli di repubblica di cui qui potete vedere gli screenshot (primo articolo e secondo) e in un interessante articolo su  articolo21.org in cui si ricordano le forti analogie col caso di Stefano Cucchi e Marcello Lonzi morti nelle carceri italiane.

Da notare in tutta questa faccenda il comportamento a dir poco prudente  ed intempestivo del ministro Frattini  il quale nonostante ciò non ha pudore di affermare: «Io desidero che tutta la verità emerga: come è stato conservato il corpo di questo povero ragazzo; qualcuno gli ha fatto violenza in carcere e chi gli ha fatto violenza; perché gli organi non ci sono più. Queste sono domande a cui le autorità francesi dovranno rispondere».   

Ma se lui stesso ammette che si siano verificate tutte questei orrori, come fa allora ad affermare che la Francia sia «un grande paese democratico»? Una simile vicenda mostra che la Francia la democrazia sia una merce rara né più né meno che nel nostro paese.

Su un articolo del corriere del 20 ottobre 2010 leggiamo d'altronde che:

Il ministro degli Esteri francese, Bernard Kouchner, è «in contatto regolare con il suo collega ed amico Franco Frattini su questo doloroso caso» fa sapere il Quai d'Orsay, attraverso il suo portavoce, Bernard Valero, sottolineando che «a Parigi il caso viene seguito dal ministero della Giustizia».

Avete capito? Sono colleghi ed amici, e quindi al di là di alcune scontate dichiarazioni di prammatica ci sono tutte le premesse perché tutto finisca a tarallucci a vino.


Se poi il ministro della giustizia francese seguirà il caso come quello della giustizia italiana ha seguito a suo tempo il caso dei pestaggi polizieschi nella scuola Diaz (Genova 2001) i responsabili delle atroci violenze inflitte a quel povero ragazzo difficilmente pagheranno per le proprie colpe; oppure al massimo (proprio come nel caso della Diaz) pagheranno solo i pesci piccoli, mentre chi in alto offre le opportune coperture e permette che succedano queste cose verrà assolto. 




Appendice

Ma aspettate un attimo, chi è questo Bernard Kouchner amico di Franco Frattini? Egli è un medico che ritroviamo tra i fondatori dell'organizzazione ONLUS Medici senza frontiere!

Ecco dove finiscono gli ex dirigenti di questa "organizzazione umanitaria", a gestire incarichi governativi in regime despotici e impopolari (basti pensare a quello che hanno fatto di recente con la riforma delle pensioni). Sembra la solita trama trita e ritrita (vedi gli  ex direttori dei sindacati che diventano ministri del lavoro, gli ex dirigenti della Legambiente fanno passare i decreti che permettono di avvelenare, o i dirigenti della LAV che portano avanti l'impianto dei microchip negli animali).


Ma d'altronde cosa pensate che sia "medici senza frontiere"? Una vera organizzazione umanitaria? Scordatevelo! Essa infatti è da semprei mpegnata nella realizzazione di campagne di vaccinazione nei paesi del terzo mondo, laddove servirebbe piuttosto cibo e acqua potabile (per non parlare di un governo onesto che non sia colluso con le multinazionali occidentali). 


Basta leggere l'articolo Angola, Medici Senza Frontiere avvia la seconda fase di vaccinazioni contro il morbillo (http://www.medicisenzafrontiere.it/msfinforma/news.asp?id=384) e tenere a mente quali siano i danni che può fare il vaccino contro il morbillo e le recenti morti da esso causate. Se poi approfondiamo la questione informandoci su cosa siano realmente i vaccini, su quali persone impresentabili li sponsorizzano (Bill Gates, fautore della geoingegneria, alias scie chimiche) e sulle loro intenzioni di utilizzare i vaccini per ridurre la popolazione, il cerchio si chiude e si capisce bene come Medici Senza Frontiere sia l'ennesima organizzazione di facciata che opera per la realizzazione dei progetti del Nuovo Ordine Mondiale.

martedì 26 ottobre 2010

Dominare il mondo

- Come possiamo dominare il mondo? Miliardi di persone?

- E' facile.


- Lo dici tu.

- No, è veramente facile.

- Non penso: soggiogare l'umanità , ricorrendo alla costrizione è impresa improba.

- Quale costrizione? Non serve! Oggi si possono usare metodi molto più raffinati ed efficaci, anche se la violenza...

- Quali sono questi strumenti?

- Ad esempio, la televisione ed il cinema: con la televisione teniamo gli uomini di ogni età e classe sociale, immobili, di fronte ad uno schermo con immagini colorate e dinamiche, ipnotizzati da programmi che assecondino i loro gusti o titillino i loro bassi istinti. E' intrattenimento: si definisce così perché li tiene e li trattiene in un perenne stato di trance.

- Non tutti sono sedotti dalla televisione: alcuni mostrano interessi culturali...

- Non è un problema: noi trasformiamo la cultura in nozionismo o in sterile erudizione, ma dando l'illusione che sia sapere. Sai quanti letterati e scienziati trascorrono l’intera vita dietro immani stupidaggini!

- Come?

- Con la scuola, con le università, centri per il controllo mentale. In questo modo creiamo pseudo-scienziati e pseudo-intellettuali che disprezzano la gente comune, ma che sono solo un po' meno ignoranti della massa, ma altrettanto docili.

- Non mi convince: la conoscenza è potere. Potrebbero diventare pericolosi per il sistema.

- Pericolosi? In primo luogo, le loro conoscenze sono solo quelle che noi consentiamo di acquisire loro. Inoltre, se compiono qualche passo falso, o li corrompiamo o roviniamo la loro carriera, con diffamazioni e calunnie.

- Può darsi, ma qualcuno tra la massa potrebbe prendere coscienza e ribellarsi.

- Impossibile! Noi li riempiamo di cose: ad esempio vendiamo cellulari. Li convinciamo che senza i cellulari la vita è incompleta, infelice. L'altro giorno ho visto un bimbo che avrà avuto cinque anni. Strepitava e faceva i capricci perché voleva un cellulare, come il fratello adolescente. E' un grandioso successo!

- Non tutti hanno il danaro per acquistare questi strumenti o altri.

- Si indebiteranno. Il danaro è un altro ottimo strumento per controllare le persone. Non è vero che siamo noi ad essere avidi di ricchezze: noi abbiamo già tutto. Sono loro che non si accontentano mai: cercano di accumulare soldi ed oggetti, per lo più inutili. Quando si indebitano, li teniamo in pugno ancora di più. Oggi giorno quasi tutti si indebitano: per un appartamento, un'auto, un televisore al plasma, persino una vacanza...

- Va bene: le maglie sono molto strette, ma, secondo me, qualcuno riesce lo stesso a passare.




- Lo escludo nella maniera più categorica. Noi controlliamo tutto: l'istruzione, la politica, la giustizia, le forze dell'ordine, la magistratura, il sistema fiscale, i mezzi di informazione ... Non si sfugge.

- Questo non significa dominare il cento per cento degli uomini.

- Non è vero. Anche se qualcuno dovesse pensare in modo libero, noi lo possiamo indebolire con i veleni nel cibo, nell'ambiente. Si ammalerà e non ci darà più fastidio: al limite, se insiste, lo schiacciamo come una mosca. Per ora bastano le onde elettromagnetiche per stordire le persone, ma presto vedrai quali armi useremo...

- Prima o poi, il rischio è che qualche giudice indaghi e scopra la verità...

- La prendo come una battuta. Mi sembra, però, che tu non abbia afferrato. Noi abbiamo creato un ingranaggio perfettamente oliato: lavoro, denaro, consumi, quindi di nuovo, lavoro, denaro, consumi e così via. E' come la ruota su cui corre un criceto all’impazzata: finché non gli scoppia quasi il cuore, non si ferma. La verità? La verità è lì davanti agli occhi di tutti, ma preferiscono ignorarla: sono rassegnati, rinunciatari, inerti. Anche se qualcuno dovesse tentare di svegliare i dormienti, questi ultimi risponderebbero: “Ma io che ci posso fare? Che posso fare da solo contro il sistema?”

- Credo tu abbia ragione.

- Certo che ho ragione e da vendere! Vedi: chi controlla il denaro controlla il mondo, ma noi controlliamo tutto: noi soggioghiamo anche le menti! Inoltre siamo molto generosi: diamo le cose ai materialisti; a chi ha una natura più evoluta, elargiamo le religioni, la New age, a chi rivela interessi culturali, qualche mostra d'arte, qualche scempiaggine, ma ben condita, di Umberto Eco. Non è vero che siamo indifferenti o spietati: siamo molto benevoli, addirittura pieni di sollecitudine.

- I tuoi argomenti sono persuasivi, ma valgono solo per la civiltà occidentale. Come si possono dominare i popoli del Terzo e Quarto mondo?

- Niente di più facile: li teniamo nella miseria più nera. Se appena osano sollevare il capo, fomentiamo conflitti, vendendo armi, così si scannano tra loro. Poi, con la scusa delle vaccinazioni, diffondiamo delle epidemie e sfoltiamo un po' il numero di quei primitivi. Naturalmente, anche se in modo diverso, teniamo divise anche le nazioni occidentali, creando finte contrapposizioni tra partiti, movimenti, leaders politici che in realtà sono tutti uguali, perché tutti obbediscono a noi. 

- Dopo che avremo l'egemonia su tutto il pianeta e dopo che l'avremo distrutto, che cosa otterremo? Insomma non capisco il vero fine di questo piano di dominio globale…

- E' tardi. Vado. Devo inaugurare la conferenza sulla lotta ai problemi globali: fame, effetto serra, inquinamento, crisi economica, pandemie, terrorismo ... Naturalmente sono problemi che abbiamo creato noi per conseguire i nostri scopi. Che idioti, però, gli uomini... Quasi quasi, nel discorso inaugurale, svelo tutta la verità. Tanto non ci crederanno e, se dovessero crederci, non capiranno e, se capiranno, penseranno ad uno scherzo.

domenica 24 ottobre 2010

Propaganda a favore del microchip per tutti, uomini e animali, con la collaborazione delle "associazioni animaliste"



Questo breve spezzone del telefilm CSI rappresenta un'ovvia propaganda (neanche troppo subliminale) a favore dell'impianto del microchip. Chi denuncia i loschi progetti del Nuovo Ordine Mondiale avverte da tempo che uno degli obiettivi delle élite criminali che ci governano è quello di impiantare un microchip in ognuno di noi.

Con la scusa di avere un dispositivo inalienabile che possa identificare le persone meglio della carta di identità, che possa sostituire i bancomat, le carte di credito e persino i soldi di cartamoneta (ogni pagamento diverrebbe una transazione elettronica mediata dal microchip), i nostri padroni/sorveglianti avrebbero anche un mezzo per tracciare ogni nostro movimento e ogni nostro spiarci in ogni nostra mossa e presumibilmente anche influenzare la nostra mente. 

Peccato che il microchip è in realtà un prodotto inaffidabile che può essere clonato, così come avviene con un cellulare, altro che sicurezza! Del resto il fatto che delle prostitute rumene minorenni siano state controllate tramite l'imianto di microchip rende l'idea di come questa sia una tecnologia ottimale per controllare e schiavizzare le persone.

Per quanto i soli negazionisti del CICAP ci possano ridere sopra, un recente articolo apparso su una rivista del SISDE (servizi segreti italiani) mostra come  sia perfettamente realizzabile una manipolazione mentale con l'auisilio dell'impianto di un microchip. Del resto da anni esistono persone che denunciano di avere ricevuto a loro insaputa (ad esempio con la scusa di un'operazione chirurgica) l'impianto di un microchip che ne ha condizionato negativamente la vita.


In Italia le vittime di tali armi per il controllo mentale in Italia si sono organizzate in un'associazione (AVAEM). Il caso più famoso nel nostro paese è quello di Paolo Dorigo, che ha pure attuato uno scipero della fame per chiedere che tale strumento di tortura gli venga rimosso. Qui sotto un video relativo al servizio di un'emittente locale che ne ha dato notizia. 

Agli scettici consigliamo caldamente la visione di tale video e la lettura del già segnalato articolo sulla rivista del SISDE.

Quest'ultimo video può essere scaricato sia in formato .flv che in formato .avi (la dimensione dei file è molto piccola, circa 5 Megabyte).



Nel frattempo, con una opposizione quasi nulla, il sogno delle nostre élite si è già realizzato per quanto riguarda i nostri "fedeli amici a quattro zampe", con il complice silenzio o con l'attiva collaborazione di tutte o quasi tutte le cosiddette associazioni animaliste, quelle che a parole tutelano gli animali ma poi non alzano la loro voce quando su questi teneri esseri indifesi vengono praticate vaccinazioni tossiche e mortali o quando ad essi vengono impiantati microchip che possono causare tumori e altre malattie mortali.

Vedi per esempio cosa fa il sito http://www.amicidizampa.it/ che pubblicizza l'evento "Campagna per il microchip a tutti i cani nel Biellese", evento al quale collaborano attivamente le associazioni "animaliste" LAV, ASPA, LEAL, nonché i gestori del locale canile. Sicuramente molte delle persone che si attivano in tal senso saranno in buona fede, ma possiamo permetterci di supporre molti dirigenti nazionali di certe associazioni siano consapevolmente complici.

Nel manifesto di tale orrido evento (fare click sulla figura per vederla ingrandita) viene specificato che un regolamento regionale piemontese impone l'impianto del microchip ad ogni cane domestico pena una sanzione pecunaria per il proprietario che può andare dai 38 ai 232 euro


D'altronde dopo avere visto gli ex dirigenti della Legambiente collaborare col proprio silenzio al varo di decreti che proteggono gli inquinatori, e gli attuali dirigenti collaborare col proprio silenzio al peggiore inquinamento nella storia del mondo moderno, dopo avere visto quanto il WWF sia sostanzialmente della stessa pasta, che cosa potremmo attenderci?

A proposito, segnalo un lungo articolo sulle nefandezze del WWF, ente  creato dal reale inglese, tanto amico degli animali da cacciarli con grande diletto.

sabato 23 ottobre 2010

La nuova emergenza rifiuti in Campania è creata deliberatamente, e le alternative sono facilmente realizzabili


C’era una volta…

In un piccolo paese della provincia di Treviso, una signora combattiva e suo figlio credevano in un sogno: la possibilità di cancellare dal nostro vocabolario la parola “rifiuto”. La raccolta differenziata permetteva già di riciclare molto di ciò che noi buttiamo, trasformando tanti “rifiuti” in “risorse”; rimaneva però sempre una parte, il cosiddetto “rifiuto residuo”, che sembrava impossibile recuperare. L’unico destino appariva allora quello degli inceneritori, con tutti i danni ambientali e medico-sanitari ad essi correlati.

Ma i due non si arresero. Finanziarono per anni un gruppo di ricerca e infine trovarono un modo per trasformare in risorsa anche questo rifiuto residuo. Convertito in polvere granulosa, divenne “materia prima seconda”, cioè materiale a basso costo utilizzabile dalle aziende, al posto della plastica vergine, per costruire sedie, tavoli, mattoni, piastrelle, bancali, etc. Smaltire i rifiuti in questo modo non solo elimina le spese, ma produce pure ulteriore ricchezza. La cosa divertente è che tutti gli oggetti prodotti, una volta usurati, possono essere nuovamente riciclati, all’infinito.

… funziona!

Questa tecnologia è ormai affermata: elimina i rifiuti rispettando l’ambiente. Da tutto il mondo numerosi industriali contattano la nostra protagonista, Carla Poli, per visitare il Centro Riciclo di Vedelago e importare anche nel loro paese questa semplice ma efficace tecnologia, che consente di riciclare quasi il 100% dei nostri cosiddetti “rifiuti”.

Eppure in Italia sembra ancora che non sia successo nulla. Si continua a parlare di termovalorizzatori senza considerare il rischio per la salute e l’enorme costo che essi comportano.

… ed ora?

La gestione dei rifiuti è in mano ai comuni, i quali spesso, per ignoranza o per interesse, preferiscono la strada delle discariche o dei vecchi inceneritori.

Diamoci tutti da fare perché questa soluzione, intelligente ed economica, venga adottata anche nella nostra città, per garantire un futuro migliore a noi e ai nostri figli.

Scrivi anche tu al tuo sindaco e chiedigli di imitare il modello offerto dal Centro Riciclo di Vedelago.

Per maggiori informazioni vedi il sito http://www.centroriciclo.com e guarda il video qui sotto (un servizio della RAI).



Il  video si può scaricare in formato .flv oppure in formato .avi (18 Megabyte entrambe le versioni).



Da notare che, proprio mentre rimonta l'emergenza rifiuti (che come abbiamo già ampiamente dimostrato già due anni fa è assolutamente artificiale) scopriamo che a Napoli la soluzione di Vedelago è stata presentata, ma alla presentazione erano assenti gli imprenditori, l’assessore all’ambiente, il sindaco, il governatore ... probabilmente perché, come sanno tutte le persone un po' più informate, la gestione della spazzatura è un affare d'oro fin troppo spesso gestito dalla mafia (il fatto che ne parli anche Saviano nel suo romanzo Gomorra, non è quindi una grande novità). Al link precedente potete trovare anche i video della conferenza.

D'altronde già nell'articolo di due anni fa mostrammo come chi ci governa, pur sapendo dell'esistenza di altri ottimi metodi di smaltimento dei rifiuti, fa orecchi da mercante e non li prende nemmeno in considerazione.

Come giustamente scrivono Cecilia Anesi e Giulio Rubino in un loro recente articolo, i pentiti Carmine Schiavone e Gaetano Vassallo confermano come la camorra sia sempre stata in Campania la protagonista nel ciclo dei rifiuti perché "la monnezza é oro", e che l'unico vero modo di assicurarne l'assenza e' smettere di produrli, questi rifiuti. Invece, questi rifiuti non abbiamo proprio smesso di produrli, la raccolta differenziata non e' mai partita, gli impianti di compostaggio sono fermi, e quelli di trattamento meccanico biologico non sono mai partiti.

Come mai uno Stato d'Europa manda la polizia contro delle donne con le mani alzate per imporre un business di morte? La risposta si trova, ancora una volta, nelle dichiarazioni di chi, come Gaetano Vassallo, con la "monnezza" si è arricchito per decenni.

Le discariche campane si riempiono veloci, e ne servono altre, perché là dentro non ci vanno solo i rifiuti campani, ci vanno anche i rifiuti industriali del Centro-Nord.

Valgono talmente tanto, le discariche campane, che da maggio 2008 sono ‘aree di interesse strategico nazionale', protette dall'Esercito Italiano, quasi fossero depositi di plutonio. E guai a protestare.

I soldi però, ormai sappiamo bene noi che guardiamo il cielo attentamente, non sono l'unica spiegazione a questo avvelenamento apparentemente insensato; basti vedere come veniamo continuamente avvelenati da governi che consentono l'immissione  sul mercato di un numero sempre maggiore di prodotti chimici persino negli alimenti.

A ben vedere i soldi potrebbero essere non il fine che giustifica i mezzi, ma un mezzo che serve a raggiungere un fine; è infatti molto probabile che i soldi vengano utilizzati come esca per attirare le persone e renderle disponibili a tradire i propri simili avallando un inquinamento sempre più invasivo. Su tale avvelenamento e sui suoi  possibili scopi vedi la seconda parte del dossier sulle scie chimiche nonché il precedente articolo.

venerdì 22 ottobre 2010

Un video che dimostra inconfutabilmente l'esistenza delle scie chimiche ed alcune riflessioni sulla questione esopolitica



Il video qui sopra mostra un aereo dietro il quale le scie che si formano non provengono certamente dai motori, ma diversi diffusori posizionati sulle ali. Guardare per credere (anche se a volte per guardare bene non basta nemmeno la vista, chi non vuol vedere la prova dell'avvelenamento quotidiano continuerà a negare o a voltarsi dall'altra faccia).


Per altro nel video si vedono i soliti cieli sfregiati e offuscati dalle scie chimiche, e l'aereo stesso che lascia a volte sbuffi a singhiozzo, cosa impensabile in una reale scia di condensa. Nel video è presente anche la comparazione con un altro ottimo video segnalato pochi mesi fa, per il quale i soliti noti hanno proposto contorsionistiche  giustificazioni al fine di  negare il fatto che l'aereo stesse rilasciando scie chimiche. La similitudine è impressionante ed ovviamente altamente probante.

Questo è un video da diffondere con ogni mezzo per farlo vedere alla gente; potete scaricarlo in formato .flv (comodissimo per chi vuole inserirlo nel proprio canale video, fatelo!) o in formato .avi (più facilmente visionabile dalla maggior parte dei programmi e anche da alcuni lettori DVD) . Entrambi i file sono della dimensione di 17,5 Mega byte.

Da notare anche che dal min. 1:40 si vede attorno al velivolo "una sorta di alone, una bolla, come fosse uno scudo protettivo (un campo elettromagnetico?). Non si tratta né di un riflesso né di un’aberrazione nella ripresa. E’ l’indizio di una tecnologia sui cui scopi si può elucubrare. E’ la prova che l’aereo immortalato è impegnato in un’operazione clandestina di aerosol per cui sono messi in campo i ritrovati tecnici più impensabili" (citazione dall'articolo di tanker enemy).


Quale potrebbe essere lo scopo di una simile tecnologia si può forse immaginare se si guarda il filmato in cui si vede un caccia cercare di intercettare un UFO facendo evoluzioni incedibili sopra un centro abitato nell'ennesima giornata di pesanti irrorazioni (maggiori informazioni sulla vicenda a questo link), ed il filmato in cui si vedono altri UFO che sembrano infastidire uno dei tanti aerei della morte (possibilmente visionate i filmati in alta definizione).

Del resto come ho già spiegato in passato le tecnologie più avanzate nel campo militare si basano sulla presenza di ioni metallici nell'atmosfera (spruzzati con le scie chimiche) e permettono di distruggere oggetti volanti di qualsiasi specie inviando una sorta di "fulmini artificiali" o se preferite di "raggi distruttori". Nell'articolo citato ho pure mostrato come il fatto che le scie chimiche vengano spruzzate in tutto il mondo fa pensare che tali tecnologie da guerre spaziali non servano per combattere guerre tra stati che collaborano evidentemente in questa operazione inquietante, ma caso mai per difendersi da qualcun altro. E vista la malvagità dei nostri governi ed il loro accanirsi contro la popolazione avvelenandola in ogni modo, questi intrusi non sono certo gli alieni cattivi dei quali per adesso parlano tutti, persino S. Hawking.

Chi nega le scie chimiche usa (e abusa) di frasi fatte del tipo "chi mai potrebbe avere interesse a cospargere di veleni l'intero pianeta?". Guarda caso chi sfrutta queste frasi ad effetto (ma prive di alcuna logica, non si può utilizzare la mancata comprensione di un fenomeno per negarlo) sono per lo più i membri del CICAP, quell'associazione impegnata anche a negare l'esistenza degli UFO e di contatti di antità aliene con gli esseri umani, guarda un po' che coincidenza! 

Di sicuro se neghiamo qualsiasi interferenza esterna nella storia dell'umanità faremmo fatica a comprendere quanto sta avvenendo adesso, ma dal momento che le scie chimiche esistono innegabilmente possiamo anche pensare che le élite occulte che governano sulla terra siano costrette  a ordinarne lo spargimento da qualche entità non umana e/o non terrestre con la quale hanno stretto (presumibilmente in tempi abbastanza remoti) uno scellerato patto, una sorta di faustiano "patto col diavolo".

Appare decisamente più semplice, più logico e più razionale infatti pensare che vi siano  da tempo delle manovre eterodirette per realizzare un piano per schiavizzare, disumanizzare e avvelenare la razza umana (farmaci e vaccini tossici, OGM, inquinamento elettromagnetico, scie chimiche, radioattività) che immaginare tutta una serie di casi fortuiti in cui l'interazione tra i diversi fattori in gioco abbia portato a manifestarsi sempre e solamente delle soluzioni negative; dare la colpa al caso, di fronte ad un simile panorama agghiacciante più che ridicolo è decisamente antiscientifico, basta fare un semplice calcolo delle probabilità.

Probabilmente il patto consisteva nel conferire il potere ad una cricca di famiglie e/o di classi prescelte in cambio di alcuni favori; il guaio è che con l'approssimarsi della scadenza del 2012 sembra che questi favori richiesti siano sempre più orribili, e che i nostri  più alti governanti, ormai schiavi di un accordo stipulato molto tempo prima, non sanno e non possono sottarsi ad esso, come se fossero ormai sotto ricatto. Del resto non è difficile immaginare che anche queste persone che ci governano e che ci manipolano siano manipolate a loro volta, come in un gioco di scatole cinesi.
 
Non sembra peregrina l'ipotesi che ci siano entità benigne nei nostri confronti, anche se i mezzi che utilizzano per adesso per contrastare i progetti di costruzione del Nuovo Ordine Mondiale non sarebbero sufficienti. Nè si può scartare l'ipotesi che in un futuro non troppo lontano una messinscena globale (progetto blue beam?) possa essere posta in atto per far sì che entità malevole vengano da noi accettate come amici, mentre quelle benevole vengano additate come un pericolo mortale per l'umanità, magari con una finto assalto alieno alla terra.

Secondo quanto avrebbe rivelato il Dr. Wernher Von Braun alla Dr.ssa Carol Rosin (suo portavoce nei suoi ultimi quattro anni di vita),  il complesso militare-industriale-intelligence-laboratori, passerebbe dalla Guerra Fredda, agli Stati Canaglia, al Terrorismo Globale (lo stadio in cui ci troviamo oggi), sino all'ultimo asso nella manica: una fasulla minaccia dallo spazio. E certe avveniristiche tecnologie olografiche che potrebbero servire a tale scopo, guarda caso, si basano sulle scie chimiche (vedi anche l'articolo il mistero dell'aereo scomparso).

Non è chiaro cosa ci riserva il prossimo futuro, siamo ad un passo dal fatidico dicembre del 2012, e all'approssimarsi di quella data le operazioni di irrorazione delle scie chimiche si intensificano continuamente, con cieli azzurri che si trasformano troppo spessi in bianchi sudari ad opera degli avvelenatori, mentre in altri giorni scie non persistenti con una intensità inaudita fanno lo stesso sporco lavoro.

Se qualcuno sta provando ad aiutarci speriamo che in futuro si doti di mezzi più efficienti, anche se forse l'aiuto più potente ci verrà dato sul piano mentale/spirituale, un piano sul quale le élite criminali che ci governano potrebbero perdere la battaglia finale.

giovedì 21 ottobre 2010

Una legge contro il Negazionismo della Shoah. La vogliono i “Nostalgici”, quelli che idolatravano Almirante, uno che di ebrei se ne intendeva.


Sono tutti d’accordo. Da Destra a Sinistra, un coro unanime grida al miracolo: finalmente, una legge sancirà l’inviolabilità dell’alone di sacralità che avvolge la storia dell’Olocausto e la sua memoria.
C’è Gianfranco Fini, pupillo del camerata Giorgio Almirante (“noto antisemita e fucilatore di partigiani”, come nota bene Vittorio Arrigoni), il cui nome ricorda quello del cugino fascista ucciso dai partigiani durante la guerra di Liberazione. Fini c’è. Nonostante il suo “maestro”, firmatario nel 1933 del “Manifesto della Razza”, nutrisse una particolare avversione nei confronti degli ebrei, oggi, Gianfranco (la vergine pentita) crede nella necessità di una legge che possa placare gli animi esagitati della comunità ebraica. D’altronde, la rivista “La difesa della razza” (della quale alleghiamo una copertina abbastanza esplicita) vide Almirante impegnato a portare avanti quello che oggi Fini chiamerebbe incitazione all’odio:


“Il razzismo ha da essere cibo di tutti e per tutti, se veramente vogliamo che in Italia ci sia, e sia viva in tutti, la coscienza della razza. Il razzismo nostro deve essere quello del sangue, che scorre nelle mie vene, che io sento rifluire in me, e posso vedere, analizzare e confrontare col sangue degli altri. Il razzismo nostro deve essere quello della carne e dei muscoli; e dello spirito, sì, ma in quanto lo spirito alberga in questi determinati corpi, i quali vivono in questo determinato paese; non di uno spirito vagolante tra le ombre incerte d’una tradizione molteplice o di un universalismo fittizio e ingannatore. Altrimenti, finiremo per fare il gioco dei meticci e degli EBREI; degli EBREI che, come hanno potuto in troppi casi cambiar nome e confondersi con noi, così potranno, ancor più facilmente e senza neppure il bisogno di pratiche dispendiose e laboriose - fingere un mutamento di spirito e dirsi più italiani di noi, e simulare di esserlo, e riuscire a passare per tali. Non c’è che un attestato col quale si possa imporre l’altolà al meticciato e all’EBRAISMO: l’attestato del sangue.” (Giorgio Almirante, La difesa della razza, 5 maggio 1942).

Qui sotto un comunicato di Giorgio Almirante del 1944 che minaccia di fucilazione i partigiani (leggi il testo del proclama).



Pare proprio che Fini non abbia imparato la lezione del suo “maestro”. Proseguendo con Almirante, filo conduttore di questo articolo, incappiamo in Giovanni Alemanno noto Gianni, classe 1958, spesso immortalato mentre il suo braccio destro teso coincide con il “saluto romano” che accompagna le uscite trionfali della vedova Almirante, Donna Assunta. Lo stesso Alemanno che nel 2008 avrebbe voluto una via in onore del politico italiano esponente del regime fascista, oggi svela il suo plauso nei confronti dell’appello di Pacifici per la legge contro il Negazionismo. 

Pacifici chi, vi starete chiedendo? Il nipote del Rabbino Capo Riccardo Reuven Pacifici, attuale Presidente della Comunità Ebraica di Roma, a suo tempo indignato per la proposta di Alemanno di dedicare una piazza ad Almirante. Pacifici fece sentire la sua voce. E il risultato? Uno a zero per Pacifici, il quale nel 2008 riuscì ad evitare la via in onore del “noto antisemita e fucilatore di partigiani”, proponendo, invece, di omaggiare suo nonno (aggiungo, con grande successo). Da una via dedicata ad un sostenitore di tesi aberranti contro gli ebrei, ad una dedicata ad un ebreo: il nonno di Pacifici, morto ad Auschwitz a 39 anni.

Ed ecco a voi il mistero di un confine labile che separa (ed unisce) "vittima" e "carnefice", sionisti ed ex fascisti. Peccato (per loro) che alla fine non si sia fatto nulla di tutto ciò (nessuna via è stata poi intitolata a nessuno dei due), anche perché La Russa (Ignazio Benito Maria La Russa), insieme ad un altro famoso camerata, Maurizio Gasparri, in merito alle affermazioni su Almirante, dichiarò che avrebbe voluto incontrare Pacifici «..al fine di fargli conoscere, pur nel rispetto delle legittime opinioni, aspetti morali e politici della vita dell’ex segretario del MSI, sempre pervasa di amore per l’Italia». 

Credo di non aver capito tanto, se non una cosa di notevole importanza: le ideologie non esistono (più). Tutto viene fatto e pensato nel rispetto di accordi internazionali che trascendono le posizioni personali di questo e quel politico: la legge in questione è un contentino, la caramella al bambino viziato (Israele) che non restituirà certamente dignità alle vittime dell'Olocausto.

Ho discusso di recente con un signore il quale ingenuamente ha affermato che una legge era necessaria, non soltanto per tutelare gli ebrei, ma anche omosessuali, zingari ed altre minoranze. Egli non si ricordava però di come certi "ex fascisti", che adesso sostengono pienamente Israele e propongono leggi contro il negazionismo dell'Olocausto, abbiano sempre deriso proprio quelle categorie.

Io mi chiedo invece perché mai in Italia si permetta (dato che parliamo di vittime dell’Olocausto) che "ZINGARI, oppositori politici, OMOSESSUALI e portatori di handicap" vengano continuamente derisi dai nomi da me elencati. Non fanno parte anche loro, insieme agli ebrei, di quel gruppo di persone la cui storia vorrebbe essere tutelata, nella divulgazione, addirittura da una legge? [segnaliamo al proposito un ottimo articolo sugli altri olocausti dal sito del Liceo Manzoni - N.d.R.].

Ah, dimenticavo. A sinistra ho bussato alla porta, ma non ha risposto nessuno.

(Sebastian Oh)

mercoledì 20 ottobre 2010

Il SISDE dà ragione ai “complottisti” - Smentito il CICAP


Articolo tratto dal sito della rete dei cittadini 

Un duro colpo per il CICAP e per tutti coloro che si affannano a ridicolizzare chi da anni cerca di far luce sugli aspetti poco noti di alcuni progetti di intelligence. Di siti dove si parla delle moderne possibilità raggiunte dalla Tecnologia del Controllo ne è pieno il web, ma se a dirlo è il SISDE sul proprio sito, il discorso cambia. E fa riflettere.

Sul numero 2 del 2010 della rivista Gnosis, rivista italiana di intelligence, troviamo l’articolo Un software per la lettura dell’intelligenza; “non deve stupire più di tanto – leggiamo – anche l’annuncio di qualche mese fa, sulla realizzazione di un software messo a punto da Intel (azienda statunitense, leader nel settore della realizzazione di microprocessori), in grado di effettuare, almeno in parte, la lettura del pensiero della mente umana. 


 Il funzionamento del dispositivo è piuttosto semplice (si fa per dire!) e si basa sull’utilizzo di un sistema impiegato per effettuare le risonanze magnetiche. In sostanza il congegno effettua una mappatura delle aree del cervello interessate alla generazione delle parole, in maniera similare a quanto fanno le applicazioni che traducono la voce in comandi e testi. È opportuno ricordare che l’attività cerebrale del cervello si basa su onde elettriche (onde cerebrali) che generano appunto l’attività elettrica cerebrale. Non a caso, mediante l’elettroencefalogramma (EEG) è possibile registrare l’attività elettrica dell’encefalo. Quindi il dispositivo della Intel è in grado di identificare le parole “pensate” dalla mente dell’uomo, di abbinare loro un significato elettrico cerebrale e di costruire, mediante una procedura di apprendimento, una sorta di mappa di collegamento tra le parole pensate e i relativi comandi da generare”.


L’articolo prosegue collegando gli studi sull’attività elettrica del cervello alle presunte facoltà in esso nascoste, come la telepatia e la visione a distanza. Si citano, quindi, vari studi condotti sull’argomento, quali il progetto PEAR sulla forza del pensiero, o il progetto STARGATE sulla visione a distanza, chiudendo con l’augurio che “per quanto concerne lo sviluppo di sistemi di lettura del pensiero, di certo ci vorranno ancora diversi anni affinché si possa parlare di sistemi elettronici di psycho-intelligence, ma la chiave della porta di accesso alla mente umana, è stata realizzata. Per l’intelligence, quindi, si configura una nuova era. Forse siamo nelle condizioni di poter inaugurare una nuova metodologia di raccolta delle informazioni”. E’ il caso di dire che ne vedremo delle belle. A distanza.

Un secondo articolo, sempre ospitato su Gnosis (n. 4/2010), è ancora più esplicito e molto, molto meno “romantico”: “Microchip nel cervello, privacy a rischio”. Qui non si parla di presunte facoltà del cervello umano, ma semplicemente del modo di estrarre informazioni, anche se, si sottolinea, garantendo la privacy! Come si spiega nell’introduzione, “la raccolta continua e incessante di dati per il futuro è affidata allo sviluppo delle tecnologie a radiofrequenze (RFId – Radio Frequency Identification), applicabili all’essere umano e fruibili per ottenere informazioni utili in tempo reale. Sviluppando questo metodo, si potrebbe arrivare molto più lontano, soprattutto utilizzando la tecnologia delle frequenze elettromagnetiche del corpo umano.

Un futuro che, non molto vicino ma neppure troppo lontano, consentirà un flusso infinito di informazioni in tempo reale: addirittura la lettura del pensiero”. L’articolo precisa che “negli Stati Uniti la NSA (National Security Agency), nell’ambito della ricerca delle metodologie per raccolta delle informazioni che si basa sui segnali (SIGINT – Signals Intelligence), ha attivato, da tempo, un programma di ricerca per la codifica delle onde EMF (ElectroMagnetic Frequencies). Va sottolineato che la bontà del sistema SIGINT risiede nella certezza che ogni ambiente è pervaso da correnti elettriche che generano un campo magnetico che origina, di conseguenza, onde EMF. Gli studi condotti dalla NSA, in collaborazione con il Dipartimento della Difesa, hanno dimostrato che queste onde vengono generate anche dal corpo umano, possono essere intercettate ed elaborate minuziosamente da software specifici, ospitati anche da piccoli personal computer”. C’è di che stare tranquilli, quindi: niente più rapimenti alla “Abu Omar” sui cieli di mezza Europa, niente più torture per estorcere informazioni, basterà puntarci un’antenna contro (o dentro?). Ancora non ci credete? 

Eppure L’EMF Brain Stimulation è un dispositivo progettato per le ricerche nel settore neurologico, soprattutto nello sviluppo delle “radiazioni bioelettriche” (EMF non ionizzate). Queste tecnologie (segrete) sono state catalogate dalla NSA come “Radiazioni intelligenti”, meglio identificate come “informazioni elettromagnetiche involontarie diffuse nell’ambiente non radioattive o nucleari”.

Il dispositivo EMF quindi sembra poter operare su una banda di frequenze in grado di “colloquiare” con il sistema nervoso centrale dell’uomo. Inoltre, sembra che questo sistema sia stato già utilizzato per applicazioni di tipo “bring-to-computer-links”, con velivoli dell’Aeronautica Militare statunitense. Attraverso elettrostimolazioni neuronali sarebbe possibile interagire direttamente con l’avionica del velivolo da combattimento e sembra che alcuni esperimenti di “controllo cerebrale a distanza” siano stati condotti dagli UAV utilizzati durante la campagna irachena per la ricognizione del campo di battaglia”. Di certo due articoli illuminanti (e traccianti!) che rendono superfluo il CICAP dal momento che complottismo, scienza e paranormale si fondono sempre più in una fosca realtà. Ma a noi piace vedere il lato positivo: non occorreranno più manifestazioni per ostentare il dissenso: i governi avranno la tecnologia per leggerlo nella nostra testa. A quando il televoto neuronale? [che sottile ironia! - N.d.R.]