Tempo di Agire

Mi rivolgo ai miei lettori, che vogliano girare questo appello ad altri amici con la speranza di continuare tale catena virtuosa in felice progressione. Non possiamo lasciare solo chi si impegna nell’informazione su temi spinosi e segretati mettendo a rischio la propria incolumità. Dobbiamo agire.

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La disbiosi ed il cibo che cura - informazioni su dieta GAPS e dieta paleolitica


Per informazoni sul metodo di cura della dottoressa Campbell-McBride (basato sulla dieta e sui probiotici) vedi http://disbiosi.blogspot.it/

venerdì 30 gennaio 2009

Baalbek, la prova delle menzogne della storia antica

Questo mastodontico blocco di pietra lavorato e squadrato si trova in una cava vicino alla città di Baalbek (Libano), dove fu abbandonato chissà quante migliaia di anni fa. La sua lunghezza è 22 metri, il suo peso è di circa 1200 tonnellate (ho letto stime molto differenti tra di loro che vanno dalle 1000 alle 2000, ma di sicuro si tratta di qualcosa di mostruosamente pesante), viene chiamato dagli occidentali Monolito (con un termine che a qualcuno ricorderà il famosissimo film di fantascienza 2001 odissea nello spazio) mentre per le popolazioni di lingua araba essa è Hajjar el-Houble (la roccia della partoriente) ed è, per quanto ne sappiamo al momento, il più grande blocco di pietra lavorato della storia del pianeta.

Per dare un altro riferimento noto, il suo peso è circa il triplo di quello dei blocchi più pesanti delle piramidi di Giza, e non esistono al mondo delle gru capaci di sollevare un simile carico.

La scienza e la storiografia ufficiale non sapendo come manipolare questo ed altri scomodi reperti hanno affibbiato loro il termine "mistero", una manovra abile ed astuta quanto fraudolenta. Così come nella neo-lingua orwelliana che si è imposta nella nostra moderna società, i tossici inceneritori vengono chiamati "termovalorizzatori", allo stesso modo i reperti che provano in maniera inoppugnabile la falsità della storia che viene raccontato sui manuali scolastici ed universitari vengono chiamati "misteri".

Misterioso sarà forse il motivo per cui due corpi dotati di massa si attraggono reciprocamente, e forse non lo sapremo mai, misterioso resterà forse per sempre il motivo per cui esiste vita intelligente su questo pianeta, ma la presenza di reperti storici realizzati da una tecnologia avanzata millenni prima dell'era moderna non è un mistero, bensì la prova dell'esistenza di avanzate società antidiluviane, una realtà tenacemente negata dalla storiografia ufficiale che come al solito occulta, nasconde, falsifica.

Per altro nessuno è ancora riuscito a comprendere come gli antichi egizi senza possedere strumenti di acciaio abbiano potuto tagliare e lavorare enormi blocchi di granito (i più pesanti sono di circa 400 tonnellate) con una precisione maggiore di quella ottenuta nelle cave moderne, come abbiano trasportato questi blocchi uno sull'altro, come li abbiano assemblati in maniera così precisa senza lasciare spazio fra un masso e l'altro (la lama di un coltello non riesce a penetrare negli interstizi).

E che dire delle altre costruzioni ciclopiche meno note, come quella di Sacsayhuaman in Perù (vedi la foto sottostante) dove le ciclopiche pietre sarebbero state (secondo la versione ufficiale della storia) lavorate, assemblate ed incastrate una sull'altra come in un puzzle tridimensionale da una civiltà così arretrata da non possedere nemmeno la ruota? Ed ovviamente il discorso si dovrebbe allargare a come minimo a Tiahuanaco, dove troviamo raffigurazioni di animali andati estinti nel 9.600 a.C., oltre ai soliti blocchi di pietra di centinaia di tonnellate, e Machu Picchu, dove costruzioni con massi un po' meno pesanti, ma tuttavia enormi, sono state realizzate a 4.000 metri di altezza.


Ci possiamo mettere a ridere della versione ufficiale della storia? Sì, possiamo benissimo anche perchè la data riferita da Platone per la fine della sua Atlantide è "casualmente" la stessa (secondo i geologi) della fine dell'ultima glaciazione, così come è la stessa (secondo i paleontologi) dell'ultima estinzione di massa della storia (quando si estinsero la tigre dai denti a sciabola, il toxodonte, e dalle americhe scomparvero cavalli, elefanti, e camelidi); per non parlare del fatto che questo fatidico 9.600 a.C. risulta la data approssimativa in cui compaiono (o ricompaiono?) le prime civiltà che si dedicano alla coltivazione dei cereali, contemporaneamente ed in posti situati l'uno agli antipodi dell'altro.

Provate a fare un calcolo statistico della possibilità che tutte queste coincidenze siano avvenute "per caso" e capirete come "caso" e "mistero" siano delle patetiche foglie di fico per coprire le vergogne della storia che vi viene raccontata. E non abbiamo nemmeno messo nel conto le vestigia delle città sommerse (prima fra tutte quella di Yonaguni) la presenza di miti del diluvio preso quasi ogni popolo sulla faccia della terra e mille altri indizi che rendono assolutamente insensata la versione ufficiale dell'antica storia e preistoria dell'umanità.


Per approfondimenti su una teoria interessante che potrebbe le cause di questo antico cataclisma collegato all'estinzione di massa del 9.600 a.C. potete leggere l'articolo un cataclisma pleistocenico che riprende la teoria di Charles Hapgood (autore del libro Lo scorrimento della crosta terrestre, Profondo Rosso Edizioni) perfezionata dai coniugi Flem-Ath nel loro libro La fine di Atlantide (Piemme, 1997).

Bisogna precisare che per alcuni monumenti, soprattutto per le grandi piramidi di Giza, esiste una semplice spiegazione della maniera in cui potrebbero essere stati realizzati con massi così enormi, ma la spiegazione coinvolge una scienza ed una tecnologia che in epoca moderna è stata messa a punto intorno al 1970. Si tratta della creazione dei geopolimeri, ovvero di pietre artificialmente costruite, con una tecnica che prevede la colata di composti liquidi che induirscono negli stampi, e devo dire che tale spiegazione è molto sensata, anche perchè l'autore Joseph Davidovits, lo scopritore in epoca moderna della tecnica per la realizzazione dei geopolimeri, è riuscito a replicare dei massi di granito artificiale partendo da elementi disponibili e ben noti nell'antico Egitto. Per maggiori informazioni vi indirizzo ad un articolo su edicolaweb al libro di Davidovits Il calcestruzzo dei faraoni (Profondo Rosso Edizioni), al suo sito geopolymer.org.

Tale scoperta però se può spiegare la realizzazione delle piramidi e di altri edifici con la creazione in situ di pietre artificiali non può spiegare assolutamente il Monolito della cava accanto a Baalbek proprio perchè si tratta visibilmente di una pietra (quasi completamente) estratta da una cava. E come se non bastasse nella città di Baalbek esistono tre enormi pietre lavorate e squadrate di circa 750 tonnellate l'una accanto all'interno del basamento su cui è stato costruito il tempio di Giove, che testimoniano l'uso dei colossali blocchi estratti dalla vicina cava.

Il Tempio di Giove poggia infatti su una colossale terrazza (di circa 465.000 metri quadrati) costituita da massi di dimensione gigantesca, la maggior parte dei quali sono di circa 300 tonnellate di peso. Tale terrazza (vedi foto sottostante) è probabilmente opera di una civiltà precedente (forse di millenni) alla costruzione del tempio, dato che i Romani (la cui storia e tecnologia a noi sono ben note per ovvi motivi) non erano assolutamente dotati di alcuna tecnologia per spostare massi di 750 tonnellate. La stessa civiltà quasi sicuramente responsabile della lavorazione del monolito (per approfondimenti su Baalbek ed i suoi misteri vedi questo articolo).



A questo punto resta chiedersi, se esistono prove così evidenti di una storia completamente della razza umana, perchè la cultura ufficiale cerca disperatamente di nascondercele? Ci nascondo la verità sulla storia più recente, sulle guerre e le loro cause reali, ci nascondono la verità sulla preistoria, sull'evoluzione ... possiamo essere così ciechi e pensare che sia solo una "casuale coincidenza"? In realtà la manipolazione dell'informazione e della scienza, che abbiamo visto operare altrettanto forsennatamente per nascondere l'avvelenamento intenzionale della biosfera del nostro povero pianeta, sembra essere strettamente legata a queste menzogne antidiluviane, come spero di chiarire in uno dei prossimi articoli.



Per quanto riguarda la questione delle civiltà antidiluviane, a parte diversi siti presenti su internet, uno dei migliori approfondimenti sulla questione resta l'opera dello scrittore Graham Hancock, dei quali consiglio soprattutto i due libri Impronte degli Dei (Corbaccio, 1996) e Civiltà sommerse (Corbaccio, 2002).

Per approfondimenti sulle piramidi consiglio questo articolo di M Quagliati: la rivoluzione archeologica parte dall'Egitto.

Per quanto riguarda i soliti disinformatori che diranno che le scie chimiche non esistono perchè i Romani sapevano benissimo come spostare massi da 750 tonnellate ... beh, permettetemi di riderci sopra.

Un trattato incostituzionale ci toglierà ogni diritto

riporto dal blog Il cospirazionista visionario questo articolo (link originale) ; altre informazioni sul trattato potete trovarle a questo precedente articolo (dove è presente il link per scaricare e visionare l'infame documento).



NO AL TRATTATO DI LISBONA

Dopo quanto successo in Irlanda, con la vittoria dei NO al Trattato di Lisbona, abbiamo visto i membri delle oligarchie dominanti (politicanti capitalisti e di sinistra, finanzieri e imprenditori, intellettuali, sindacalisti, media, burocrati e tecnocrati) sputare odio, rabbia e disprezzo contro la DEMOCRATICA SCELTA fatta dal Popolo irlandese.
Una volta di più, cadono le maschere ed è possibile vedere con chiarezza quale sia il terribile futuro che ci attende se questa ‘europa’ andasse avanti!

Riteniamo quindi di vitale importanza che TUTTI i Nazionalisti italiani ed europei serrino i ranghi su questo tema, prima che sia troppo tardi, prima che riescano ad imporre la dittatura su tutta l’Europa! Non lasciamo che ci rubino la Libertà! Perlomeno, non lasciamoglielo fare troppo facilmente!

COSA SAI SUL TRATTATO DI LISBONA?

1 ) Sai che è un trattato di riforma europea che sostituisce i precedenti trattati e con il quale si afferma definitivamente la prevalenza del diritto comunitario su quello nazionale?

2 ) Sai che tutto il potere decisionale in Europa sarà gestito da 27 Commissari (uno per ogni nazione, non necessariamente eletti dal popolo, che dal novembre 2014 diventerebbero meno di 27, in rappresentanza di solo i 2/3 degli stati), dal Consiglio (anche qui, membri non necessariamente eletti dal popolo), e dalla BCE (Banca Centrale Europea… e figuriamoci se gli "eletti dal popolo" li troviamo proprio qui!), e che il Parlamento Europeo continuerebbe ad avere un ruolo puramente consultivo?

- Ti senti rassicurato dal fatto che così poche persone decidano del destino di 500 milioni di abitanti?

- Ritieni che esistano organizzazioni che possano agire per condizionare le decisioni di organismi gestiti da così poche persone, non elette dal popolo, che hanno un potere assoluto sul popolo stesso ma che non rispondono a nessuno che li abbia eletti?

- Hai mai sentito parlare di "BILDERBERG" e "COMMISSIONE TRILATERALE" ?

- Ricorderai che per far cadere un qualunque governo è necessaria la maggioranza semplice dei rappresentanti (il 50% più uno); sai che per imporre le dimissioni alla "Commissione" è invece necessaria la maggioranza (con voto palese), dei due terzi del parlamento europeo? 3 ) Sai che il trattato di Lisbona reintroduce la pena di morte?

- Con ambiguità il trattato non cita direttamente la pena di morte ma rimanda alla "carta dei diritti fondamentali" che nel suo articolo 2, prevede la pena di morte per reprimere "UNA SOMMOSSA o UN'INSURREZIONE". Nessun esempio è citato per definire il concetto di "sommossa o insurrezione". Ma se il popolo insorge… qualche buon motivo deve pur averlo… però si espone ad un assassinio legalizzato! Ti senti ancora tutelato nel tuo diritto di opporti a… qualcosa?

Uno dei tecnocrati europei in merito ha affermato: "Sommosse o insurrezioni possono essere viste anche in certe dimostrazioni. Secondo il Trattato di Lisbona, l'uso mortale di armi da fuoco in tali situazioni non rappresenta una violazione del diritto alla vita. In guerra si trovano attualmente sia la Germania che l'Austria. Le guerre dell'Unione Europea aumenteranno. Per questo, l'Unione si riarma – anche con il Trattato di Lisbona."

4 ) Sai che la politica di difesa del trattato di Lisbona, prevede oltre alle "missioni di pace" anche missioni "offensive"?

5 ) Sai che in caso di arresto potrai essere spostato in qualunque regione europea, proprio come avviene ora all'interno di qualunque nazione tra un carcere e l'altro?

6 ) Sai che il trattato garantisce l'uguaglianza (reciprocità) tra i membri, ma contemporaneamente garantisce l'ineguaglianza tra essi, consentendo alla Danimarca ed all'Inghilterra di continuare a stampare le loro monete nazionali?

7 ) Sai che l'Inghilterra rimane comunque proprietaria del 15,98% e la Danimarca del 1,72% della Banca Centrale Europea?

8 ) Sai che il contenuto del trattato di Lisbona coincide sostanzialmente con quello della "Costituzione Europea" che è stata bocciata da un referendum popolare in Olanda e Francia? Il "trattato di Lisbona" è stato bocciato dal referendum popolare in Irlanda. Perché queste bocciature? Magari perché questi popoli sono "antieuropeisti" o piuttosto perché sono più informati di noi? (I governi di Francia e Olanda hanno poi ratificato la "costituzione europea" quando questa ha cambiato nome in "trattato di Lisbona" in totale spregio al risultato referendario).

9 ) Sai che gli appartenenti alle polizia ed esercito nazionali dovranno prestare giuramento di fedeltà alla unione europea e chi si rifiuterà potrà essere licenziato?

10 ) Sai che con l'approvazione del trattato di Lisbona sarà illegale manifestare contro "l'unione europea"? Questo significa la fine della libertà di esistere per i partiti ed i movimenti ad ispirazione localistica che professino ideali indipendentistici.

11 ) Sai cosa affermò Jean Monnet, uno dei fondatori dell'attuale idea di Europa: "LE NAZIONI DELL'EUROPA DOVREBBERO ESSERE GUIDATE VERSO IL SUPERSTATO SENZA CHE I LORO POPOLI SAPPIANO COSA STA ACCADENDO".

Sei consapevole che questo sta accadendo OGGI? ORA CHIEDITI:

1) Perché i giornalisti sono pronti a mostrarti il plastico e radiografare l'ultimo omicidio di provincia ma tacciono sul trattato di Lisbona, così importante per il nostro futuro e per quello dei nostri figli e nipoti?

2) Perché la gran parte dei nostri rappresentanti politici si dichiara a favore di questo trattato? Lo sostengono ripetendo mediocri slogan come "Chi è contro l'Europa è un terrorista!", senza rendersi conto che è proprio questa idea di "Europa" ad essere terroristica, così come lo sono i toni autoritari, tipici di chi vuole sottrarsi al confronto.

3) Il trattato di Lisbona è così vincolante che potrà subire modifiche solo con l'unanimità degli stati; un'ipotesi davvero difficile da attuare, se si pensa che Inghilterra e Danimarca si troverebbero a dover ridiscutere il loro status privilegiato.

Questo messaggio non è contro l'integrazione europea ma è per un'integrazione che rispetti le reali esigenze democratiche dei popoli. Questo messaggio è utile per evidenziare la deleteria esistenza di STRUTTURE DI POTERE, create e gestite da poche famiglie a capo di multinazionali, come "bilderberg" e "commissione trilaterale", che hanno una pesante e illegittima influenza sulle strategie politiche ed economiche che coinvolgono centinaia di milioni di persone.

Non fermarti alla lettura di queste poche righe, verifica queste informazioni. Prenditi questa responsabilità in nome tuo, dei tuoi figli e dei tuoi nipoti e se condividi lo spirito di questo messaggio fallo conoscere e fai pressione sui tuoi rappresentanti politici e sui giornalisti affinché sviluppino il corretto dibattito democratico sui contenuti del trattato di Lisbona.

Non farti intimorire da vuoti slogan… potresti scoprire che quasi nessuno dei nostri rappresentanti politici ha letto il trattato!

Il 12 giugno il popolo irlandese, tramite referendum popolare, ha detto NO al trattato di Lisbona. Tutti i tentativi della burocrazia europea di continuare con la ratifica dello stesso sono cosi' falliti. Noi, firmatari di questa petizione, vogliamo che si rispetti la volontà del popolo irlandese, espressa con un NO senza attenuanti al Trattato di Lisbona, e chiediamo che, secondo quanto enunciato dallo stesso trattato relativamente all'unanimità, tutto il processo sia dichiarato invalido e che la volontà costituente possa ritornare ai popoli.


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mercoledì 28 gennaio 2009

Guerre dimenticate: il genocidio dei Tamil

Quando non ci sono di mezzo il petrolio, gli interessi strategici e geopolitici, le violazioni dei diritti umani e le stragi passano inosservate, come è successo sempre per tutta una serie di guerre dimenticate. Chi si ricorda di un serio servizio dei telegiornali sui massacri e la guerra nello Sri-lanka? A parte ovviamente due minuti ogni tanto, come è successo quando i TG nazionali hanno trasmesso la notizia che il direttore del giornale d'opposizione della Sri-Lanka era stato assassinato (vedi video).

Ovviamente è forte il sospetto che anche in quella terra lontana si verifichino contrapposizioni fittizie artificialmente create dai signori della guerra come in Palestina.

Non avendo il tempo di approfondire l'argomento non posso essere certo se le "tigri tamil" che lottano per l'indipendenza del proprio popolo, si trovino ad essere guidate da leader che sottobanco si accordano col governo della Sri-Lanka per fomentare una guerra infinita. So solo che ciò è successo molte volte nella storia.



L'articolo che segue è a cura della comunità tamil in Italia.


Il Governo dello SriLanka espelle gli operatori umanitari dalle aree tamil.

Attualmente in SriLanka è in atto una guerra molto intensa che va avanti da 25 anni, ma a causa della mancanza della libertà di stampa son poche le notizie attendibili. L’isola dello SriLanka (ex Ceylon) si trova a sud dell’India ed è abitata da 2 popoli: i tamil e i cingalesi, con una differente tradizione storica, lingua, cultura e localizzazione geografica. Le prime tracce della presenza dei tamil sull’isola risalgono a più di 2500 anni fa, e questo popolo visse in un proprio regno fino a quando i coloni inglesi, per motivi di amministrazione, unirono i regni dei due popoli.

Lo stato dello SriLanka è nato nel 1948 con la concessione dell’indipendenza da parte dell’impero britannico, ma le richieste dei tamil di un’equa rappresentanza negli organi di Governo non furono accettate. Nei decenni seguenti il Governo a maggioranza cingalese emanò una serie di leggi discriminatorie nei confronti del popolo tamil, tra queste: il “Sinhala Only Act” del 1956, che impose il cingalese come unica lingua ufficiale del paese impedendo a molti tamil di proseguire il proprio lavoro nell’ambito degli impieghi statali; la riforma universitaria del 1972, che stabilì un livello di sbarramento più alto agli studenti tamil diminuendo fortemente la loro presenza nelle università.

Tutte le proteste pacifiche degli studenti, dei lavoratori, dei politici ed intellettuali tamil furono represse con la violenza, migliaia furono le vittime. Nelle elezioni del 1977 oltre il 90% dei tamil votò per la creazione di uno stato indipendente nelle aree tamil, il Tamil Eelam, ma il Governo si oppose. Due eventi, in particolare, meritano di essere menzionati per le profonde ripercussioni che ebbero sul popolo tamil: l’incendio appiccato ad una delle biblioteche più grandi dell’Asia e il genocidio del Luglio 1983. I tamil che vivevano nella propria terra madre da millenni per rivendicare i loro diritti fondamentali dopo oltre 30 anni di ingiustizie decisero di passare alla resistenza armata formando le LTTE (Tigri per la liberazione del Tamil Eelam).

Son passati 25 anni da allora, son morte più di 70.000 persone, più di 1.000.000 di civili tamil costretti a fuggire e altre centinaia di migliaia di persone attualmente rimangono sfollate. L’ultimo accordo di pace mediato dai norvegesi è stato recesso unilateralmente dal Governo dello SriLanka nel mese di Gennaio 2008, segnando il fallimento della Comunità internazionale di spingere il Governo verso una risoluzione negoziata.

Stragi di civili, omicidi mirati di studenti, giornalisti e politici sono all’ordine del giorno. Sul recente rapporto di Human Rights Watch son riportate 99 sparizioni orchestrate dal Governo dello SriLanka. Il 20 aprile 2008 è stato ucciso il Reverendo Padre Karunaratnam, presidente del Segretariato per i diritti umani del Nord-est (NESoHR) perché aveva lanciato un appello per impedire le manipolazioni sulle informazioni da parte del Governo dello SriLanka.

La guerra contro il popolo tamil di giorno in giorno si fa sempre più feroce. All’incalzare dei bombardamenti e delle operazioni militari la popolazione civile tamil è stata costretta a continui spostamenti, tanto che il numero di sfollati nella regione di Vanni (regione autogovernata dai tamil) ammonta a più di 250.000. Il livello di disponibilità dei beni di prima necessità come l’acqua è estremamente basso; per non parlare delle difficoltà correlate al fatto che i militari governativi hanno spesso bloccato gli aiuti al check point mettendo al bando una lunga lista di beni primari e creando ritardi immotivati.

Ad inizio Settembre 2008 il Governo dello Sri Lanka ha espulso dalle aree tamil le organizzazioni umanitarie. La presenza di queste organizzazioni era essenziale, in quanto unici enti che provvedevano a fornire beni di prima necessità (cibo, acqua, rifugi,servizi sanitari) e protezione in modo indiscriminato ed equo. I bombardamenti colpiscono spesso edifici civili come ospedali, scuole, strade e ponti principali di collegamento, isolando totalmente i rifugiati senza nessun tipo di aiuto.

Il 23 Settembre la BBC rilasciò la testimonianza diretta di uno dei membri delle organizzazioni umanitarie che sono state costrette a lasciare i territori tamil dove prestavano i loro servizi (vedi questo link in inglese). Sono parole che toccano il cuore e rispecchiano il dolore, i sensi di colpa di persone che hanno provato e visto in prima persona l’orrore della guerra, ma che ora devono abbandonare nel baratro persone a cui invece non si presenta nessuna via di salvezza.

L’ordine impartito nelle prime settimane di Settembre a tutte le ONG ( tra cui La Croce Rossa, Save the Children, Emergency) da parte del Governo dello Sri Lanka apre una prospettiva che ha dell’allarmante: la popolazione civile tamil costretta a vivere ad un livello di sussistenza minimo oltre ad aver perso l’unica forma di sussistenza non ha più nessun monitoraggio sulla violazione dei diritti umani. La paura maggiore è, quindi, che una vera e propria catastrofe umanitaria si possa consumare all’oscuro di tutta la comunità internazionale, dato che gli unici occhi esterni che potevano dare testimonianza delle atrocità compiute dal governo erano le agenzie internazionali. Infatti da oltre un anno è stato imposto ai giornalisti il divieto di entrare nell’area del Vanni e le linee di comunicazione sono state tagliate, limitando enormemente le notizie diffuse all’estero.

Purtroppo alla luce della situazione odierna del paese episodi come stragi di civili e distruzione delle infrastrutture civili rischiano di divenire all’ordine del giorno ed è pertanto necessario cogliere l’appello del direttore dell’ Amnesty International’s Asia Pacific, Sam Zafir, che ribadisce la necessità di operatori umanitari indipendenti per rispondere alle necessità primarie dei bisognosi ed evitare un vuoto di informazioni sulla reale situazione del paese e della popolazione civile.

Chiediamo la vostra collaborazione per diffondere questa lettera, in modo che queste gravi
violazioni dei diritti umani da parte del Governo dello Sri Lanka non passino inosservate.

Ringraziamo per l'attenzione.

Comunità tamil in Italia

Per maggiori informazioni vedi il sito www.tamilaction.org

Per contatti e-mail: tyoitaly@gmail.com

Report sui diritti umani in lingua inglese: http://nesohr.org/

Notizie dallo Sri Lanka: http://www.tamilnet.com/

Riprese video in lingua originale: www.rwohomeland.com/?p=kural

martedì 27 gennaio 2009

STOP - Mi prendo una pausa

Solo 4 righe per annunciare ai miei cari lettori che tra un poco impegni familiari e di lavoro mi renderanno difficile continuare come prima la gestione del blog.

Non ho quindi più tempo per gestire commenti e d'ora in poi li impedirò anche per evitare di perdere tempo appresso a disinformatori prezzolati con le loro "finte domande ingenue" (anonime). I cari amici di sempre possono sempre scrivermi come hanno sempre fatto in questi mesi per comunicarmi pareri o notizie per integrare gli articoli (la mail è in evidenza nella colonna destra del blog).

Ad ogni modo pubblicherò alcuni artioli molto corposi e densi nei prossimi giorni e poi per qualche mese le mie pubblicazioni saranno alquanto rare. Nella colonna destra del blog compariranno comunque gli utlimi articoli pubblicati dai siti amici .

Spero nonostante tutto di mettere on line qualcosa appena posso.

Ringrazio tutti i veri amici (sapete chi siete) per questo anno passato insieme, sperando che sia possibile proseguire questa strada verso la coscienza e la liberazione, anche se quest'anno si preannunica denso di eventi negativi e forse tragici, dagli attentati di stato, al crollo dell'economia mondiale, ai focolai di guerra in Oriente, alla limitazione della libertà d'espressione in Occidente.

Cercate di fare la vostra parte per cercare di scongiurare tutto ciò.
NB: che non vi venga in mente che stia smettendo o cambiando strada a causa di minacce o pressioni da parte di certa gentaglia, anche se certe manovre sono all'ordine del giorno per molti attivisti che si battono contro le scie chimiche, le trame massoniche, le cospirazioni del NWO ; non bisogna farsi intimidire, quello che ci stanno preparando (una sorta di vera e propria apocalisse per mano militare) è molto peggio delle minacce che ci possono fare.

Hamas è una creazione del Mossad

In un articolo apparso su l’Humanitè, uno storico israeliano conferma i sospetti di un micidiale sodalizio Sharon-Yassin. A spese della povera gente, di due intere nazioni.



articolo di Hassane Zerouky

Secondo Zeev Sternell, storico all'Università Ebraica di Gerusalemme, "Israele ha ritenuto che fosse opportuno e astuto spingere gli islamici contro l'organizzazione per la liberazione dalla Palestina (OLP)".

Grazie al Mossad, "l'istituzione israeliana per l'Intelligence e le operazioni speciali", è stato consentito ad Hamas di rinforzare la sua presenza nei territori occupati. Nel frattempo il movimento di Arafat per la liberazione della Palestina, Fatah, così come la sinistra palestinese sono stati sottoposti alla più brutale forma di repressione e intimidazione.

Non dimentichiamoci che fu Israele che, nei fatti, creò Hamas. Secondo Zeev Sternell, storico all'Università Ebraica di Gerusalemme "Israele ha ritenuto che fosse opportuno...

.... e astuto spingere gli islamici contro l'organizzazione per la liberazione dalla Palestina (OLP)".

Ahmed Yassin, la guida spirituale del movimento islamista palestinese, di ritorno dal Cairo negli anni settanta, fondò un'associazione islamica caritatevole. Il Primo Ministro israeliano, Golda Meir, vide in ciò un'opportunità di controbilanciare l'ascesa del movimento Fatah, di Arafat. Secondo il settimanale israeliano Koteret Rashit (ottobre 1987), "le associazioni islamiche e le università erano state sostenute e incoraggiate dall'autorità militare israeliana" incaricata dell'amministrazione (civile) di Gaza e della West Bank. "Esse (le associazioni islamiche e le università) erano state autorizzate a ricevere finanziamenti in denaro dall'estero".

Gli Islamisti fondarono orfanotrofi, ospedali, una rete di scuole, posti di lavoro anche per le donne e aiuti finanziari per i poveri. Nel 1978 crearono "l'Università Islamica", a Gaza. "L'autorità militare era convinta che queste attività avrebbero indebolito sia l'Olp che le organizzazioni di sinistra, a Gaza". Alla fine del 1992 c'erano 600 moschee a Gaza. Grazie all'agenzia di intelligence israeliana, Mossad, fu dato modo agli Islamisti di rinforzare la loro presenza nei territori occupati. Nel frattempo i membri di Fatah (Movimento per la Liberazione Nazionale della Palestina) e la sinistra palestinese era oggetto della più brutale forma di repressione.

Nel 1984 Ahmed Yassin venne arrestato e condannato a 12 anni di prigione, dopo la scoperta di un nascondiglio di armi. Ma un anno dopo fu liberato e riprese le sue attività. E quando l'Intifada cominciò, nell'ottobre 1987, prendendo gli Islamisti di sorpresa, lo Sceicco Yassin rispose creando Hamas (il Movimento di Resistenza Islamico): "Dio è il nostro inizio, il profeta il nostro modello, il Corano la nostra costituzione", proclama l'articolo 7 del documento base dell'organizzazione.

E ancora, Ahmed Yassin era in prigione quando gli accordi di Oslo (dichiarazione dei principi per un Auto-Governo ad interim) furono firmati nel settembre 1993. Hamas aveva del tutto rifiutato quegli accordi. Ma a quel tempo il 70% dei palestinesi condannavano gli attacchi contro i civili israeliani. Yassin fece tutto quanto era in suo potere per minare gli accordi di Oslo. E in questo, anche prima della morte del primo ministro Rabin, aveva il sostegno del governo israeliano. Quest'ultimo era infatti molto riluttante rispetto al rettificare un accordo di pace.

Hamas lanciò dunque una ben pianificata e perfettamente cronometrata campagna di attacchi contro civili: un giorno prima della riunione tra i negoziatori palestinesi e israeliani allo scopo del riconoscimento, da parte di Israele, dell'Autorità Nazionale Palestinese. Questi eventi erano in gran parte strumentali alla formazione di un'estrema destra di governo, in Israele, dopo le elezioni del maggio 1996.

A quel punto, inaspettatamente, il Primo Ministro Netanyahu ordinò il rilascio dello Sceicco Ahmed Yassin dalla prigione (per motivi umanitari), dove stava scontando un ergastolo. Intanto Netanyahu, insieme al Presidente Bill Clinton, facevano pressioni su Arafat affinchè controllasse Hamas. In effetti Netanyahu sapeva che gli Islamisti avrebbero potuto, ancora una volta, sabotare gli accordi di Oslo. Quindi fece ancora di peggio: dopo aver espulso Yassin in Giordania gli permise di tornare a Gasa, dove venne ricevuto in trionfo, da eroe, nell'ottobre 1997.

Arafat rimase solo a fronteggiare questi eventi. Inoltre, a causa del supporto che aveva manifestato nei confronti di Saddam Hussein durante la Guerra del Golfo del 1991 (mentre Hamas si asteneva cautamente dal prendere posizione), gli stati del Golfo decisero di tagliare ogni finanziamento all'Autorità Palestinese. Tra il febbraio e l'aprile del 1998, lo Sceicco Ahmad Yassin era, invece, in grado di ottenere molte centinaia di milioni di dollari da quegli stessi paesi. Il budget di Hamas diventava così superiore rispetto a quello dell'Autorità Palestinese. Queste nuove fonti di finanziamenti permisero agli Islamisti di svolgere efficacemente le varie attività caritatevoli. Si stima che un palestinese su tre riceva aiuti economici da Hamas. Riguardo a ciò Israele non ha mai fatto nulla, nessun azione per porre freno all'afflusso di soldi ad Hamas, nei territori occupati.

Hamas aveva costruito la sua forza tramite i vari atti di sabotaggio al processo di pace, in modo perfettamente compatibile con gli interessi del governo israeliano. In cambio, quest'ultimo otteneva di impedire anche l'applicazione di quanto stabilito a Oslo. In altre parole, Hamas stava svolgendo le funzioni per le quali era stato originariamente creato: prevenire la creazione di uno Stato Palestinese. E a questo proposito Hamas e Ariel Sharon sono esattamente sintonizzati sulla stessa lunghezza d'onda.

Traduzione a cura di Nuovi Mondi Media

Fonte: luogo comune

Fonte originale: globalresearch

lunedì 26 gennaio 2009

Scie chimiche in onda sulle previsioni meteo della TV tedesca ZDF (rete pubblica ufficiale)

Premessa: da tempo non scrivo su questo blog relativamente alle scie chimiche in quanto mi sono concentrato nell'estensione ed aggiornamento dell'ampio dossier multimediale; d'altra parte gli ulteriori articoli che ho scritto (per lo più traduzioni) ho preferito pubblicarli su un sito specificio, quello di tankerenemy, se qualcuno li vuole leggere ecco il link.

La situazione come tutti potete vedere osservando il cielo è sempre più grave anche se spesso le irrorazioni avvengono occultamente di notte, si interrompono spesso nelle ore diurne, riprendono intensamente ed a bassissima quota (a giudicare dal potente rombo dei motori) quando il cielo è coperto.

Ed ecco l'articolo sulle previsioni meteo sul canale ZDF realizzato da tankerenemy





Previsioni Chemtrails-Meteo del 14.01.2009 sulla televisione tedesca ufficiale pubblica Z.D.F. (Zweites Deutsches Fernsehen - seconda rete televisiva germanica)

Durante il bollettino del 14 gennaio 2009, il il meteorologo tedesco Gunther Tiersch, ha indugiato, nell'ambito di un'analisi del tempo previsto sulla Germania per i giorni successivi, sulle scie chimiche in questi termini inequivocabili:

"… Poi abbiamo ancora qualcosa che non possiamo identificare come pioggia o neve. Qui nell’Ovest queste linee serpeggianti sono state generate probabilmente di pomeriggio sopra il mare del Nord da alcuni aerei, aerei militari e all’incirca a 5-6 km. di altitudine. Non hanno così nulla a che fare col tempo…" (Si veda il documento: sequenza al minuto 0:43 – 0:59).

Il meteorologo ha indicato delle linee serpeggianti che, nell'elaborazione elettronica della mappa satellitare, si dipanano tra la Germania occidentale, i Paesi Bassi, il Belgio, il Lussemburgo e la Francia orientale. Dopo aver accennato a queste scie generate da velivoli militari, Tiersch, cambiando tono di voce e con un breve iato, ha ripreso la disamina delle condizioni meteo. Si osservi che nell'area irrorata i simboli evidenziano cielo poco nuvoloso senza piogge, presumibilmente a causa della manipolazione attuata con le sostanze chimiche igroscopiche diffuse in atmosfera.

E' notevole questa incursione nel tema proibito delle chemtrails per opera di un protagonista di una rete ufficiale: l'incursione stride con la rocciosa omertà dell'ineffabile Luca Mercalli che afferma di non sapere alcunché delle scie chimiche. Purtuttavia si nota già un lieve cambiamento: infatti il direttore della rivista Nimbus ed autoproclamatosi "ambientalista" tempo fa gridava che le scie erano una "bufala colossale" (sic), laddove oggi cerca di glissare sul tema, ammettendo di intendersi solo di S.U.V. e di effetto serra.

Il video che proponiamo è quanto mai eloquente: un'altra freccia che centra il bersaglio, mentre i disinformatori hanno il fiato sempre più corto.




Ringraziamo A&G del blog "Il sole attivo" per la traduzione dal tedesco.



Addendum: Thiersch , nato nel 1954 ha vinto una medaglia d'oro a 14 anni nel canottaggio. E' responsabile delle previsioni meteo sul canale televisivo ZDF (la più importante rete televisiva tedesca) e compie anche voli professionali per la rete tedesca essendo in possesso della licenza. Finora ha fatto diverse conferenze per informare la gente sul cambiamanto climatico, ma forse si è reso conto di essere invischiato in un sistema di menzogne e non ce l'ha fatta più, e per una volta si è lasciato andare a dire la verità (chissà se in maniera premeditata o in un momento di rabbia). E' da tempo controrio ai voli low- cost e promuove le energie rinnovabili.

Tempo fa era già comparso un video su youtube in cui si vedeva un meteorologo americano disquisire delle strane formazioni presenti in una mappa del cielo; purtroppo l'audio non è dei migliori, ma il succo del suo discorso si può comprendere lo stesso.



23/1/08 un meteorologo della Tampa Bay Area illustrando la mappa accanto a lui ammette che quello che si vede in una certa zona è il segno di "qualcosa che sta succedendo", accenna ai militari e parla di particolato metallico riflettente per ingannare i radar (ed in tal caso ammette il meteorologo anche i radar che servono ai meterologhi vengono ingannati). Puntualizza quindi che si tratta di manovre consuete in uno scenario di guerra e quindi cerca di farci credere che siano delle innocue esercitazioni militari. Fatto sta che dalle sue parole si evince chiaramente il coinvolgimento delle strutture militari.

La stessa tiritera la possiamo ritrovare enunciata da questo altro meteorologo; chissà con quale coraggio certa gente ha fatto simili dichiarazioni di fronte ad un'irrorazine continua, giornaliera, sempre più massiccia: chi può mai credere ad esercitazioni militari perenni?


domenica 25 gennaio 2009

L'urinoterapia, un'altro metodo gratuito di prevenzione e cura?

Premessa: sono più o meno obbligato dalle leggi liberticide a scrivere che questo articolo non può sostituire un consulto medico, e per certi versi ciò è pure sensato, quindi se volete utilizzare questa terapia è sempre meglio prima parlarne con un buon medico (ovviamente io consiglierei un naturopata, ben cosciente che però anche in mezzo ad omeopati e naturopati si possano trovare degli incompetenti) e farsi seguire e consigliare da lui.

Del resto nessuno può impedirmi di ricordare come spesso non solo medici differenti suggeriscano terapie differenti, ma persino diagnostichino patologie differenti (e questo è davvero molto più grave) né di testimoniare come sia guarito dalle mie afflizioni più con l’impegno e lo studio personale che con l’aiuto dei medici (la prima persona a suggerirmi le reali cause di molti miei malesseri è stata una pranoterapeuta, che in pochi minuti è riuscita a fornire una diagnosi corretta, confermata successivamente anche da un naturopata).

PS: Immagino giù le risate forzate (ovvero telecomandate) dei disinformatori pagati per screditare il mio lavoro (col solo scopo di far credere alla gente che non esistano scie tossiche nel cielo); quando dileggeranno questo articolo daranno una conferma indiretta che il cielo non è più normale alle migliaia di persone che praticano l'urinoterapia.



Tutti conoscono un certo Gandhi, cui è stato dato l’appellativo di Mahatma, e che è stato considerato (a torto o a ragione) il paladino della libertà e dell’indipendenza dell’India. Pochi sono invece quelli che sanno che Gandhi era un fautore e praticante dell’urinoterapia, una tecnica ancestrale, gratuita, nota e praticata anche in Italia (almeno fino a qualche tempo fa) in alcune comunità rurali.

In Italia fra le persone sostenitrici dell’urinoterapia (e più in generale delle medicine naturali) troviamo la presentatrice Eleonora Brigliadori che afferma di essere guarita dal cancro rifiutando le terapie convenzionali ed utilizzando il digiuno e l’urinoterapia. Ovviamente quando ha provato ha testimoniare la sua esperienza in TV qualcuno le ha tolto microfono ... ovviamente certe cose non si devono dire, non si devono sentire.

In India la tecnica di cura e prevenzione gratuita e naturale a base di utilizzo della propria urina (in sanscrito detta “Amaroli”) è praticata da milioni di persone, ma persino nella razionale ed occidentale Germania essa vanta 5 milioni di sostenitori, per cui bollare l’urinoterapia come “mito” “leggenda metropolitana”, o altri epiteti ingiuriosi sembra davvero fuori luogo, anche perché per applicarla (specie in occidente) bisogna vincere una certa repulsione (che sia naturale o culturalmente acquisita). Per un occidentale sforzarsi di provare ad utilizzare la propria urina come medicina non è facile, e se 5 milioni di Tedeschi perseverano nel proseguire un cammino di prevenzione e cura basato sull’Amaroli credo proprio che ne abbiano testato sul proprio corpo la validità. In ogni caso ricordate che quando eravate nel grembo di vostra madre la vostra urina finiva nella placenta e da lì vi ritornava in bocca.

A quanto asseriscono i fautori di tale tecnica, gli usi possono essere diversi: da quello esterno per guarire eczemi, psoriasi, dermatiti varie, cicatrizzare ferite, a quelli interni (berne un poco al giorno) per avviare una pulizia intestinale (seguendo ovviamente anche un’alimentazione a base di cibi sani e naturali) e a lungo andare migliorare il proprio stato di salute fino a guarire anche malattie molto gravi come cancro e “AIDS”. C’è anche chi la usa a livello locale per guarire congiuntivite, otite, chi ne la usa per farne sciacqui e gargarismi.

Tutti questi usi (ed altri ancora) sono descritti nel libro L’ultimo degli amaroli scritto da Manfred Weissenbacher e Christian Tal Schaller e nel precedente libro Amaroli l’acqua di vita (scritto sempre da Christian Tal Schaller)

Ad esempio nella presentazione di tale libro sul sito macrolibrarsi leggiamo

L’urina, infatti, è un antidoto naturale a patologie comeacne, ferite, ustioni, malattie polmonari, sterilità, malattie autoimmuni, influenza, cheratite, insufficienza renale, blenorragia, verruche, diabete e disturbi dell’alimentazione. È inoltre molto utile anche come cosmetico e prodotto antinvecchiamento.

Personalmente, a parte il disgusto che non ho ancora saputo superare, non mi sbilancio troppo nel consigliare questa tecnica non solo perché non l’ho ancora provata, ma perché non ho conosciuto ancora nessuno che l’abbia provata, eppure ho la netta impressione che possa essere realmente una sorta di panacea gratuita.

Qualcuno adesso si chiederà: ma come mai potrebbe funzionare una tale tecnica? Perché mai un prodotto di scarto potrebbe avere effetti curativi? La risposta è duplice, da un parte bisogna ricordare che non è necessario comprendere il perché una cosa accada per accettare l’idea che essa accada: se certe cose avvengono, se vengono osservate, se certe connessioni causali esistono, esse non vengono certo cancellate dalla nostra incapacità di scoprire come venga esplicato tale nesso causale.
Dall’altra potremmo riportare le parole del medico giapponese Ryocki Nakao, che pratica l’urinoterapia da circa 40 anni e dirige il M.L.C. Institute (istituto di urinoterapia):

… ciascuno di noi ha bevuto dell’urina quando era un feto nella pancia della mamma, poiché il liquido amniotico è costituito soprattutto di urina!
L’urina non è propriamente una medicina, ma piuttosto un’informazione che segnala gli squilibri presenti nell’organismo.
Infatti quando l’informazione contenuta nell’urina passa nella bocca e nella gola, attiva dei recettori sensoriali che, a loro volta, stimolano il sistema immunitario per correggere gli squilibri segnalati.
Abbiamo potuto osservare che, anche se l’urina non è inghiottita ma solamente utilizzata come gargarismi, si ottengono gli stessi benefici
.
(dal libro citato L’ultimo degli amaroli, pag. 52 e 53).

Molto interessante quindi l’informazione che si potrebbe evitare di bere la pipì per ottenere gli effetti curativi; del resto se volete provare a berla e non ce la fate il suggerimento che viene dal libro citato è di aggiungervi un po’ di succo di agrumi. Da notare anche che sono due milioni i giapponesi che praticano urinoterapia.
Io posso solo dire che leggendo i due libri citati mi sono convinto che tale terapia possa essere valida, e non escludo di provarla presto o tardi; per adesso continuo solo con i bagni derivativi (della cui validità ho garanzia assoluta dalla testimonianza di persone a me vicine) che per altro sembrano funzionare secondo modalità molto simili a quelle descritte dai libri sull’urinoterapia.

Secondo i fautori dell’urinoterapia il vero toccasana è costituito dal digiuno associato all’urinoterapia, e non per niente Christian Tal Schallerci ha scritto su un libro apposito Amaroli e digiuno; ovviamente il digiuno non è una cosa che si improvvisa, bisogna prepararsi, prima del digiuno mangiando solo frutta verdura crude, poi riabituarsi piano piano a mangiare iniziando solo con succhi di frutta, seguire delle regole precise, possibilmente farsi seguire da un medico.

Per approfondimenti sull’argomento, e dettagli sulla terapia consiglio l’approfondito articolo dell’amico P. Vanoli sul sito http://www.mednat.org/ che spiega bene anche alcuni meccanismi che sono alla base del funzionamento dell’urinoterapia; poi c’è questa guida all’urinoterapia ed un articolo sull’urinoterapia scritto dal dott. Federico Audisio Di Somma, medico omeopata, esperto in medicine naturali (l’articolo si trova a pag. 8 del documento in pdf cui porta il link)

Segnalo anche un breve articolo che presenta e spiega le modalità con cui attuare l’urinoterapia e che riporta (nella colonna a destra) alcune notizie sull’uso dell’urinoterapia presso gli antichi con testimonianze tratte dagli scritti di Galeno, Plinio e Catullo.

venerdì 23 gennaio 2009

Grillo, Travaglio ed altri guru manipolatori

Non ho nessuna fiducia in Grillo, Travaglio, Di Pietro ed altre persone che svelano solo una parte (la più facilmente individuabile) della menzogna. Chi parla male della destra nasconde le magagne della sinistra, chi parla delle della sinistra non parla delle menzogne dell'11 settembre, chi parla dell'11 settembre non parla del signoraggio ... e se c'è qualcuno che parla di 11 settembre e signoraggio o ignora le scie chimiche o ne accenna appena (che è poi un altra maniera per evitare che la gente arrivi troppo in là nella sua scoperta delle verità che il sistema cerca sapientemente di occultare).

Insomma è fin troppo facile parlare male di Berlusconi o di Prodi, molto più difficile mostrare che sono entrambi alleati che collaborano alla realizzazione dei progetti del gruppo Bilderberg per la creazione di un Nuovo Ordine Mondiale; e se c'è qualcuno che svela anche queste manovre "curiosamente" è così distratto da non spiegare che i vertici del potere globale stanno organizzando la distruzione della terra anche attraverso devastazioni innaturali (trombe d'aria, terremoti, alluvioni, uragani) artificialmente create e/o manipolate.

A tal riguardo consiglio la lettura di questi due articoli:

Insospettabili gatekeepers, di Antonella Randazzo

Il ragioniere dei potenti, di Capitan Nemo

e la visione di questo video sui retroscena del "caso Grillo"

Chi ci domina è molto scaltro e furbo, e spesso crea (o domina, infiltra, manipola) sia i partiti di governo che quelli di (finta) opposizione, gestisce le imprese che inquinano e finanzia (o crea, infiltra, manipola) le associazioni "ambientaliste" in maniera tale che esse sappiano stare zitte quando a loro fa più comodo.

Prendiamo ad esempio il WWF ed il suo primo presidente, ex nazista ed ex presidente del gruppo Bilderberg, una personcina davvero generosa, altruista ed affidabile; traggo da questa fonte le seguenti informazioni:

- Bernard di Lippe-Biesterfeld, Principe d'Olanda presidente del Bilderberg fino a quando nel 1976 diede le dimissioni per lo scandalo di una tangente da 1,1 milioni di dollari dalla Lockheed Corporation, per la vendita di aerei caccia all'aviazione olandese. E' stato presidente del WWF dalla fondazione nel 1961 fino al 1971, ex affiliato al NSDAP (il partito nazista, tessera No. 2583009 del 1 maggio 1933) fino al suo matrimonio con la regina d'Olanda. Secondo le rivelazioni della rivista Newsweek del 5 Aprile 1976, le attività di spionaggio di von Lippe a favore delle unità speciali delle SS (o Schutzstaffel) nella industria chimica IG Farben (la stessa che fabbricò lo Zyklon-B) sono documentate dalle testimonianze del Processo di Norimberga. Nel dopoguerra assunse importanti posizioni nell'industria petrolifera, in particolare con la Royal Dutch Petroleum (Shell Oil) e nella Société Générale de Belgique.

A tale uomo tutto d'un pezzo è succeduto alla guida del WWF nientedimeno che un reale d'Inghilterra, il Duca Filippo di Edimburgo, il quale sosteneva con forza il progetto di depopolazione mondiale (leggi: genocidio di massa), ed ebbe a dichiarare idee di questo tenore:"Non puoi tenere un gregge che non riesci a nutrire. In altre parole la conservazione può esigere la cernita e l’eliminazione per mantenere l’equilibrio tra il numero di ciascuna specie in rapporto ad un dato habitat. Mi rendo conto che si tratta di un argomento scottante, ma resta il fatto che l’umanità è parte del mondo vivente". "Nel caso in cui mi reincarnassi, mi piacerebbe tornare sottoforma di un virus mortale, in modo da poter contribuire in qualche modo a risolvere il problema della sovrappopolazione". Non c'è che dire, il WWF è proprio stato fondato e guidato da veri paladini dell'umanità.

Del resto ho personalmente contattato un responsabile locale della Lega Ambiente sul problema delle scie chimiche il quale all'inizio mi ha rispoto "sì, ci interessiamo anche noi al problema dell'inquinamento dovuto al traffico aereo"; quando poi ho spiegato meglio che non mi riferivo al normale inquinamento dovuto traffico aereo si è defilato rifiutando di proseguire nel dialogo. E quando ho insistito ha risposto che "la Lega Ambiente non può mica occuparsi di tutto". Provare per credere.

Questo meccanismo perverso è difficilmente comprensibile dalle persone che si fermano din troppo spesso all'apparenza, come immaginare ad esempio che un "ambientalista" svolga in realtà la funzione di comuffare la realtà e nascondere l'avvelenamento della biosfera? Guardate quante belle parole spese da una persona ben nota per il suo tenace negazionismo a riguardo delle scie chimiche. Come fare poi a spiegare alla gente il vero ruolo di certe persone apparentemente insospettabili?

Quanto a Travaglio ricordo la presenza sul youtube di questi due video

http://it.youtube.com/watch?v=Lcc1gmrXD94

http://it.youtube.com/watch?v=gvW5wDsWCBc

per il resto ci sarebbero fiumi di parole da spendere, dai commenti censurati sul blog di Grillo su certi argomenti troppo scomodi, ai giornalisti rai che appaiono persino rivoluzionari quando si occupano dell'11 settembre e poi si dimenticano di sostenere i propri collaboratori esterni dall'attacco della magistratura ... se qualcuno ha da fornire link e suggerimenti appena posso aggiorno l'articolo

mercoledì 21 gennaio 2009

Il Grande Fratello di Sigonella (in sinergia con aerei spia telecomandati)

Ancora notizie allarmanti sul processo di militarizzazione in atto (della nostra nazione, ma più in generale di tutto il nostro pianeta); da notare in questo caso i continui sforzi nel campo dello "spionaggio a tutto raggio" cui è funzionale l'irrorazione chimica (vedi in particolare il documento chemtrail connection).



Il Grande Fratello di Sigonella

di Antonio Mazzeo

Ignazio La Russa ce l’ha fatta. Lo aveva promesso nel giugno 2008: “faremo di Sigonella una delle più grandi base d’intelligence del mondo”. Adesso è certo: la stazione aeronavale in mano all’US Navy ospiterà il nuovo sistema AGS (Alliance Ground System) dell’Alleanza Atlantica per la sorveglianza della superficie terrestre e la raccolta e l’elaborazione d’informazioni strategiche. Il governo italiano ha sbaragliato un’agguerritissima concorrenza: a volere i sofisticati impianti di spionaggio c’erano Germania, Grecia, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia, Spagna e Turchia.

Gli investimenti in infrastrutture per oltre un miliardo e 560 milioni di euro facevano gola a tutti. Gli Stati Uniti dovevano però ripagare in qualche modo l’incondizionata fedeltà dei governi d’Italia alle scelte più scellerate di questi ultimi anni (guerre in Afghanistan e Iraq, nuova base militare di Aviano, comandi AFRICOM a Napoli e Vicenza, stazione radar satellitare MUOS a Niscemi, interventi in Libano, Darfur, Somalia e adesso Gaza). Roma dovrà comunque sborsare 150 milioni di euro entro la fine del 2010, anno in cui l’AGS diventerà pienamente operativo. Ma gli affari per i soliti noti del settore costruzioni militari è assicurato.

L’Alliance Ground System si divide in tre componenti: una stazione fissa terrestre ove opera il Centro di commando e controllo; una stazione terrestre che può essere facilmente trasportata su velivoli o navi in caso d’emergenza e/o conflitto; le “Software Grounds Stations” costituite da sofisticati sistemi computerizzati che permettono di ricevere, decodificare e trasmettere le informazioni raccolte.

Le stazioni terrestri sono state tutte progettate per supportare le operazioni di dispiegamento in tempi rapidissimi, in qualsiasi scacchiere internazionale, di forze terrestri, velivoli aerei, navi, sottomarini, unità missilistiche. L’AGS è dunque lo “strumento chiave per rendere più incisiva la Forza di Risposta della NATO (NRF)”, divenuta operativa nel giugno 2006.

Il sistema consente inoltre di elaborare in tempo reale un quadro strategico e tattico prontamente disponibile ai Centri di comando e controllo sia della NATO che dei Paesi membri, in tempo di pace e di conflitto. “La capacità alleata di sorveglianza terrestre AGS, è un elemento fondamentale per dare alle forze schierate i mezzi per colpire i loro bersagli con grande precisione, proteggendole contemporaneamente dagli attacchi”, ha spiegato il relatore USA John Shimkus alla Sottocommissione per la cooperazione transatlantica dell’Assemblea Parlamentare della NATO. “L’Alliance Ground System segna un grosso progresso tecnologico per quanto riguarda la cooperazione alleata in materia di difesa. Grazie ad esso, i comandanti disporranno di un’immagine completa, in tempo reale, delle attività sul campo di battaglia man mano che esse si evolvono. Ciò consentirà un’individuazione molto efficace degli obiettivi ed aumenterà la precisione dei tiri in ambienti complessi”.

L’elemento cardine del sistema sarà rappresentato da un modernissimo velivolo senza pilota equipaggiato con sistemi radar e sensori in grado di rilevare, seguire ed identificare con grande accuratezza e da grande distanza il movimento di qualsiasi veicolo sul terreno. Lo scorso anno, l’Alleanza Atlantica ha formalizzato la scelta per l’Euro Hawks UAV, una variante specifica dell’RQ-4B Global Hawk acquisito da US Air Force e US Navy, che offrirebbe “maggiori benefici in termini di supporto logistico, manutenzione ed addestramento”.

Le caratteristiche tecniche del Global Hawk erano già invidiabili: con un peso di 13 tonnellate, questo aereo senza pilota può volare a circa 600 chilometri all’ora a quote di oltre 20.000 metri; ed è in grado di monitorare un'area di 103,600 chilometri quadrati grazie ad un potentissimo radar e all’utilizzo di telecamere a bande infrarosse. Le immagini registrate vengono poi trasmesse via satellite ai comandi terrestri. L’autonomia del Global Hawk è di 36 ore con un solo pieno di carburante. La sua rotta è fissata da mappe predeterminate, un po’ come accade con i missili da crociera Cruise, ma da terra gli operatori possono cambiare le missioni in qualsiasi momento.

Il primo prototipo di Euro Hawk diventerà operativo entro il 2009: due colossi del complesso militare industriale, Northrop Grumman ed EADS lo stanno costruendo dopo aver sottoscritto un contratto di 410 milioni di euro. I velivoli senza pilota della NATO destinati a Sigonella dovrebbero essere 6, a cui si aggiungeranno i 4 RQ-4B che l’US Air Force dislocherà in Sicilia quando saranno completati i lavori di realizzazione degli hangar di manutenzione degli aerei. “L’AGS è uno dei più costosi programmi di acquisizione intrapresi dall'Alleanza”, dicono a Bruxelles. Per l’intero sistema di rilevazione è infatti prevista una spesa che sfiora i 4 miliardi di euro. A beneficiarsene sarà un consorzio costruito ad hoc da imprese statunitensi ed europee: oltre a Northrop ed EADS ci sono pure General Dynamics, Thales e l’italiana Galileo Avionica, società del gruppo Finmeccanica.

Se era ormai nota da tempo la notizia dell’arrivo a Sigonella di squadriglie di velivoli spia senza pilota, ha destato sorpresa l’accenno del Capo di Stato Maggiore della Difesa, Vincenzo Camporini, all’“allestimento a Sigonella del sistema SIGINT” (acronimo di Signals Intelligence, nda). Ha dichiarato Camporini: “Abbiamo scelto questa base dopo un’attenta valutazione e per la sua centralità strategica nel Mediterraneo che le consentirà di concentrare in quella zona le forze d’intelligence italiane, della NATO e internazionali”.

A Sigonella saranno dunque centralizzate le attività di raccolta d’informazioni ed analisi di comunicazioni, segnali e strumentazioni straniere, trasformando la Sicilia in un’immensa centrale di spionaggio mondiale. Un “Grande Fratello” USA e NATO, insomma, ma non solo. I sistemi di Signals Intelligence hanno infatti una funzione determinante per scatenare il “first strike”, convenzionale o nucleare che sia. Sono lo strumento chiave di ogni “guerra preventiva”. Una delle articolazioni SIGINT è la cosiddetta ELINT – Electronic Intelligence, che si occupa in particolare d’individuare la posizione di radar, navi, strutture di comando e controllo, sistemi antiaerei e missilistici, con lo scopo di pianificarne la distruzione in caso di conflitto.

Per il funzionamento di aerei senza pilota, AGS e centrali di spionaggio, il ministro della difesa ha preannunciato l’arrivo in Sicilia di “800 uomini della NATO, con le rispettive famiglie”. I solerti sindaci dei comuni di Motta Sant’Anastasia (Catania) e Lentini (Siracusa) sono stati premiati. Ben quattro varianti ai piani regolatori approvate negli ultimi anni, consentiranno bibliche colate di cemento su terreni agricoli e aranceti: su di essi prolifereranno residence e villaggi per i militari nordamericani.

I sette pianeti della Qabbalah




Il presente articolo è basato su un piccolo riassunto delle citazioni dei libri esoterici della Qabbalah, a loro volta citati nel libro di Alfredo Lissoni “Ufo progetto genesi” (M.I.R. edizioni). Il tutto è condito con alcune osservazioni del sottoscritto.

Ovviamente queste non sono prove dell’esistenza di altri mondi abitanti, ma indizi alquanto notevoli, dal momento che 800 anni fa nessuno avrebbe dovuto essere a conoscenza dell’esistenza, per esempio, di stelle binarie, ragione per la quale le seguenti descrizioni rammentono per certi versi le leggende dei Dogon, pregne di concetti astronomici la cui presenza presso culture primitive è alquanto sconcertante.



Nei libri esoterici della Qabbalah (che hanno per inciso 8 secoli) vengono descritti 7 mondi in una maniera alquanto curiosa. Diamo un’occhiata a questi “mondi”, che potremmo forse definire con termine moderno “pianeti”

Il primo è il mondo di Geh dove abitano dei “piantatori di alberi” che però sono all’oscuro della coltivazione del grano e dei cereali. Il pianeta di Geh viene descritto come un ombroso popolato da molti grandi animali.

Il secondo è il mondo di Nesiah, i cui abitanti sono piccolini, un po’ tontoloni, ed hanno solo due buchi al posto del naso. Sul pianeta di Nesiah splende un sole rosso.
Da notare che la descrizione di questi esseri rassomiglia alquanto a quella dei famosi alieni grigi di cui tanto si parla nell’ufologia, e che il “sole rosso” sembra corrispondere ad una precisa connotazione astronomica: il fatto che le luci delle diverse stelle (ossia dei diversi soli che brillano nel cosmo) non siano tutte dello stesso colore è stato scoperto in tempi alquanto recenti.

Il terzo è il mondo di Tziah, dei cui abitanti si dice che “non sono costretti a mangiare ciò che altri esseri mangiano”, che sono di bell’aspetto, e sanno costruire dei begli edifici. Del pianeta Tziah si dice che abbia un terreno asciutto, che i suoi abitanti vadano sempre in cerca di nuove vene d’acqua, e che su di esso splendono due Soli.
È il caso di ribadire il concetto già espresso in precedenza che nel 1200 nessun uomo di scienza immaginava la presenza di stelle binarie, di pianeti su cui splendevano due soli?

Il quarto è mondo di Thebel, i cui abitanti prendono il nutrimento dall’acqua; tali abitanti vengono descritti come esseri superiori che hanno persino la capacità di fare rivivere i propri morti. Il pianeta Thebel è molto lontano dal Sole.

Il quinto è il mondo di Erez, i cui abitanti sono discendenti di Adamo.

Il sesto è il mondo di Adamah, i cui abitanti sono ancora una volta discendenti di Adamo (“perché Adamo si lamentava della desolazione di Erez”). Tali abitanti sembrano in effetti molto simili a noi in quanto “coltivano la terra e mangiano piante, animali e pane. Essi sono per lo più tristi e si combattono spesso (…)”. Si racconta che gli abitanti del mondo di Thebel giunsero in visita nel pianeta di Adamah.

Il settimo è il mondo di Arqa, i cui abitanti praticano l’agricoltura e che hanno volti differenti da quelli degli esseri umani. Di essi si racconta che facciano viaggi interplanetari (“visitano tutti i mondi e parlano tutte le lingue").
Riporto quanto scrive a proposito degli abitanti di Arqa Alfredo Lissoni nel libro “Ufo progetto genesi” (M.I.R. edizioni) a pag 24:

Di questi ultimi si parla anche nel "Sepher ha-zohar", il "Libro dello Splendore" del rabbino Shim'on barJochai (130-170 d.C.) dove viene addirittura riferito del dialogo tra il rabbino Yosseph ed un sopravvissuto dal misterioso mondo di Arqa ("Hurqalya" presso i musulmani, che con tale termine indicavano un universo paradimensionale affine al nostro quello degli Arconti).


Per approfondimenti vedi questo articolo di Alfredo Lissoni: E i dischi volanti scesero su Israele

Per approfondimenti sui Dogon vedi anche questi 5 link

ed il video qui sotto

video
... e se qualcuno trova degli articoli migliori che mi mandi i link così aggiorno l'articolo

NB:
l'immagine ad inizio articolo, come molti avranno capito, è relativa all'antica mesopotamia

lunedì 19 gennaio 2009

Verità scientifiche? - parte2: le storture dell’apparato scientifico

Questo articolo è una continuazione del discorso iniziato nell'articolo Verità scientifiche? Un'analisi filosifca - parte 1



Molte istituzioni si auto-definiscono scientifiche, come la psichiatria, la psicanalisi ed il tristemente famoso “socialismo scientifico” che cianciava di “interpretazione scientifica della storia e dei rapporti sociali” ed altre idiozie di simile fatta. È da notare che l’epistemologo Popper definiva non scientifiche le teorie socialiste e quelle psicanalitiche perché assolutamente al di fuori dei meccanismi di possibile conferma o smentita (o meglio “falsificazione” se vogliamo essere più precisi da un punto di vista terminologico). Eppure ci sono stati, in una certa epoca storica, milioni di persone abbindolate da questa come da altre pseudo-scienze fasulle.

Se poi all’interno di una istituzione considerata (a torto o a ragione) scientifica si ignora o si stravolge il metodo scientifico ci sono anche delle cause insite nella struttura stessa della società scientifica, quale essa si è andata delineando in questi ultimi secoli, oltre alle cause legate a questioni di potere politico o di convenienza economica.

La prima di queste cause è che il contesto sociale influisce sul modo in cui le idee hanno origine, e quindi le ipotesi scientifiche sono figlie del mondo in cui vengono alla luce, di una società che ha una sua determinata morale, una sua religione; persino gli indirizzi e le correnti artistiche e letterarie esercitano un’influenza sul mondo scientifico (risentendone a loro volta). Tutta la conoscenza entra in un gioco di relazioni complesse col contesto storico-sociale-culturale-artistico in cui viene elaborata: la conoscenza è determinata da tale contesto e a sua volta contribuisce al suo modificarsi. È fin troppo evidente che in funzione del periodo storico e dell’ambiente sociale in cui si trova ad operare lo scienziato, ci sono ipotesi e teorie più o meno facilmente accettabili dalla società da una parte e dalla comunità scientifica dall’altra. È quindi purtroppo umanamente lcomprensibile che vengano privilegiate ipotesi più conformi a ideologie dominanti o interpretazioni che più rispecchiano il comune sentire di un certo periodo o ambiente culturale.

Per fare un esempio illuminante Freud iniziò il suo lavoro considerando vere le storie di abusi, violenze e molestie sessuali raccontate dalle sua pazienti, poi vedendo quanto fosse scomodo per la società borghese del suo tempo affrontare questa triste realtà, formulò un’ipotesi (squallidamente maschilista e meschina) secondo la quale i racconti di quelle donne erano tutte “fantasie malate”. La psichiatria in fondo continua a fare quello che faceva Freud; risulta infatti dalle loro statistiche che le donne sono depresse in misura doppia degli uomini, eppure gli psichiatri non affermano mai che sia necessario un cambiamento di mentalità e di cultura per eliminare il maschilismo imperante, ma dicono che le donne “depresse” sono da curare perché sono più soggette ad una malattia (la depressione) di quanto non lo sia l’uomo.

Il disagio sociale e umano mascherato da malattia, un’ipocrisia meschina per mascherare la vera violenza, per impedire la presa di coscienza, per impedire il cambiamento: ecco cos’è la vera ragione d’essere di certa pseudo-scienza da Freud fino ai giorni nostri. A qualsiasi sistema di potere (qualunque sia il sistema di governo e qualunque fazione politica sia al potere) sarà sempre più comodo etichettare come “malati di mente” le “pecore nere” che non si trovano bene in quel sistema, che in quel sistema soffrono, che non si adeguano, che non stanno nei ranghi, piuttosto che prendere atto del fatto che quelle “pecore nere” sono la manifestazione dell’alienazione e della violenza che viene causata dal sistema stesso con le sue strutture economiche, sociali, religiose, familiari. È il sistema sociale stesso che produce violenza, sofferenza e alienazione; come diceva Erich Fromm (stavolta cito uno psicanalista, come vedete non sono poi così intollerante come potrebbe sembrare) se proprio si deve parlare di malattia è la società ad essere malata e non il singolo uomo che soffre.

La seconda cosa che può portare allo stravolgimento del metodo scientifico (inteso qui nel suo senso più alto e ideale) è la struttura della comunità scientifica, che per tanti versi è una comunità chiusa con le sue leggi e consuetudini sociali che riflettono da una parte i pregiudizi del tempo e dall’altra le tipiche regole di inclusione/esclusione di qualsiasi casta di potere. Chi conosce la storia della scienza sa quale sia stato soprattutto in certi periodi il ruolo delle donne all’interno della comunità scientifica, si passa dalle matematiche che si fanno passare per uomo (nella corrispondenza epistolare) per potere essere accettate, alle biologhe che in quanto donne vengono tenute in disparte nonostante il loro brillante ingegno e le loro scoperte fondamentali nel campo della genetica (Barbara McCormack).

Qualcuno potrebbe facilmente ravvisare nella comunità scientifica un atteggiamento fin troppo simile a quello della casta sacerdotale del culto cattolico o musulmano: nessuno spazio ai ministri del culto al femminile. Nel suo libro I pantaloni di Pitagora (ed. Instar, 1986) la geniale Margaret Wertheim (laureatasi a 24 anni in matematica pura e fisica applicata) scrive “La fisica è la chiesa cattolica della scienza e, in quanto tale sarà l’ultima ad accogliere le donne in seno alla propria ortodossia”. E se è vero che nell’ambiente scientifico la donna ha ora più dignità e libertà che non nell’ambiente religioso il processo che porta alla formazione di uno scienziato è sempre un processo che dipende anche da fattori non oggettivi, fattori non in relazione con la preparazione e le capacità dell’uomo o della donna di scienza.

Tale processo è molto selettivo, un processo tale che a certe idee vengono riconosciuti uno status speciale e una speciale approvazione, mentre altre sono ignorate o trattate con disprezzo. Se Newton non era ben accetto alla comunità scientifica del tempo perché le sue idee erano troppo in contrasto con quelle allora in voga, altre persone invece compiono facilmente la scalata verso il successo in campo scientifico adeguandosi alla linea di quella che, in un determinato contesto storico e culturale, risulta essere l’ “ortodossia scientifica”. L’esempio più noto e più squallido è quello dei “biologi” tedeschi insigniti di onorificenze per avere “dimostrato” la inferiorità delle razze non ariane, altri esempi sono quelli dei mille medici che adeguandosi alla logica violenta e criminale dell’istituzione psichiatrica sono arrivati a coprire incarichi dirigenziali lasciando dietro di loro un immane carico di violenze (bambini trattati con elettroshock, persone bombardate di sedativi, private della loro libertà, private chirurgicamente di parte del cervello, ridotte come dei vegetali), le mille false teorie (puntualmente smentite) sulla causa genetica o virale di certe malattie. Un esempio che vale per tutti è quello dell’assegnazione del premio Nobel per la Medicina nel 1948 all’esecrando dottor Monitz, inventore di un procedimento di mutilazione e di tortura: la lobotomia.

Le scoperte di Newton sono arrivate fino a noi anche grazie alla sua testardaggine e grazie anche al fatto che tutto sommato era abbastanza facile provare molte delle sue ipotesi e verificare l’esattezza di quanto egli affermava. Quanti Newton nascosti ci saranno ai nostri giorni? Quanti scienziati che affermano verità scomode per la scienza ufficiale sono tenuti ai margini dei processi di finanziamento da una parte e di diffusione dell’informazione dall’altra? Se poi pensate che la scienza è sempre più specialistica e che la verifica di certe ipotesi non è sempre così facile, vi renderete conto facilmente di come è possibile, forse anche altamente probabile che la struttura del sistema di potere istituzionalizzato dell’apparato scientifico finisca per osteggiare lo sviluppo stesso della scienza.

Quindi succede spesso che chi vuole farsi avanti come ricercatore e scienziato deve sottoporsi ad un processo di omologazione, imparando gradualmente come comportarsi all’interno della comunità scientifica, approvando le linee guida della ricerca (già imposte da qualcun altro prima di lui), entrando nella scia delle teorie ufficialmente accettate. Essi apprendono quali tipi di pratiche siano accettabili e quali no, imparano come eseguire con successo ricerche sperimentali o teoriche, imparano ad incanalare nelle direzioni “giuste” (cioè approvate preventivamente da altri) i loro sforzi e le loro ricerche.

Insomma la struttura sociale della comunità scientifica per tanti aspetti somiglia a quella di qualsiasi altra struttura di potere, di qualsiasi casta, ed è la natura insita nella sua struttura a portare il germe della degenerazione, del dogmatismo, a causare il pericolo di una involuzione del cosiddetto sapere scientifico.

Il fatto che gli “scienziati” possano essere così manovrabili da una parte e manovratori dall’altra, dipende al giorno d’oggi per buona parte dal problema dei finanziamenti. Nel mondo attuale la ricerca scientifica e tecnologica è sempre più specialistica ed ha bisogno di ingenti finanziamenti per andare avanti. Dato che quasi nessuno scienziato può fare ricerca autonomamente ma ha bisogno di stanziamenti elargiti dal governo a da qualche altro ente, è facilissimo (avendo in mano il cordone della borsa) condizionare gli indirizzi della ricerca. Per altro non è per niente rara la cattiva abitudine di falsificare del tutti i dati e i risultati della ricerca stessa.

D’altronde la falsificazione dei dati, o in certi casi la loro completa invenzione, non sono una pratica nuova: come mostra Federico Di Trocchio, professore di storia della scienza all’università di Lecce nel suo libro Le bugie della scienza (Mondadori, 1994) ci sono non solo premi nobel moderni (come i fisici Segrè e Millikan), ma persino illustri personaggi del passato (Copernico, Galileo e Newton) che hanno falsificato le loro ricerche, che hanno rubato le idee ai loro colleghi, che hanno inventato dati ed esperimenti o che hanno copiato i dati da altri scienziati senza citare la fonte. Galileo per esempio non ha mai fatto il tanto decantato esperimento del lancio di due oggetti di peso differente dalla torre di Pisa: se l’avesse fatto avrebbe scoperto che i due gravi non impiegavano lo stesso tempo a cadere a terra, in quanto (a parità di forma) gli oggetti più pesanti risentono meno dell’attrito dell’aria e cadono con velocità maggiore. Di Tolomeo (vissuto ad Alessandria d’ Egitto) si è scoperto che per i suoi lavori astronomici ha copiato i suoi dati da Ipparco (vissuto a Rodi 3 secoli prima): fra le stelle da lui catalogate non ce ne è nemmeno una di quelle che da Rodi non si vedono e da Alessandria sì (Grasshoff G. The history of Ptolemy’s star catalogue Springer, New york, 1970). Newton ha spesso modificato i dati che servivano ai suoi calcoli per riuscire a far quadrare i conti (vedi il già citato libro del professor Di Trocchio), Freud ha letteralmente inventato gran parte delle notizie riportate sui suoi casi clinici (vedi l’articolo di F. Cioffi: Was Freud a liar? Journal of orthomolecolar Psychiatry n. 5, 1976, pag 275-280, nonché il già citato libro del prof. Di Trocchio).

Questo “mito della psicanalisi” questo mostro sacro da tanti rispettato ed onorato ha fondato le sue teorie e le sue prassi psicanalitiche sui casi clinici da lui descritti, e ha fondato tali casi clinici sulla sua fervida immaginazione, uno dei peggiori casi di falsificazione scientifica. La persona descritta ne L’uomo dei lupi quando fu intervistata anni dopo la pubblicazione dello scritto di Freud smentì tutte le notizie diffuse dal “padre della psicanalisi”: non solo la descrizione della sua storia era stata adulterata, ma ancora peggio il povero uomo non era mai guarito dalle sue paure e dalle sue ossessioni. Il successo terapeutico di cui si vanta Freud nei suoi libri a quanto pare se l’è inventato da solo; di converso dopo essere stata in analisi dal padre, la povera Anna Freud ha dovuto far fronte a gravi problemi psicologici.

Gli stessi vertici degli istituti di ricerca scientifica in genere sono occupati da persone che arrivano a certe posizioni di potere proprio grazie ad una certa collaborazione e ad un certo servilismo nei confronti dei poteri forti, si tratta di persone che hanno accettato i giochi del potere, che hanno accettato gli indirizzi di ricerca dell’ortodossia scientifica, che hanno sposato le ideologie dominanti; tranne casi rari, solo chi si fa accettare allineandosi ed omologandosi a questo modo di fare riesce nella sua scalata al vertice del potere scientifico.

Per non parlare delle vicendevoli coperture che tutti i poteri da sempre si sono garantiti a vicenda, specialmente quando si tratta di persone della propria casta: difficilmente vedrete un docente attaccare un docente, un medico accusare un medico, uno scienziato denunciare un altro scienziato.

Per chiudere ribadisco come la corsa ai finanziamenti possa contribuire notevolmente a generare frodi scientifiche. A tale proposito riporto un brano di un’intervista del professor Federico Di Trocchio (docente di storia della scienza) realizzata da Letizia Gabaglio e pubblicata sul sito internet http://www.galileonet.it/: “[in America] i soldi destinati alla ricerca sono, al netto dell’inflazione, sempre gli stessi, mentre il numero di progetti presentati è cresciuto vertiginosamente. È ovvio quindi che i ricercatori siano sempre più in competizione fra loro e che per ottenere i finanziamenti siano disposti a falsificare dei dati per renderli più sensazionali. In poche parole non si compete più per la gloria ma per i soldi. In Europa (…) la tendenza è quella di adottare il sistema americano, proprio adesso che sta fallendo.”

Le soluzioni che propone Di Trocchio sono: “Più creatività e meno soldi. La storia della scienza ci insegna che la ricerca ha prodotto di più quando gli scienziati erano di meno e conducevano una vita umile. Di quanti scienziati ha bisogno una società? Secondo me ne bastano pochi. Fermi e i suoi colleghi pagavano le apparecchiature di tasca propria, e in tempi più recenti Rubbia ha battuto sul tempo gli americani mettendo in pratica una semplice idea sperimentale”.
Queste parole sono da tenere in mente quando si pensa a strutture mediche con migliaia di “specialisti” che devono “con ogni mezzo necessario” procacciarsi finanziamenti per continuare ad esistere come tali.

Qualcuno però potrà chiedersi come sia possibile che non si scoprano subito simili truffe e come sia così facile metterle in piedi e continuare a ricevere finanziamenti. In teoria una ricerca per essere considerata valida deve essere verificabile e ripetibile da altre strutture, da altre equipe di scienziati. Se tale ricerca di cui si dà comunicazione su un bollettino scientifico viene confermata da articoli su altre riviste specializzate la si può considerare come “vera” o quanto meno “attendibile”. Però non sempre tutto è così nitido come dovrebbe essere e quella che segue è una semplice spiegazione di come si potrebbe fabbricare una truffa scientifica.

Siccome ogni laboratorio è alla ricerca di finanziamenti, e siccome ogni scienziato desidera farsi un nome, con un po’ di furbizia si può sempre inventare qualcosa sfruttando le tendenze del momento, ossia adeguandosi ai modelli di interpretazione dei fenomeni scientifici più in voga al momento: per esempio in questi anni funziona bene qualsiasi “ricerca” in cui si dimostra che il gene “alfa” causa la malattia o il comportamento “beta”, vedi le ridicole “ricerche” che “dimostrano” le cause genetiche dell’omosessualità, della schizofrenia, della propensione al gioco d’azzardo … tutte puntualmente smentite, come dimostra il genetista ortodosso Bertrand Jordan nel libro Gli impostori della genetica (Einaudi, 2002).

Per riuscire meglio nella truffa ci si può trovare l’appoggio di un qualche scienziato “di chiara fama” (che magari a sua volta è divenuto tale grazie a chissà quali manovre e quali appoggi politici) che mette la firma accanto alla propria, trovare o fingere l’appoggio di un istituto di ricerca prestigioso (potrebbe bastare anche l’utilizzo abusivo dei fogli di carta ad esso intestata per spedire l’articolo alle riviste scientifiche). E poi non vi preoccupate, la ricerca scientifica è così frammentata e specializzata che pochi possono essere in grado di smentire un simile “lavoro”, specie se la falsa ricerca “scopre” quello che per ora tutta la scienza ortodossa si aspetta di scoprire.

Può succedere addirittura che il primo articolo pubblicato su una rivista grazie ai potenti appoggi che ci si è procurati sia ripreso e citato da altri autori su altre riviste; a questo punto l’artefice della truffa potrà citare a conferma della sua ricerca altri nomi prestigiosi che ne convalidano la validità. Poi c’è sempre la possibilità di citare “comunicazioni personali” (lettere private o telefonate) con un altro scienziato, possibilmente lontano, di lingua non inglese o addirittura da poco defunto.

In fondo è possibile anche inventarsi di sana pianta i risultati e le tabelle coi dati; per quanto detto prima più l’esperimento è lungo, complesso, più richiede strumentazione specifica e costosa e meno sarà facile per chiunque altro verificarne l’esattezza. Esperienze recenti dimostrano che se anche un impiegato in laboratorio se ne va e denuncia la frode, è improbabile che venga creduto. Se poi qualcuno ha la voglia e la pazienza di fare uno studio analogo arrivando a risultati totalmente differenti lo si può sempre accusare di non avere seguito la stessa procedura o di aver fatto qualche altro errore.

È fidandosi di questo ben noto margine di manovra che W. S. Aronow (cardiologo e consulente della FDA) inventò tutti i dati dei suoi test su 4 farmaci che dalle sue “prove” risultavano efficacissimi sulla cura e la prevenzione di varie affezioni cardiache. Quando si indagò su di lui Aronow tanto fece e tanto brogliò che riuscì a far sì che le sue frodi fossero comunicate solo alle aziende farmaceutiche per le quali aveva lavorato in passato. Uno squallido personaggio di questo tipo quindi può ancora “lavorare” per “testare” farmaci.

Poi ci sono casi di ricerche totalmente e intenzionalmente scorrette che formalmente (o meglio statisticamente) possono sembrare perfette. Mi riferisco ad esempio al caso dell’agente antibatterico TCC della Monsanto che fu testato su topolini allevati in condizioni così inadeguate e malsane che non si riusciva a discriminare se la causa della morte fosse “naturale” o tumorale (di questi ed altri casi di statistiche truccate potete leggere in maniera più approfondita sul libro già citato del professor Di Trocchio). In realtà nessun esperimento compiuto su cavie animali possa avere validità scientifica, perché un composto innocuo per l’uomo può non esserlo per l’animale (e viceversa), perché gli animali in cattività sono comunque sottoposti a stress psichici, perché cambiando le condizioni di stabulazione (come gli animali vengono custoditi e nutriti) e la specie animale su cui effettuare l’esperimento si possono ottenere risultati completamente differenti e quindi all’occorrenza dimostrare quello che si vuole.

I dati ufficiali sulla “cura del cancro” sono basati sullo stesso tipo di uso distorto della statistica. In effetti la statistica è una delle armi più usate per mentire, camuffare, imbrogliare in qualsiasi campo: politico, sociale, economico, scientifico. Ad e esempio per “dimostrare” che i negri hanno un quoziente intellettivo inferiore dei ricercatori (ovviamente bianchi) statunitensi hanno paragonato tramite dei test i bambini neri delle squallide periferie urbane (malaticci, sottonutriti, spesso lasciati a loro stessi e poco seguiti dai genitori) coi bambini bianchi che vivono nei ricchi centri urbani. Per “dimostrare” che il vaccino contro la poliomielite serve a prevenire la malattia le autorità sanitarie da un anno all’altro (subito dopo la campagna di vaccinazione di massa) non hanno più registrato i casi leggeri e quasi asintomatici di malattia, ma solo quelli più gravi: va da sé che cambiando il metodo di conteggio al momento opportuno, i casi di polio appaiono diminuire drasticamente dopo le vaccinazioni.

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