domenica 28 dicembre 2008

Disintossicarsi dal mercurio e dalla candida, sconfiggere l’autismo

Ho già descritto, in un articolo precedente, come disintossicarsi dal mercurio può portare ad arrestare il progresso di una malattia ufficialmente “inesorabile e progressiva” come la sclerosi multipla.

Adesso, grazie alla segnalazione del responsabile del blog vaccinazinieautismo (che mi ha aiutato moltissimo nella stesura del presente articolo) ho scoperto una storia simile: bambini sofferenti di autismo (malattia ufficialmente inguaribile) che vengono disintossicati dal mercurio e da altri metalli pesanti, aiutati a riparare i danni correlati a questa intossicazione (candidosi e disbiosi, danni al sistema gastrointestinale ed immunitario, etc.), sottoposti a particolari terapie di sostegno psicologico-comportamentale, e finalmente recuperati ad una vita più o meno normale, a volte con risultati ottimi di piena guarigione.

Stiamo parlando del protocollo D.A.N.! (Defeat Autism Now! - ovvero Sconfiggi l’Autismo Ora!), che nasce nel 1991 sulla base degli sforzi dell’Istituto per la ricerca sull’autismo (A.R.I., Autism Research Institute) fondato nel 1967 dallo psicologo
Bernard Rimland (recentemente scomparso). Undici anni prima il dottor Rimland aveva avuto dalla moglie un bimbo autistico, Mark, ma Bernard piuttosto che darsi per vinto si era messo ad indagare a fondo sulla questione, scoprendo che l’organismo di quel bambino era stato danneggiato da un’intossicazione da mercurio. La storia della nascita del protocollo D.A.N.! potete leggerla a questo link. Da questa vicenda estraggo alcune righe molto significative, scritte da B. Rimland:

L'autismo era estremamente raro a quel tempo, forse vi erano uno o due casi ogni 10.000 nascite. Lentamente, la sua incidenza si stava alzando. Nel sommario della mia ricerca sull' aumento dei casi di autismo, pubblicato in un articolo che scrissi per la rivista ARI International nel 1989, riportai che un numero di studi mostravano che l'autismo ricorreva in media in 4.5 bambini ogni 10.000 nascite. Più di recente, nel 2002, l'Accademia Americana dei Pediatri ed il Centro di Controllo e Prevenzione delle Malattie hanno riportato che l'incidenza è ora di 60 bimbi autistici ogni 10.000 nascite con un incremento del 1500% in una decennio! […] Oh si! Vi starete chiedendo di mio figlio Mark, che quando aveva 5 anni ci dissero di mettere in istituto e di dimenticarlo, che a 7 anni portava ancora il panno e non pose mai una domanda e non diede mai una risposta fino a 8 anni.

Mark, oggi ha 49 anni, vive in casa con i genitori, frequenta un programma giornaliero per adulti con disabilità mentale, prende da solo l'autobus per andarci, visita quotidianamente gallerie d'arte e coffee shop nelle vicinanze del nostro rione ed è diventato un artista di grande talento, scoperto a 22 anni.

Mark è stato intervistato a proposito della sua arte dalla NBC, CBS, CNN e PBS. I suoi lavori sono stati esposti in numerose mostre personali e sono in collezioni permanenti di diverse gallerie. Ha illustrato il libro di storie per bambini scritto da sua sorella Helene Landalf, ‘The secret night of cats’.

Siamo orgogliosi di lui. Niente male dopotutto!
”.

Come scrive il Dr. Stephen M. Edelson, che ha assunto l'incarico di nuovo Direttore dell' ARI:

Il Dr. Rimland passerà alla storia come la persona che ha messo fine all'età nera dell'autismo ed ha condotto la battaglia per dare speranza ed aiuto ai bambini autistici. Quando cominciò il suo lavoro nel campo dell'autismo, negli anni '60, gli psichiatri incolpavano i genitori della malattia dei loro bambini, mettevano quei bimbi in istituti e li "curavano" drogandoli per tenerli calmi. Oggi, i bambini autistici ricevono interventi educativi efficaci e trattamenti biomedici che li portano ad ottenere miglioramenti enormi e, in alcuni casi, anche la guarigione. Il Dr. Rimland ha indicato ogni passo di questa rivoluzione e, ad ogni passo, ha dovuto combattere gomito a gomito contro un establishment determinato a conservare lo status quo”.

Le denunce e le prese di posizione di Rimland non furono particolarmente gradite alle lobbies farmaceutiche, all’establishment della medicina convenzionale, alla Food and Drug Administration, ma la cosa fu reciproca. Come scrisse Rimland poco prima di morire in
questo editoriale (in cui trovate per esteso le considerazioni di Rimland su come si sia frettolosamente approvato per i soggetti autistici l’uso di un pericoloso psicofarmaco, il risperdal):

“L'F.D.A. protegge gli interessi delle aziende farmaceutiche in due modi: il primo è approvare medicinali con poco o nessun riguardo alla loro pericolosità o al rapporto tra rischi e benefici, basando la sua decisione su disonesti studi sovvenzionati dalle stesse compagnie che esaltano i benefici e nascondono i pericoli. Il secondo è tenere a bada la concorrenza fatta alle ditte farmaceutiche, trattando le terapie nutrizionali e i consumatori che le usano come "nemici". Grazie al Dr. Graham e ad un crescente numero di critici della F.D.A., il Congresso ha finalmente cominciato ad avere notizia della corruzione dell'F.D.A. Dato il flusso di denaro delle ditte farmaceutiche sia verso l'F.D.A. che verso i politici, è comunque ingenuo aspettarsi dei cambiamenti reali. La cosa migliore che possiamo aspettarci è che i cittadini, armati delle informazioni avute su Internet e con un aumentato scetticismo sull'F.D.A. e sui suoi amici delle farmaceutiche, scelgano sempre di più trattamenti che aiutino i loro bambini e non i manager dell'industria del farmaco.” Insomma sempre la solita storia, come nel
caso dell’aspartame o degli altri veleni.

La reazione del mondo accademico, della medicina ufficiale e delle strutture federali alle scoperte di Rimland erano più che prevedibili, dal momento che nessuno avrebbe potuto tollerare che venissero pubblicamente mostrati i pericoli derivanti dalla somministrazione dei vaccini, visto il business da capogiro ad essi correlato (i vaccini sono somministrati con l’
inganno o con la forza a quasi tutta la popolazione mondiale), ma anche per un altro motivo ancora più nascosto e più subdolo di cui ho già parlato altrove.

Le storie di bambini che riescono ad uscire fuori dall’autismo (alcuni con un recupero parziale, altri con un recupero totale) sono adesso decine di migliaia, soprattutto negli Stati Uniti (a
questo link potete vedere un famoso attore il cui figlio ha beneficiato di tale protocollo), e da poco D.A.N.! è stato fatto conoscere in Italia, soprattutto grazie al lavoro di traduzione, informazione e diffusione del portale EmergenzAutismo, un sito di supporto, informazione e ricerca sull'autismo.

Oggi la richiesta di trattamenti biomedici per l'autismo da parte dei genitori, grazie al lavoro continuo di EmergenzAutismo.org, sta crescendo. Oltre mille bambini in Italia stanno meglio grazie a tale impegno. Oltre seimila persone ogni mese leggono la newsletter di EmergenzAutismo e la voce si sparge a velocità enorme, mentre il portale fa traduzioni continue di materiale che proviene dagli U.S.A.

Su iniziativa dei genitori che seguono il portale, sono nati comitati, associazioni che hanno portato incredibilmente ad avere A.B.A. (vedi nota in fondo) gratis in Veneto, per ora, scardinando il concetto del metodo TEAACH, che rendeva i bimbi schiavi per sempre delle cliniche e incapaci di migliorare (l’autismo per definizione è incurabile... ovviamente, se vai da uno psicologo e non da un medico!).

Da poco è arrivata la conferma che A.R.I., l’associazione fondata da Rimland, ha inserito EmergenzAutismo nel novero internazionale, e che il Centro Rimland indica E.A. come “i nostri angeli italiani” (è da notare che il progetto di EmergenzAutismo punta a rendere gratuiti questi trattamenti per ora molto costosi e del tutto a carico delle famiglie).

Come scritto nella presentazione del sito “Il portale EmergenzAutismo è stato fondato con l’obiettivo di ricercare e condividere ogni utile informazione della medicina, dei programmi educativi, scolastici e riabilitativi che costruiscono ogni giorno il difficile cammino verso l’autonomia nella vita dei bambini e delle persone affette da autismo e disturbi pervasivi dello sviluppo”.

Sul sito è presente anche un’area di approfondimento per i medici, con una sezione a loro dedicata, ed un forum dedicato alla scuola ed è stato creato un FORUM di discussione e confronto tra tutti gli interessati.

Termino questo articolo citando ancora le parole del sito:

Recenti acquisizioni, basate sugli studi condotti dall'Istituto per la Ricerca sull'Autismo (ARI-DAN!) hanno infatti individuato terapie efficaci, dimostrando chiaramente che, con un intervento medico multidisciplinare personalizzato e l’adozione intensiva dell’analisi comportamentale applicata (A.B.A.), i bambini possono compiere enormi progressi esprimendo tutto il loro pieno potenziale. Attualmente però, i bimbi con autismo in Italia non possono purtroppo godere di questi adeguati trattamenti a carico del Sistema Sanitario Nazionale perché l’autismo è ancora visto dalla scienza medica ufficiale come un disturbo di esclusiva pertinenza neuropsichiatrica e come tale curato con terapia riabilitativa (psicomotricità, logopedia) e farmacologica sintomatica (psicofarmaci e antiepilettici) senza invece cercare di individuare e correggere le loro disfunzioni metaboliche, immunitarie, endocrinologiche, tossicologiche e gastrointestinali. Rivendichiamo prevenzione, diagnosi precoce, trattamenti medici (con il coinvolgimento di pediatri, nutrizionisti, gastroenterologi, immunologi, neurologi), l’applicazione dell’Analisi Comportamentale Applicata (ABA) e sostegno scolastico adeguatamente formato professionalmente e vogliamo offrire supporto e informazioni utili perché non debba più succedere che in Italia un bambino con autismo non venga curato per la possibile compresenza di malattie d’organo extracerebrali, lasciando che queste possano progredire e cronicizzarsi peggiorando irreversibilmente i sintomi neuropsichiatrici.

Facciamo del nostro meglio, ma è sempre troppo poco davanti all’enormità dei problemi che le famiglie devono affrontare. Abbiamo perciò bisogno della tua collaborazione: unisciti a noi
iscrivendoti al nostro forum e contribuisci alla diffusione delle informazioni per tutti gli interessati a questa grave patologia.”

NOTA: l'Analisi Comportamentale Applicata (nota come A.B.A. dall’acronimo inglese di Applied Behavior Analisys), è un metodo di reindirizzamento del comportamento al fine di portare il bambino verso la normalità. Essa è descritta nel libro A work in progress - Behaviour Management Strategies and a Curriculum for Intensive Behavioural Treatment of Autism, di R. Leaf e J. McEachin (DRL Books, New York, 1999), il cui titolo tradotto in Italiano significa Un lavoro in via di sviluppo - Strategie di gestione del comportamento ed un percorso per il trattamento comportamentale intensivo dell’autismo.


Link di approfondimento:

·
Autismo mercurio e vaccini come cause (nascoste) dell’autismo;

·
autismo funghi e vaccini (seconda parte dell’articolo precedente);

·
testimonianza della madre di un ex bambino autistico (ora diventato un ragazzo pressoché normale che prende ottimi voti a scuola);

·
testimonianza personale di un ragazzo autistico che ha avuto enormi benefici dal protocollo DAN!;

· prime cose da fare per aiutare chi soffre di autismo ed attivare il protocollo DAN!

· libro sulla cura dell'autismo col metodo DAN! (USCIRE DALL'AUTISMO:UN APPROCCIO BIOLOGICO E MEDICO - Giulia e Franco Verzella - Maggioli Editore 2008)

mercoledì 24 dicembre 2008

Vaccini Letali

Ho trovato questo articolo sul sito vaccinazionieautismo, che mostra le prove della correlazione causale tra la somministrazione di vaccini contenenti mercurio e la genesi di una malattia "misteriosamente apparsa" poco dopo l'introduzione (nel 1943) del thimerosal (composto chimico a base di mercurio) nei vaccini [se siete interessati potete approfondire le cause dell'autismo seguendo questo link].

Personalmente dubito del fatto che chi abbia sovrinteso ed organizzato le campagne di vaccinazione di massa non si sia reso conto di quanto stava facendo: la tossicità del mercurio era già nota da tempo. Quando una donna è incinta le si sconsiglia di assumere, per prudenza, quasi ogni farmaco; appena nasce il bimbo invece lo si imbottisce di mercurio! L'avvelenamento a quanto pare è da sempre stato intenzionale. Se non ci credete abbiate la pazienza di leggere questo lungo articolo.

articolo di R. F. Kennedy Junior
Tratto dal sito: rolling stone , traduzione a cura del sito www.emergenzautismo.org

Robert F. Kennedy Jr. indaga sullo scandalo dell’insabbiamento da parte del governo della connessione tra mercurio e autismo
Nel giugno del 2000, un gruppo di scienziati governativi e di responsabili per la sanità pubblica, si incontrarono nell'isolato centro congressi Simpsonwood di Norcross, in Georgia. Voluta dal Center for Disease Control and Prevention (CDC), la riunione si svolse presso questo eremo metodista nascosto tra i boschi in prossimità del fiume Chattahoochee, al fine di assicurare la completa segretezza. Il CDC non aveva emanato nessun annuncio pubblico della riunione -solo inviti privati per i 52 presenti. C'erano gli alti funzionari del CDC e della Food and Drug Administration (Ministero della salute statunitense), i più importanti specialisti in vaccini dell'Organizzazione Mondiale della Sanità da Ginevra e i rappresentanti delle maggiori compagnie per la realizzazione di vaccini, incluse la GlaxoSmithKline, Merk, Wyeth e Aventis Pasteur. Tutti i dati scientifici in discussione, come ricordato ripetutamente ai partecipanti dai funzionari del CDC, erano strettamente confidenziali. Non ci sarebbero state fotocopie o documenti, nessuna prova cartacea da portarsi via alla fine della riunione.
I dirigenti federali e i rappresentanti delle industrie si erano riuniti per discutere di un nuovo allarmante studio che sollevava preoccupazione circa la sicurezza dei comuni vaccini infantili somministrati a neonati e bambini. Secondo un epidemiologo del CDC, Tom Verstraeten, che aveva analizzato gli enormi archivi dell'agenzia contenenti le registrazioni mediche di 100.000 bambini, un conservante a base di mercurio (thimerosal) sembrava essere il responsabile del drammatico incremento nei casi di autismo e la base di altri disordini neurologici infantili. "Ero veramente sbalordito per ciò che vidi" disse Verstraeten a tutti i riuniti a Simpsonwood, citando lo strabiliante numero di studi recenti che indicavano un collegamento tra il thimerosal e ritardo verbale, disordine da deficit di attenzione, iperattività e autismo. Fin dal 1991, quando il CDC ela FDA avevano raccomandato tre vaccini aggiuntivi legandoli alla prevenzione da fornire a livello infantile (in un caso a poche ore dalla nascita), il numero stimato di casi di autismo era cresciuto di 15 volte, da 1 su 2500 a 1 su 166 bambini.
Per gli scienziati e per i medici, abituati ad affrontare questioni di vita o di morte, l'evidenza era spaventosa. "Si può fantasticare su tutto questo quanto vogliamo" disse al gruppo il dottor Bill Weil,uno specialista dell'Associazione Pediatrica Americana. L'esito "è statisticamente rilevante". Il dottor Richard Johnston, un immunologo e pediatra dell'Università del Colorado, il cui nipote era nato la mattina del primo giorno del meeting, era ancor più preoccupato."Quello che penso?" disse. "Perdonate questo mio commento personale. Non voglio che a mio nipote vengano inoculati vaccini che contengano thimerosal, finchè non sapremo di più su ciò che sta accadendo".Ma invece di compiere i passi necessari per informare il pubblico e sbarazzarsi dei vaccini contenenti thimerosal, i dirigenti e l'esecutivo riuniti a Simpsonwood, spesero la quasi totalità dei successivi due giorni a discutere come coprire quei dati pericolosi. Secondo la trascrizione ottenuta grazie al Freedom of Information Act (Legge sulla libertà di Informazione), molti all'incontro erano preoccupati per quanto quelle rivelazioni sul thimerosal, avrebbero danneggiato i profitti delle compagnie farmaceutiche. "Siamo in una brutta posizione dal punto di vista difensivo nell'eventualità di una causa legale" disse il dottor Robert Brent, pediatra all'ospedale infantile Alfred I. duPont nel Delaware."Questa sarà una risorsa per i nostri occupatissimi avvocati dell'accusa di questo stato".
Il dottor Bob Chen, capo della sicurezza dei vaccini della CDC, fu sollevato dal fatto che "data la sensibilità della notizia,saremo in grado di tenere tutto questo fuori dalla portata di, diciamo così, mani meno responsabili". Il dottor John Clements, direttore per i vaccini all'Organizzazione Mondiale della Sanità, dichiarò che "questo studio non avrebbe dovuto assolutamente essere eseguito". Aggiunse che "i risultati della ricerca debbono essere modificati", avvertendo che lo studio "sarà valutato da altri e verrà usato in altri modi fuori dal controllo di questo gruppo".
Infatti, il governo dimostrò di essere più bravo nel manipolare il problema che nel proteggere la salute dei bambini. Il CDC pagò l'Istituto di Medicina per condurre uno nuovo studio per nascondere il rischio collegato al thimerosal, ordinando ai ricercatori di "escludere" il collegamento tra chimica e autismo. Vennero segretate le scoperte di Verstraeten, ne venne stroncata l'immediata pubblicazione e venne detto agli altri scienziati che i dati originali erano andati "perduti" e non c'era alcun modo per ricrearli. Per ostacolare la Freedom of Information Act, passò il proprio gigantesco database sui registri di vaccinazione a una azienda privata, dichiarandola off-limits ai ricercatori. Al contempo, Verstraeten pubblicò il suo studio definitivo nel 2003, andò a lavorare per la GlaxoSmithKline e rielaborò i dati per "affossare" il collegamento tra thimerosal e autismo.
I produttori di vaccini hanno iniziarono ad eliminare il thimerosal dalle iniezioni da inoculare ai neonati americani, ma hanno continuato a vendere le loro forniture di vaccini a base di mercurio fino all'anno scorso. Il CDC e la FDA hanno dato loro una mano, acquistando i vaccini contaminati per esportarli nei paesi in via di sviluppo e permettendo alle compagnie farmaceutiche l'uso del conservante in alcuni vaccini americani, incluse svariate punture liquide ad uso pediatrico come pure nel richiamo antitetanico inoculato di routine a 11 anni.Le compagnie farmaceutiche stanno avendo un aiuto anche dai potenti legislatori di Washington. Il leader della maggioranza al senato Bill Frist, che ha ricevuto 873.000 dollari sotto forma di contributo dalle industrie farmaceutiche, ha lavorato per "immunizzare" i realizzatori di vaccini dalla responsabilità oggettiva in 4200 processi che erano stati intentati dai parenti di bambini danneggiati.
In cinque occasioni diverse, Frist aveva cercato di sigillare tutti i documenti governativi collegati ai vaccini (inclusa la trascrizione dell'incontro di Simpsonwood) e proteggere Eli Lilly, lo sviluppatore del thimerosal, dal mandato di comparizione. Nel 2002, il giorno dopo che Frist aveva tranquillamente infilato un codicillo conosciuto come "Legge per la protezione di Eli Lilly" dentro ad un progetto di legge per la sicurezza nazionale, la società contribuì con 10.000 dollari alla sua campagna elettorale e comprò 5.000 copie del suo libro sul bioterrorismo. La misura fu abrogata dal Congresso nel 2003 - ma già quest'anno, Frist inserì un'altra provvigione dentro una legge antiterrorismo allo scopo di negare qualsiasi indennità ai bambini che soffrono di disordini mentali connessi con le vaccinazioni.
"I disegni di legge sono della massima importanza al fine di evitare il fallimento dei produttori di vaccini, che limiterebbe quindi la nostra capacità di difesa nel caso di attacco biologico per mano di terroristi" dice Dean Rose, consigliere per le politiche sulla salute di Frist.Analogamente, molti conservatori si sono scontrati con lo sforzo del governo di nascondere i pericoli del thimerosal. Dan Burton, un rappresentante Repubblicano dell'Indiana, sovrintese una ricerca lunga tre anni sul thimerosal dopo che, a suo nipote, fu diagnosticato l'autismo.
"Il thimerosal, usato come conservante nei vaccini, è direttamente responsabile dell'epidemia autistica", fu la conclusione del rapporto finale del Comitato Governativo per le Riforme. "Questa epidemia con ogni probabilità poteva essere impedita o almeno ridotta se la FDA non si fosse "addormentata" in riferimento alla mancanza di dati certi sul thimerosal iniettato, una riconosciuta neurotossina". La FDA e altre agenzie per la salute pubblica sbagliarono ad agire - aggiunse il comitato - con una "disonestà istituzionale a scopo di autodifesa" e "un mal riposto protezionismo verso le industrie farmaceutiche".La storia di come le agenzie governative per la salute fossero colluse con la "Big Pharma" per nascondere il rischio-thimerosal all'opinione pubblica, è un'agghiacciante studio analitico sull'arroganza, sul potere e sulla cupidigia delle istituzioni. Sono stato trascinato in questa polemica con riluttanza. Come procuratore e ambientalista che ha passato anni lavorando su questioni di tossicità da mercurio, ho incontrato spesso madri di bambini autistici che erano assolutamente convinte che i loro bambini fossero stati danneggiati dalle vaccinazioni. Dentro di me, ero scettico.Dubitavo che l'autismo potesse essere causato da un'unica causa e non capivo la necessità del bisogno del governo di rassicurare i genitori sulla sicurezza delle vaccinazioni: lo sradicare alcune malattie mortali dell'infanzia dipendeva da questo. Ero tendenzialmente d'accordo con gli scettici come Henry Waxam, deputato democratico della California, che criticava i suoi colleghi dell’ House Government Reform Committee per la capacità di saltare alle conclusioni su autismo e vaccinazioni. "Perchè dovremmo impaurire la popolazione circa le vaccinazioni" faceva notare Waxman agli interlocutori "quando conosciamo i fatti?"
Fu soltanto dopo aver letto le trascrizioni sull'incontro di Simpsonwood, studiando le più importanti rierche scientifiche e parlando con molti dei più eminenti specialisti, che iniziai a convincermi che il collegamento tra thimerosal e l'epidemia nei disordini neurologici dell'infanzia era realtà. Cinque dei miei figli fanno parte della "Generazione Thimerosal" (i nati tra il 1989 e il 2003) che ha ricevuto pesanti dosi di mercurio dai vaccini. "Le classi elementari hanno un numero di bambini sopra la media con sintomi neurologici o con problemi del sistema immunitario" disse nel 1999 Patti White, un'assistente scolastica, alla HGRC. "Si suppone che i vaccini ci facciano stare meglio, ma in ogni caso, in venticinque anni di lavoro, non ho mai visto così tanti bambini ammalati e danneggiati. Qualcosa di molto, molto sbagliato sta accadendo ai nostri bambini".
Più di 50.000 bambini soffrono oggi di autismo e i pediatri stimano oltre 40.000 nuovi casi all'anno. La malattia era conosciuta già nel 1943, quando fu identificata e diagnosticata su undici bambini nati nei mesi successivi all'introduzione del thimerosal nei vaccini infantili nel 1931. Alcuni scettici contestano il fatto che l'incremento dell'autismo sia causato da un avvelenamento da thimerosal dei vaccini. Essi affermano che questo incremento sia dovuto ad un miglioramento delle diagnosi - una teoria alquanto opinabile, considerando che la maggior parte dei nuovi casi di autismo sono concentrati in un'unica generazione di bambini. "Se l'epidemia è veramente il risultato di diagnosi inefficaci" sconfessa il dottor Boyd Haley, una delle autorità mondiali sulla tossicità da mercurio "allora dove sono tutti gli autistici di vent'anni d'età?" Altri ricercatori fanno notare che gli americano sono esposti ad un grande carico di mercurio come mai prima d'ora (dalla contaminazione del pesce alle cure dentali) e suggeriscono come il thimerosal sia solo parte di un problema su più larga scala.
E' un argomento che certamente merita più attenzione di quanta ne abbia ricevuta, ma a cui sfugge il fatto che la concentrazione di mercurio nei vaccini rende irrilevante l'esposizione dei nostri bambini alle altre fonti.Quello che più colpisce è il periodo nel quale i responsabili delle ricerche hanno voluto ignorare (e coprire) le prove contro il thimerosal. Fin dall'inizio, i dati scientifici contro l'additivo al mercurio sono stati sommersi. Il conservante, usato per arginare la crescita di funghi e batteri nei vaccini, conteneva etilmercurio, una potente neurotossina. La quantità degli studi eseguiti, ha dimostrato che il mercurio tende ad accumularsi nel cervello dei primati e degli altri animali dopo l'inoculazione di vaccini, e che lo sviluppo del cervello dei neonati è particolarmente a rischio. Nel 1977 uno studio russo trovò negli adulti esposti, una minor concentrazione di etilmercurio rispetto ai dati su bambini americani che anni dopo ancora soffrivano di danni cerebrali. La Russia bandì il thimerosal dai vaccini per bambini venti anni dopo e Danimarca, Austria, Giappone, Gran Bretagna e i Paesi Scandinavi ne hanno già seguito l'esempio."
Non si può realizzare uno studio che dimostri come il thimerosal sia sicuro", afferma Haley, capo del dipartimento di Chimica dell'Università del Kentucky. "E' incredibilmente tossico. Se si inietta thimerosal negli animali, il loro cervello si ammala. Se si applica su tessuti viventi, le cellule muoiono. Se lo inserisci in un contenitore di Petri, la cultura muore. Se si conoscono questi fatti, è sconvolgente che qualcuno voglia pensare di iniettarlo in un neonato senza causare danni".
Documenti interni rivelano che Eli Lilly, che per primo sviluppò il thimerosal, sapeva fin dall'inizio che il prodotto poteva causare danni (e anche la morte) sia in animali che esseri umani. Nel 1930, l'azienda testò il thimerosal inoculandolo in ventidue pazienti con meningite allo stadio terminale, tutti morti a settimane dalle iniezioni - un fatto che Lilly non riportò nel suo studio dichiarando sicuro il thimerosal. Nel 1935, i ricercatori di un'altra compagnia per la realizzazione di vaccini, la Pittman-Moore, avvertiva Lilly che le sue affermazioni circa la sicurezza del thimerosal "non collima con la nostra". Metà dei cani a cui la Pittman aveva iniettato vaccini basati sul thimerosal si ammalarono, conducendo i ricercatori a dichiarare che il conservante "è insoddisfacente come siero pensato per l'uso sui cani". Nei decenni che seguirono, le evidenze contro il thimerosal continuavano a crescere. Durante la seconda guerra mondiale, quando il Dipartimento della Difesa usava il conservante nei vaccini per i soldati, venne richiesto a Lilly di eliminare il suo "veleno".
Nel 1967, uno studio di microbiologia applicata dimostrò che il thimerosal uccideva i topi se aggiunto ai vaccini iniettati. Quattro anni dopo, gli studi di Lilly lo portarono a comprendere che il thimerosal era "tossico per i tessuti cellulari" in concentrazioni anche inferiori a una parte su un milione, cioè 100 volte meno rispetto ad una concentrazione di un vaccino standard. Nonostante questo, le aziendecontinuarono a dichiarare il thimerosal come "atossico" inserendolo anzi nei disinfettanti topici. Nel 1977, dieci bambini morirono all'ospedale di Toronto quando un antisettico contenente thimerosal fu applicato sul loro cordone ombelicale.Nel 1982, la FDA propose un bando su tutti i prodotti contenenti thimerosal e nel 1991 l'agenzia li considerò banditi dai vaccini per animali. Ma tragicamente quello stesso anno, il CDC consigliò che ai bambini fosse somministrata una serie di vaccini con mercurio. I neonati sarebbero stati vaccinati per l'Epatite B entro 24 ore dalla nascita e a due mesi per "haemophilus influenzae B" e difteria-tetano-pertosse.
Le compagnie farmaceutiche sapevano che i vaccini aggiuntivi erano pericolosi. Lo stesso anno in cui il CDC approvava il nuovo vaccino, il dottor Maurice Hilleman, uno dei padri del programma vaccinale della Merck, avvertiva le aziende che i bambini di sei mesi a cui venivano inoculati i vaccini, sarebbero stati soggetti ad una pericolosa esposizione al mercurio. Egli raccomandava di interrompere l'uso di thimerosal "specialmente se usato su bambini e neonati", facendo notare che le industrie erano a conoscenza di alternative non tossiche. "La miglior strada da intraprendere" aggiunse " è di modificare la distribuzione degli attuali vaccini senza aggiungere conservanti".Sia per la Merck che per le altre compagnie, comunque, l'ostacolo erano i soldi. Il thimerosal permetteva alle industrie farmaceutiche di inglobare i vaccini in fiale che contenevano dosi multiple che richiedevano una protezione aggiuntiva, in quanto più facilmente contaminabili data l'introduzione di più aghi. Le fiale più grandi costano la metà rispetto a quelle più piccole monodose, rendendo più economico alle agenzie internazionali la distribuzione per indebolire regioni a rischio epidemia. Affrontando queste "considerazioni sui costi", la Merck ignorò gli avvertimenti di Hillman e i responsabili governativi continuarono a spingere sempre più vaccini basati sul thimerosal per i bambini. Prima del 1989, i bambini americani in età prescolare ricevevano undici vaccinazioni (polio, difterite-tetano-pertosse e morbillo-parotite-rosolia). Un decennio dopo, grazie alle raccomandazioni federali, i bambini ricevevano un totale di 22 immunizzazioni fino all'ingresso alle elementari.
Nel momento in cui cresceva il numero dei vaccini, il tasso di crescita dell'autismo infantile diventava esponenziale. Durante gli anni novanta, a 40 milioni di bambini furono iniettati vaccini basati sul thimerosal, ricevendo livelli di mercurio mai raggiunti prima, in un periodo critico per lo sviluppo del cervello. Malgrado il ben documentato pericolo-thimerosal, sembrava che nessuno fosse preoccupato dall'aggiungere dosi cumulative di mercurio che i bambini ricevevano dai vaccini. "Perchè la FDA ci mette così tanto per fare il calcolo?" chiese in una e-mail nel 1999 Peter Patriarca, direttore dei prodotti virali per l'agenzia. "Perchè il CDC e gli organi consultivi non hanno eseguito questi calcoli quando ampliarono rapidamente il piano di immunizzazione per l'infanzia?"
Ma in quel momento, il danno era compiuto. A due mesi, quando il cervello del neonato è ancora in uno stato critico dello sviluppo, i neonati ricevono d'ufficio 3 inoculazioni che contengono un totale di 62,5 microgrammi di etilmercurio, un livello 99 volte più elevato rispetto al limite massimo fissato dalla EPA per l'esposizione a metilmercurio, una ricosciuta neurotossina. Benchè l'industria delle vaccinazioni insista che l'etilmercurio crea un piccolo danno perchè viene scomposto velocemente ed espulso dal corpo, svariati studi (incluso uno pubblicato in aprile dall'Istituto Nazionale per la Salute) sottolinea come l'etilmercurio sia in realtà più tossico per lo sviluppo del cervello, risiedendovi più a lungo rispetto al metilmercurio.I funzionari responsabili per l'immunizzazione dell'infanzia, insistono sul fatto che i vaccini addizionali sono necessari per proteggere i neonati dalle malattie e che il thimerosal è ancoranecessario nelle nazioni in via di sviluppo che, come spesso dichiarano, non si possono permettere le fiale a dose singola che non richiedono un conservante. Il dottor Paul Offit, uno dei principali consulenti per i vaccini della CDC, mi disse: "Penso che se veramente abbiamo un'influenza pandemica (e certamente l'avremo nei prossimi vent'anni, perchè lo diciamo sempre) non c'è modo nel quale noi possiamo immunizzare 280 milioni di persone con fiale a dose singola. Dovremmo usare fiale multidose".
Sebbene alcuni funzionari per la salute pubblica non fossero in mala fede, molti di loro invece che fanno parte del comitato consultivo della CDC che ha sostenuto i vaccini addizionali, hanno un legame stretto con le industrie. Il dottor Sam Katz, il presidente del comitato, è stato un consulente pagato per molti dei maggiori realizzatori di vaccini e fece parte di un team che sviluppò il vaccino anti-morbillo, che brevettò nel 1963. Il dottor Neal Halsey, un altro membro del comitato, lavorò come ricercatore per le aziende di vaccini, ricevendo un onorario dai Laboratori Abbott per la sua ricerca sul vaccino per l'epatite B.Infatti, nel ristretto circolo degli scienziati che lavorano sui vaccini, tale conflitto di interessi è comune. Il Deputato Burton afferma che il CDC "normalmente permette a scienziati con sfacciati conflitti d'interesse, di servire presso il comitato consultivo intellettuale che dà raccomandazioni sui nuovi vaccini, "sempre che essi abbiano interesse a produrne e le aziende per le quali loro si supponga siano fornitori ne abbiamo una sorveglianza imparziale". HGRC scoprì che quattro degli otto consulenti della CDC che approvarono le linee guida del vaccino per il rotavirus "avevano un legame finanziario con le compagnie farmaceutiche, che svilupparono varie versioni del vaccino".Offit, che condivideva un brevetto su uno dei vaccini, mi disse che "avrebbe fatto i soldi" se il suo voto avesse portato a un prodotto commerciabile. Ma ha negato la mia idea che uno scienziato finanziato direttamente partecipi alle omologazioni del CDC, possa essere influenzato nelle sue decisioni. "Questo non mi crea nessun conflitto" insiste. "Sono semplicemente informato del procedimento e non ne sono distratto. Quando siedo attorno a quel tavolo, il mio unico intento è cercare di fare delle raccomandazioni per il massimo benessere dei bambini di questa nazione. E' offensivo dire che medici ed il personale per la salute pubblica, siano stipendiate dall'industria e perciò prendono decisioni che loro sanno essere pericolose per i bambini. Questo non è il modo di lavorare".Altri scienziati sui vaccini e ispettori per la loro sicurezza mi hanno dato assicurazioni simili. Come Offit, essi si vedono come guardiani illuminati della salute dei bambini, orgogliosi della loro partnership con le compagnie farmaceutiche, immuni dalla seduzione del profitto personale, assediati da attivisti irrazionali, le cui campagne anti vaccini mettono a repentaglio la salute dei bambini. Loro sono spesso risentiti dall'essere messi in discussione. "La scienza" afferma Offit "è meglio lasciarla agli scienziati".
Ancora, alcuni funzionari del governo sono allarmati dall'evidente conflitto d'interessi. Nella sua e-mail del 1999 agli amministratori del CDC, Paul Patriarca della FDA critica aspramente i controllori federali per aver mancato di valutare adeguatamente il pericolo posto in essere dall'incremento dei vaccini infantili. "Non sono sicuro che ci sarà una facile via d'uscita dalla potenziale percezione che la FDA, il CDC e gli organismi della politica vaccinale potrebbero avere, non avendo prestato finora attenzione verso l'argomento thimerosal" scrive Patriarca. La stretta vicinanza tra i funzionari normativi e le industrie farmaceutiche, aggiunge, " farà crescere anche la questione sulla diversità di organi consultivi circa la raccomandazione aggressiva verso l'uso" di thimerosal nei vaccini per bambini.
Se la normativa federale e gli scienziati governativi sbagliarono, negli anni, a comprendere il rischio potenziale connesso al thimerosal, nessuno può parlare di ignoranza dopo l'incontro segreto di Simpsonwood. Invece di realizzare ulteriori studi per testare il collegamento tra autismo e altre forme di danno cerebrale, il CDC pose la politica sopra la scienza. L'ente consegnò il proprio database sulle vaccinazioni infantili, che era stato sviluppato per lo più a spese dei contribuenti, ad un'azienda privata, la America's Health Insurance Plans, assicurandosi che non potesse usarlo per ricerche aggiuntive. In più, istruì l'Istituto di Medicina, un'organizzazione consultiva che è parte dell'Accademia Nazionale di Scienze, di produrre uno studio che demistificasse il collegamento tra thimerosal e disordini cerebrali. Il CDC "voleva farci dichiarare che queste cose sono davvero sicure" disse alla dottoressa Marie McCormick, che presiedeva il Comitato di Controllo sulla Sicurezza delle Immunizzazione dello IOM, a un collega ricercatore quando si incontrarono la prima volta nel gennaio del 2001. "Noi non abbiamo mai affermato che l'autismo è un effetto collaterale proprio" dell'esposizione al thimerosal. Secondo una trascrizione dell'incontro, il capogruppo del comitato, Kathleen Stratton, affermò che lo IOM concludeva che la prova era "inadeguata per accettare o rigettare una relazione causale" tra thimerosal e autismo. Che, aggiunse, era il risultato che "Walt voleva", con riferimento a Walter Orenstein, direttore del Programma Nazionale di Immunizzazione della CDC.
Per quelli che hanno dedicato le loro vite alla promozione delle vaccinazioni, le rivelazioni sul timerosal miniacciarono di mettere a repentaglio tutto ciò per cui avevano lavorato. "Qui abbiamo un drago alle spalle" disse il dottor Michael Kaback, un altro membro del comitato, “Siamo come presi in trappola. L'unico modo per uscire dalla trappola, penso sia attaccare".
Perfino in pubblico, i funzionari federali mettevano in chiaro che il loro scopo principale nello studio del thimerosal, fosse dissipare i dubbi sui vaccini. "Quattro studi attualmente in corso per escludere il collegamento proposto tra autismo e thimerosal" garantiva il dottor Gordon Douglas, l'allora direttore della pianificazione strategica per la ricerca sui vaccini all'Istituto Nazionale per la Salute, in una riunione all'Università di Princeton nel maggio del 2001. "Affinchè si annulli l'effetto dannoso delle ricerche che pretendono di collegare il vaccino antimorbillo con un rischio elevato di autismo, dobbiamo condurre e pubblicizzare studi aggiuntivi per rassicurare i genitori sulla la sicurezza". Douglas ha lavorato in passato come presidente per le vaccinazioni per la Merck, dove ignorava gli avvertimenti circa il rischio-thimerosal.
Nel maggio dell'anno scorso, l'Istituto di Medicina ha emesso il suo rapporto finale. Le conclusioni: non c'è collegamento provato tra autismo e thimerosal nei vaccini. Piuttosto che esaminare la grande letteratura raccolta che descrive la tossicità del thimerosal, fa affidamento su quattro disastrosi ed imperfetti studi epidemiologici che analizzano gli stati europei, dove i bambini ricevono dosi molto inferiori di thimerosal rispetto ai bambini americani. Viene citata anche una nuova versione dello studio di Verstraetten, pubblicato nel giornale Pediatrics, che è stato rielaborato per ridurre il collegamento tra thimerosal e autismo. Lo studio include bambini troppo giovani per essere diagnosticati come autistici e si è orientato verso altri che mostravano segni di disturbi.
L'IOM dichiarò il caso chiuso e, con una posizione sorprendente per un gruppo scientifico, consigliò che non fossero più condotte ulteriori ricerche.Il rapporto poteva soddisfare il CDC ma non convinse nessuno. Il deputato David Weldon, un medico repubblicano della Florida che lavorava per la HGRC, attaccò l'Istituto di Medicina, affermando che avevano contato su una manciata di studi che erano "fatalmente imperfetti" per la "povertà di idee" e mancavano di rappresentare "tutte le ricerche scientifiche e mediche disponibili". I funzionari del CDC non erano interessati ad una onesta ricerca della verità, mi disse Weldon, perchè "un'associazione tra vaccini e autismo, li obbligherebbe ad ammettereche la loro politica ha irrimediabilmente danneggiato migliaia di bambini. Chi vorrebbe sentire questo sul proprio operato?"Sotto la pressione del Congresso e dei genitori, l'Istituto di Medicina convocò un altro comitato per discutere la perdurante preoccupazione sul programma chiamato Vaccine Safety Datalink Data Sharing. In febbraio, il nuovo comitato, composto da differenti scienziati, criticò il modo in cui la VSD s'era avvalsa dello studio di Verstraetten ed esortò il CDC a rendere disponibile per il pubblico il suo database sui vaccini.Finora, comunque, solo due scienziati sono riusciti ad ottenerne l'accesso. Il dottor Mark Geier, presidente del Centro Genetico d'America, e suo figlio David, passarono un anno a lottare per ottenere il registro medico dal CDC. Fin dall'agosto del 2002, quando i membri del Congresso premevano per avere i dati, i Geier avevano completato sei studi che dimostravano il forte legame tra thimerosal e danni neurologici nei bambini. Uno studio, che comparava la dose totale di mercurio ricevuta dai bambini nati tra il 1981 e il 1985, con quelli nati tra il 1990 e il 1996, dimostrava una "relazione molto significativa" tra autismo e vaccini. Un altro studio sulla performance scolastica, dimostrò che i bambini che ricevevano grosse dosi di thimerosal nei vaccini, avevano quasi tre volte la probabilità di avere una diagnosi di autismo e oltre tre volte la probabilità di soffrire di disordini del linguaggio e ritardo mentale. Un altro studio in via di pubblicazione, mostra come il tasso di autismo sia in calo dopo la recente eliminazione del thimerosal da molti vaccini.
Nel momento in cui il governo federale lavorava per evitare che gli scienziati studiassero i vaccini, altri intervenivano nello studio del collegamento con l'autismo: in aprile, il giornalista Dan Olmsted dell'UPI intraprese da solo uno degli studi più importanti e, cercando bambini che non fossero stati esposti al mercurio vaccinale (il tipo di popolazione che gli scienziati normalmente usano come "controllo" durante gli esperimenti), Olmsted incontrò gli Amish della contea di Lancaster in Pennsylvania, i quali rifiutavano di vaccinare i propri neonati. Partendo dal dato nazionale sull'autismo, Olmsted calcolò che avrebbero dovuto trovarsi 130 autistici fra di loro. Ne trovò soltanto quattro: uno era stato esposto ad alti livelli di mercurio da una centrale elettrica, gli altri tre, incluso un bambino adottato proveniente dall'esterno della comunità, avevano ricevuto le vaccinazioni.Negli alti gradi dello stato, anche molti funzionari condussero una revisione in profondità sul thimerosal. Mentre l'Istituto di Medicina era occupato a nascondere i rischi, l'assemblea legislativa dell'Iowa passò accuratamente al setaccio tutti i dati scientifici e biologici disponibili. "Dopo tre anni di revisioni, cominciai a convincermi che c'erano un numero sufficiente di ricerche affidabili, che mostravano un legame tra mercurio e l'incremento dell'incidenza dell'autismo" afferma il Senatore dello stato Ken Veenstra, un Repubblicano che supervisionò la ricerca. "Il fatto che nell'Iowa si fosse verificato un incremento del 700% nei casi di autismo cominciato negli anni novanta, giusto dopo che molti vaccini furono aggiunti al piano vaccinale per bambini, è da sola una solida prova". L'anno scorso, l'Iowa è diventato il primo stato a mettere al bando il mercurio nei vaccini, seguito poi dalla California. Analoghe azioni sono al vaglio in altri trentadue stati.
Invece di rispondere per le rime, la FDA continua a permettere alle aziende di includere il thimerosal in dozzine di medicinali da banco, come steroidi e iniezioni di collagene. Analogamente allarmante è che il governo continua a trasferire vaccini conservati con thimerosal verso i paesi in via di sviluppo, alcuni dei quali stanno sperimentando adesso un'improvvisa esplosione dei casi di autismo. In Cina, dove la malattia era praticamente sconosciuta prima dell'introduzione del thimerosal da parte delle compagnie farmaceutiche americane nel 1999, gli ultimi rapporti indicano che ora ci sono 1.800.000 autistici. Nonostante ilnumero reale sia difficile da ottenere, i disordini autistici appaiono in crescita anche in India, Argentina, Nicaragua e altri paesi in via di sviluppo che ora usano vaccini contenenti thimerosal. L'Organizzazione Mondiale della Sanità continua ad insistere che il thimerosal è sicuro, ma promette di tenere "sotto revisione" la possibilità che sia collegato a disordini neurologici. Ho dedicato tempo a questo problema perchè credo che questa crisi morale debba essere fermata. Se, come le prove suggeriscono, le nostre autorità per la salute pubblica hanno permesso deliberatamente che le industrie farmaceutiche avvelenassero un'intera generazione di bambini americani, le loro azioni sono la prova che dimostra uno dei più grandi scandali negli annali della medicina americana. "Il CDC è colpevole di incompetenza e grosse negligenze" afferma Mark Balaxill, vicepresidente di Safe Minds, un’organizzazione no-profit che si occupa del ruolo del mercurio nei medicinali. "Il danno causato dall'esposizione ai vaccini è enorme. E' maggiore dell'amianto, maggiore del tabacco, più grande di qualsiasi cosa abbiamo mai visto".
E' difficile calcolare il danno per il nostro paese e per lo sforzo internazionale per sradicare le malattie epidemiche, se le nazioni del Terzo Mondo inizieranno a credere che il preludio all'iniziativa degli aiuti all'estero americani, è avvelenare i loro bambini. Non è difficile predire come questo scenario sarà interpretato dai nemici dell'America all'estero. Gli scienziati e i ricercatori, molti di loro sinceri se non addirittura idealisti, che stanno partecipando allo sforzo di nascondere i dati scientifici sul thimerosal, sostengono che stanno cercando di migliorare l'elevato scopo di proteggere i bambini nelle nazioni in via di sviluppo dalle malattie pandemiche. Hanno un'opinione assolutamente sbagliata. Il loro fallimento nell’eliminare il thimerosal ci porterà ad infestare la nostra nazione e le popolazioni più povere del mondo.

sabato 20 dicembre 2008

La militarizzazione della Sicilia avanza inesorabile, funzionalmente all'irrorazione chimica

Come già preannunciato dagli altri articoli dell'amico Antonio Mazzeo, la militarizzazione del nostro paese prosegue inesorabile, ed in maniera funzionale all'agenda di irrorazione chimico-biologica.



Con Africom, giungono in Sicilia gli aerei cisterna e da trasporto USA

Era prevedibile che con l’istituzione del nuovo comando militare USA per le operazioni nel continente africano, AFRICOM, buona parte delle attività di direzione, controllo e pronto intervento venissero ospitate dalle maggiori installazioni possedute in Italia dalle forze armate statunitensi. Dopo l’istituzione a Vicenza del Comando per le operazioni terrestri in Africa, e a Napoli di quello per le operazioni navali, gli Stati Uniti d’America puntano a trasformare la stazione aeronavale di Sigonella in uno dei principali scali europei dell’Air Mobility Command (AMC), il Comando unificato che sovrintende alle operazioni di trasporto aereo negli scacchieri di guerra internazionali.

“Con la piena operatività di AFRICOM, le accresciute necessità d’intervento nel continente africano richiedono lo spostamento del personale AMC dall’Inghilterra e dalla Germania verso il sud, in Spagna, Italia e Portogallo”, ha annunciato il colonnello Keith Keck, comandante della Divisione di pianificazione strategica dell’Air Mobility Command, con sede presso la base aerea di Scott, Illinois. E quali sono le installazioni destinate alla ridislocazione di uomini e mezzi? È il comandante Stephen McAllister, dell’ufficio di pianificazione dell’AMC, a rispondere: “Le basi che potrebbero ricevere un afflusso di uomini dell’AMC includono la stazione navale di Rota e l’aeroporto di Morón in Spagna, lo scalo di Lajes Field, nelle Azzorre (Portogallo) e la Naval Air Station di Sigonella, in Italia”.

L’uso del condizionale potrebbe far pensare ad una scelta non ancora definitiva, ma in un’intervista rilasciata al periodico statunitense Air Forces Magazine (novembre 2008), il generale Duncan J. McNabb, la più alta autorità militare nel settore della mobilita e del trasporto aereo USA, ha dichiarato che “per assicurare il successo dell’intervento in Africa”, è indispensabile “sviluppare le infrastrutture delle basi chiave, come Lajes Field, l’isola Ascensione nell’Atlantico e Sigonella, Sicilia”. “Il Comando dell’Air Mobility Command - ha aggiunto McNabb – sta lavorando con l’US Air Force in Europa per trasferire in queste installazioni, dalla base aerea di Ramstein, Germania, il traffico aereo di AFRICOM”.

L’Air Mobility Command fu creato nel 1992 per consentire all’aeronautica militare di rispondere con maggiore efficienza alle crescenti richieste di trasporto globale di uomini, mezzi e sistemi d’arma e concentrare sotto un unico comando gli aerei cargo e i velivoli cisterna dell’US Air Force. L’AMC opera utilizzando i grandi aerei da trasporto militare del tipo C-5 Galaxy, C-17 Globemaster III, C-130 Hercules e C-141 Starlifter, nonché alcuni velivoli presi in affitto da alcune compagnie aeree “civili”. Attualmente il Comando per il trasporto aereo USA è presente con più di 1.700 uomini in una decina di basi europee, la più importante delle quali è Ramstein, Germania. Questo scalo è stato scelto l’1 ottobre 2008 come sede provvisoria della neo costituita 17th Air Force, altrimenti denominata “Air Forces Africa”, la componente aerea per le operazioni nel continente africano che raggiungerà la piena capacità operativa tra il 2009 e il 2010. “L’uso di Ramstein è conveniente e in conseguenza popolare”, spiega il colonnello Keith Kech dell’Air Mobility Command. “Ma noi non possiamo fare ogni cosa a Ramstein, anche perché con le operazioni in Iraq e Afghanistan il traffico aereo ha raggiunto il limite. Per questo abbiamo la necessità di guardare ad altre località per le operazioni di trasporto aereo”.

Sigonella non è nuova alle attività dell’Air Mobility Command. Con gli interventi degli Stati Uniti post 11 settembre 2001, la base siciliana ha fornito un supporto logistico fondamentale agli aerei cargo provenienti dagli USA e diretti ai teatri di guerra orientali. Negli ultimi due-tre anni Sigonella si è trasformata da stazione per il pattugliamento marittimo nel Mediterraneo a vero e proprio “hub multiruolo” per le missioni di trasporto strategico dell’US Air Force in Asia e continente africano. Il 10 aprile 2008, nel corso di un’audizione di fronte alla sottocommissione per le infrastrutture militari del Congresso, il generale Bantz J. Craddock, comandante di EUCOM (il Comando per le operazioni USA in Europa), ha enfatizzato il ruolo di Sigonella nel fornire “flessibilità e alta capacità di supporto logistico all’interno e all’esterno del teatro mediterraneo”. E proprio nell’ambito del processo di trasformazione strategica delle principali basi europee e del loro “supporto alla proiezione delle forze statunitensi nelle aree di crisi di Africa, Medio Oriente, Est Europa e Caucaso”, il generale Craddock ha rivelato di aver proposto “la MOB (Main Operating Base) di Sigonella e la base aerea spagnola di Morón, quali installazioni di supporto NATO per le operazioni di rifornimento aereo”. “Se questa proposta sarà accettata nell’ambito del pacchetto d’emergenza per il miglioramento del rifornimento aereo, in queste due basi si potranno realizzare opere di miglioramento infrastrutturale per circa 120 milioni di dollari”. E decine di grandi aerei cisterna per il rifornimento in volo di bombardieri e aerei da trasporto potranno essere trasferiti in Sicilia.

In attesa del megafinanziamento NATO, il Pentagono ha comunque avviato le procedure per l’ammodernamento delle piste di volo di Sigonella. Il 30 giugno 2008 è stato pubblicato il bando di gara per lavori per 5 milioni di dollari, consistenti nella “riparazione di una parte delle piste di atterraggio e decollo, inclusa la demolizione e ricostruzione di circa 18,700 metri quadrati di superficie d’asfalto e di 9,000 metri quadrati di superfici aeroportuali, nonché l’installazione di un nuovo sistema d’illuminazione”.

Il futuro prossimo di Sigonella sarà dunque segnato dal sovraffollamento aereo. Un tema che per gli attivisti della Campagna per la smilitarizzazione di Sigonella dovrebbe essere prioritario nell’agenda politica sul “modello di sviluppo” siciliano, ma che invece trova indifferenti partiti, amministratori e buona parte della popolazione che vive nei pressi della base militare. Il traffico di velivoli USA e NATO rappresenta già adesso una grave minaccia per le operazioni di volo del vicino aeroporto civile di Catania-Fontanarossa. Ai rischi di collisione aerea va poi aggiunto l’alto numero di caccia, elicotteri e velivoli da trasporto precipitati nelle campagne e nelle acque circostanti la base aeronavale.

Il trasferimento in pianta stabile a Sigonella dei nuovi aerei statunitensi, avrà impatti ancora più rilevanti sulla salute della popolazione. C-5, C-17, C-130, C-141, KC-10 e KC-135 sono infatti tra gli aerei militari che più contribuiscono alla dispersione nell’ambiente delle cosiddette “scie chimiche”, emissioni in cui si registrano pericolosissime concentrazioni di veleni e sostanze cancerogene, quali alluminio, arsenico, cobalto, etilene dibromide, mercurio, ossido di titanio, piombo, quarzo, sali di bario, silicio, torio, uranio, ecc ... Una contaminazione di suolo, aria e acqua che per alcuni peace researcher sarebbe provocata volutamente dalle forze armate.

Secondo il fisico Corrado Penna, docente presso l’Istituto d’Istruzione Superiore “G. Antonietti” di Iseo e animatore del blog scienzamarcia, le scie chimiche rappresentano una vera e propria congiura contro l’uomo e il pianeta, alla stregua delle nuove armi di “mutazione climatica” e dei sistemi che si sperimentano nello spazio. “Il tutto sembra essere legato ad una oscura manovra pilotata dal governo USA”, spiega Corrado Penna. “Il rapporto annuale del Pentagono dimostra che gli Stati Uniti stanno preparando prove di armi chimiche e biologiche all’aria libera in violazione delle convenzioni internazionali, come è stato pure annunciato dal professor Francis A. Boyle, riconosciuto esperto in materia. Si può temere il peggio se si mette in conto che l’US Army ha già realizzato in passato quel tipo di esperimenti in diverse grandi città statunitensi, sulla pelle della propria popolazione. Famoso è ad esempio l’episodio di San Francisco negli anni ‘50, quando agenti biologici furono polverizzati da navi militari sull’inerme e inconsapevole popolazione”.

giovedì 18 dicembre 2008

Aerei spia telecomandati in arrivo a Vicenza

Ennesima puntata di questra tragica saga della militarizzazione dell'Italia, ancora aerei senza pilota (droni), questa volta a Vicenza (dopo la Sicilia e la Sardegna). Ufficialmente la loro funzione è quella di spionaggio, chissà poi se queste operazioni di spionaggio le faranno su di noi cittadini o se una delle funzioni di questi aerei sarà quella di partecipare alle quotidiane scorribande di irrorazione chimico-biologica.

Ma se anche quegli aerei servissero davvero "solo per scopi militari" lo scenario che si prospetta di fronte ai nostri occhi sarebbe ugualmente preoccupante, per quale guerra ci stiamo preparando? Per uno scontro autodistruttivo contro la Russia?


Aerei spia “Shadow” alla 173^ Brigata aerotrasportata di Vicenza

di Antonio Mazzeo

L’Esercito USA ha assegnato un plotone di aerei senza pilota (UAV) “Shadow 200” alla 173^ Brigata Aerotrasportata di Vicenza. Lo ha reso noto il comandante del “Joint Multinational Training Command” dell’US Army, colonnello Tim Touzinsky. Annunciando l’intenzione del Pentagono di realizzare a Grafenwöhr, Germania, la principale area addestrativa in Europa dei nuovi aerei spia, Touzinsky ha accennato all’attivazione di tre plotoni “Shadow”, il primo presso la 172^ Brigata di Fanteria di Grafenwöhr, il secondo presso il 2° Reggimento di cavalleria di Vilseck (Germania), e il terzo presso la 173^ Brigata di Vicenza.

“Costruiremo una facility per i nuovi velivoli senza pilota, completa di pista aerea di 1.000 metri di lunghezza ed hangar, nel cuore dell’area di addestramento di Grafenwöhr”, ha dichiarato il colonnello dell’US Army. “Abbiamo due aeroporti in Germania in cui sono stati assegnati gli UAV all’esercito,Vilseck ed Hohenfels, ma gli Shadow non possono essere utilizzati perché devono essere tenuti lontani da aree residenziali. Questi tipi di aerei hanno bisogno di 800 piedi di piste per decollare o atterrare. Ma ci sono delle restrizioni su come possono volare ai margini dell’area di addestramento dato il pericolo d’incidente nel caso in cui si perda il collegamento radio”.
I residenti che vivono attorno all’aeroporto Dal Molin di Vicenza sono avvisati. Gli aerei spia “Shadow 200” hanno una spiccata propensione a schiantarsi a terra dopo il decollo, come è confermato dalle cronache dei primi voli sperimentali eseguiti in Kosovo nel 2004. Nei soli primi due giorni d’addestramento, l’US Army perdette due velivoli e fu costretta a sospenderne la sperimentazione. Dopo la “correzione” di alcuni problemi tecnici agli apparati di bordo furono riprese le operazioni, ma altri due gravi incidenti imposero un lungo stop ai nuovi aerei senza pilota. Furono poi testati negli scenari di guerra afghano ed iracheno. Qualche mese fa, gli “Shadow 200” sono stati dislocati dalla 172^ Brigata di Fanteria dell’US Army presso la base avanzata “Warhorse” di Baqubah, Iraq.

Lo Shadow è un aereo teleguidato ed è equipaggiato con sofisticati sensori e telecamere; viene utilizzato per sostenere le operazioni di riconoscimento diurno e notturno, sorveglianza, acquisizione dei target e danneggiamento dei sistemi di comando di guerra avversari. In particolare, il velivolo può sovraintendere alle operazioni di combattimento terrestre e ai raid aerei, fornire assistenza agli interventi di bombardamento e alle attività di ricerca e riscatto del personale disperso nei campi di battaglia.

Il nuovo sistema d’arma si caratterizza per l’alta mobilità e la facilità di trasporto. Può essere infatti trasferito via terra su speciali tir dotati di centri di comando e controllo, shelter e lanciatori. Lo “Shadow 200” è un velivolo “tattico”, potendo contare su un raggio massimo d’azione di 125 chilometri ed un’autonomia di volo per non oltre 12-14 ore. Ma ciò che lo caratterizza come uno dei più avanzati strumenti di spionaggio e d’attacco è la sua capacità di volare a grandi altitudini (tra gli 8.000 e i 10.000 piedi d’altezza in condizioni di luminosità e tra i 6.000 e gli 8.000 piedi durante la notte) e di poter registrare con estrema nitidezza e trasmettere a distanza le immagini rilevate a terra. Qualità d’intelligence che accrescono il potere di fuoco dei reparti schierati in un teatro terrestre particolarmente insidioso, come già è stato per Afghanistan e Iraq e come certamente sarà presto per il continente africano.

L’attribuzione di un plotone di “Shadow 200” alla 173^ Brigata Aviotrasportata di Vicenza va infatti interpretata nel quadro dei nuovi piani USA di penetrazione in Africa, insieme alla recentissima trasformazione del comando SETAF (Southern European Task Force) - ospitato anch’esso nella città veneta - in US Army Africa, la componente terrestre di Africom. Il 9 dicembre 2008, alla presenza dei due massimi rappresentanti dell’esercito USA in Europa, il generale William E. Ward, comandante Africom, e il generale Carter Ham, comandante di US Army Europe, la SETAF ha mutato emblema e bandiera, assumendo il ruolo di reparto d’élite per l’intervento armato nel continente africano. In realtà, per la SETAF di Vicenza non si tratterrà di un debutto in Africa. La forza aerotrasportata ha infatti una lunga storia operativa in questa vasta area geografica. Nel 1994, gli uomini della 173^ Brigata furono inviati in Rwanda per un’ambigua operazione di “peacekeeping” che non impedì lo sterminio di centinaia di migliaia di civili durante il conflitto interno. Due anni più tardi la SETAF fu mobilitata per facilitare l’evacuazione di personale USA presente a Monrovia, Liberia.

Ancora nel 1996, i reparti USA di Vicenza presero parte alla “Joint Task Force Guardian Assistance” inviata in Uganda e Rwanda per “assistere” le operazioni di rimpatrio dei rifugiati ruandesi dall’allora Zaire. Quando una parte dei rifugiati rientrò nel paese d’origine, la missione USA si trasformò in assistenza militare e logistica a favore delle nuove autorità del Rwanda. Nel 1997 fu la volta della Repubblica del Congo, dove la 173^ Brigata fu schierata per fornire “assistenza” all’evacuazione di popolazione non combattente proveniente dallo Zaire. Quando il paese fu nominato “Repubblica Democratica del Congo”, gli obiettivi della missione furono ridisegnati, e i militari USA si trasformarono in “consiglieri” del governo di transizione.

martedì 16 dicembre 2008

La terra si riscalda davvero per colpa del CO2?

Questa è la traduzione del riassunto (abstract) di un corposo documento scientifico che denuncia la truffa dell'effetto serra (vedi articolo precedente), che potete visionare a questo link in lingua originale.



(Articolo accettato dalla rivista “Energy and Environment” [Energia ed ambiente], Agosto 2008)

I limiti dell’ipotesi sul cambiamento climatico indotto da CO2 sulla base di recenti dati acquisiti sulla Terra.

David H. Douglass (a) e John R. Christy (b)
Riassunto (Abstract)

Le anomalie atmosferiche globali della terra hanno raggiunto un massimo nel 1998, massimo che non è stato superato durante i seguenti 10 anni. Le anomalie globali vengono calcolate sulla base di una media di effetti climatici che vengono rilevati nelle fasce tropicali ed extratropicali. Gli effetti di El Niño/La Niña nelle fasce tropicali vengono mostrati per spiegare il massimo del 1998 mentre variazioni di sottofondo delle anomalie [climatiche] sono dovute soprattutto ad effetti climatici nelle regioni extratropicali settentrionali. Questi effetti non hanno recato la firma del cambiamento climatico associato al CO2. In ogni caso, i dati mostrano un piccolo sottostante trend positivo che è consistente con l’ipotesi di modificazioni climatiche associate al CO2 con assenza di feedback.

(a) Dipartimento di fisica ed Astronomia dell’Università di Rochester, Rochester, NY 14627, USA (b) Dipartimento di Scienza Atmosferica e Centro per la Scienza del Sistema Terrestre, Università dell’Alabama di Huntsville, Huntsville, AL 35899, USA

1. Introduzione
L’Osservatorio Internazionale sui Cambiamenti Climatici (Intergovernmental Panel on Climate Change - IPCC) ha riportato che la temperatura media globale sulla superficie terrestre è aumentata di circa 1ºC durante l’ultimo secolo [IPCC, 2007].


Mio commento: e che diavolo, un grado appena in un secolo e quelli si preoccupano!? E non sanno forse che nel passato Medioevo (quando non cerano forti immissioni di CO2 nell’aria) la Groenlandia (in inglese Greenland) fu abitata da popolazioni che le diedero quel nome “terra verde” (Green Land) proprio perché la trovarono coperta di vegetazione (come l’attuale verde Irlanda)? Altro che un grado di differenza rispetto ad oggi, diversi gradi, e senza intervento della terribile anidride carbonica. Ciò vuol dire quindi che è presente in natura qualcosa (diverso dal CO2) che può essere la causa di fortissimi cambiamenti climatici; chi può escludere che quel modesto grado di aumento non sia dovuto a questioni molto poco umane come eventi astronomici?

lunedì 15 dicembre 2008

Le menzogne del riscaldamento globale

Quando un anno fa parlavo in classe del metodo scientifico e del suo uso distorto, non avevo ancora approfondito la questione del riscaldamento globale, ma di una cosa ero già sicuro: è impossibile attribuire con certezza all'anidride carbonica (la famigerata CO2) la responsabilità di un momentaneo riscaldamento terrestre, perchè i fattori implicati sono troppo numerosi ed impossibili da separare.

Possiamo mai fare un esperimento con due pianeti simili alla terra, uno dei quali soggetto ad aumento di Co2 e l'altro no, due pianeti che siano per il resto uguali in quanto a composizione atmosferica, irraggiamento solare, estensione e localizzazione dei ghiacci (che riflettono luce e calore), estensione e localizzazione delle terre emerse e degli oceani, distribuzione di flora e fauna e tutto il resto?

Evidentemente no, è un esperimento impossibile da realizzare, ed infatti chi formula ipotesi sui cambiamenti climatici sa benissimo che può solo giocare con simulazioni basate su modelli matematici approssimativi, aggiustando alcuni parametri in modo che tali modelli si adattino ai cambiamenti passati, e sperando di essere così fortunati da ottenere previsioni che non verranno smentite dai cambiamenti futuri.
Parlare di "teoria scientifica" in riferimento all'ipotesi del riscaldamento globale causato da emissioni di Co2, è quindi ridicolo, perchè non può essere nè provata nè smentita con nessun tipo di esperimento. Essa per definizione non può essere altro che pseudo-scienza, una pseudo-scienza utile a nascondere le manipolazioni climatiche e la guerra ambientale.

Il seguente articolo da me tradotto è la prova che il riscaldamento globale è qualcosa di più, ovvero una bufala bella e buona. Per chi volesse approfondire ulteriormente la questione consiglio la visione di questo documentario.


Dal sito Global Research, December 13, 2008 - link originale - (articolo segnalato da Maria)

WASHINGTON – Una conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici in svolgimento in Polonia sta per ricevere una sorpresa da parte di 650 scienziati di fama i quali irridono ai rapporti apocalittici [che vengono continuamente diffusi] sul riscaldamento globale causato dall’uomo – etichettandoli con termini come “menzogna”, “truffa”, e “asserzioni dogmatiche”.

Al più tardi entro oggi [13 dicembre 2008, N.d.T.] le loro voci saranno ascoltate in un rapporto di minoranza al Senato degli Stati Uniti che cita tali scienziati, molti dei quali sono membri attuali od ex membri dell’ Osservatorio Intergovernativo sul Cambiamento Climatico delle Nazioni Unite [IPCC, Intergovernmental Panel on Climate Change].

Solo nell’ultimo anno sono stati circa 250 gli scienziati citati in tale rapporto che si sono uniti al dissenso degli altri colleghi.

In realtà il numero totale di tali scienziati rappresentati nel rapporto è 12 volte maggiore del numero degli scienziati delle Nazioni Unite che hanno stilato il rapporto ufficiale dell’IPCC del 2007.

Ecco qui alcuni estratti dal rapporto:

  • "Sono scettico ... il riscaldamento globale è diventato una nuova religione." – Ivar Giaever, vincitore del premio Nobel per la Fisica.

  • "Dal momento che non sono più affiliato a nessuna organizzazione né sto ricevendo nessun finanziamento, posso parlare alquanto francamente ... Come scienziato rimango scettico [sul riscaldamento globale provocato dall’uomo con l’emissione di CO2]." – Dottoressa Joanne Simpson, Scienziata dell’Atmosfera, la prima donna al mondo a vincere un dottorato di ricerca in meteorologia ed ex impiegata della NASA, che ha firmato più di 190 studi ed è stata considerata "uno degli scienziati più eminenti degli ultimi 100 anni".

  • Le paure del riscaldamento sono il "peggiore scandalo scientifico della storia … Quando la gente verrà a sapere quale sia la verità, si sentirà ingannata dalla scienza e dagli scienziati." – Dr. Kiminori Itoh, scienziato giapponese dell’ IPCC, chimico-fisico dell’ambiente, che ha ricevuto numerosi riconoscimenti.

  • "L’IPCC è ormai diventato un circuito chiuso; non ascolta gli altri. Non ha menti aperte ... Sono davvero stupito che il Premio Nobel per la Pace sia stato assegnato sulla base di conclusioni scientificamente scorrette da parte di persone che non sono geologi." – Dottor Arun D. Ahluwalia della Punjab University, geologo indiano e membro della commissione (supportata dalle Nazioni Unite) per la realizzazione dell’Anno Internazionale del Pianeta.

  • "I modelli e le previsioni dell’IPCC delle Nazioni Unite "sono scorrette perché sono basate solamente su modelli matematici ed hanno presentato risultati basati su scenari che non includono, per esempio, l’attività solare." – Victor Manuel Velasco Herrera, ricercatore dell’ Istituto di Geofisica dell’Università Nazionale Autonoma del Messico.

  • "È una menzogna sfacciata messa in circolazione dai media che fa sembrare che ci sia solo una frangia di scienziati che non ci guadagna con [la teoria del] riscaldamento globale creato dall’uomo." – Stanley B. Goldenberg, Scienziato Atmosferico governativo statunitense, della Divisione per la Ricerca sugli Uragani dell’Amministrazione Nazionale Oceanica ed Atmosferica [NOAA, National Oceanic and Atmospheric Administration].

  • "Persino raddoppiare o triplicare l’ammonto di biossido di carbonio avrebbe probabilmente ben poco effetto, dal momento che il vapore acqueo e l’acqua condensata su particelle sotto forma di nuvole domina la scena [climatica] in tutto il mondo e sarà sempre così." – Geoffrey G. Duffy, professore del Dipartimento di Ingegneria Chimica e dei Materiali dell’Università di Auckland, Nuova Zelanda.

  • "Dopo avere letto il commento asinino di Pachauri [presidente dell’IPCC delle Nazioni Unite] su quelli che credono alla terra piatta [paragonati agli scettici sul riscaldamento globale] è difficile restarsene tranquilli." – Dottor William M. Briggs, statistico del clima, specializzato in statistica della valutazione delle previsioni, che lavora presso il Comitato di Probabilità e Statistica meteorologico della Società Meteorologica Americana [Meteorological Society's Probability and Statistics Committee] e che è un editore associato della rivista Monthly Weather Review.

  • "Per quanti anni il pianeta si deve raffreddare prima che iniziamo a comprendere che esso non si sta surriscaldando? Per quanti anni deve durare il raffreddamento? " – Dottor David Gee, presidente del comitato scientifico del Congresso Geologico Internazionale del 2008, autore di oltre 130 articoli pubblicati da riviste con revisione autorevole [peer review], che attualmente lavora all’ Università di Uppsala in Svezia.

  • "Gore mi ha spinto a fare di nuovo ricerche scientifiche e mi sono trovato rapidamente, e con assoluta certezza, dalla parte degli scettici ... I modelli climatici possono nella migliore delle ipotesi essere utili per spiegare i cambiamenti climatici dopo che essi sono avvenuti." – Hajo Smit, meteorologo Olandese, che ha cambiato le sue precedenti opinioni sul riscaldamento globale causato dall’uomo fino a diventare scettico, ex membro del comitato olandese del IPCC delle Nazioni Unite.

  • "Molti [scienziati] stanno adesso cercando una strada per fare piano piano marcia indietro (rispetto al promuovere la paura del riscaldamento), senza che le loro carriere vengano rovinate." – James A. Peden, fisico dell’atmosfera, precedentemente impiegato presso Il Centro per la Ricerca e il Coordinamento Spaziale [Space Research and Coordination Center] di Pittsburgh, Pennsylvania.

  • "Creare un’ideologia basata sul biossido di carbonio è un pericoloso nonsenso ... Il presente allarme sul cambiamento climatico è uno strumento di controllo sociale, un pretesto per importanti battaglie nel campo della politica e degli affari. Esso è diventato un’ideologia, la qual cosa è preoccupante." – Professor Delgado Domingos scienziato ambientale del Portogallo, fondatore del gruppo di Previsione Numerica del Tempo, che ha al suo attivo la pubblicazione di più di 150 articoli [scientifici].

  • "Le emissioni di CO2 non fanno alcuna differenza in un modo o nell’altro... . Ogni scienziato lo sa, ma non è molto remunerativo dirlo ... Il riscaldamento globale, come strumento politico, mantiene gli Europei sul sedile del guidatore lasciando le nazioni in via di sviluppo a camminare scalze." – Dottor Takeda Kunihiko, vice rettore dell’Istituto di Ricerca Scientifica e Tecnologica dell’Università di Chubu in Giappone.

  • "L’allarmismo [sul riscaldamento globale] ha la sua giustificazione nel fatto che è qualcosa che genera finanziamenti." – Dottor Eduardo Tonni, Paleontologo del Comitato per la ricerca scientifica di Buenos Aires, che ha ricevuto numerosi riconoscimenti, ed è a capo del Dipartimento di Paleontologia dell’Università di La Plata.

  • Il rapporto include anche nuove analisi e nuovi articoli scientifici soggetti a revisione autorevole che smentiscono le paure del riscaldamento causato dall’uomo e mostrano uno sviluppo climatico che contraddice quella teoria.

    Aggiornamento

    Ecco due link di ulteriore approfondimento

    1) il presidente dell'IPCC ridimensiona il pericolo del riscaldamento globale (iniziano a fare marcia indietro, a mettere le mani avanti per poi dire ... ooops scusate ... forse le nostre valutazioni erano eccessive?)

    2) Un ampio documento in cui si smonta l'ipotesi del Co2 come causa del riscaldamento

    Entrambi i documenti sono in inglese, se riesco ne traduco almeno una parte (da pubblicare in un prossimo articolo) .

    domenica 14 dicembre 2008

    Somalia, la guerra prossima ventura

    articolo di Antonio Mazzeo

    Ultimo colpo di coda dell’amministrazione Bush. Lo scorso 11 dicembre, l’ambasciatore USA alle Nazioni Unite ha presentato ai paesi membri del Consiglio di Sicurezza una proposta di risoluzione per autorizzare le forze militari internazionali a “prendere tutte le misure necessarie a contrastare la pirateria all’interno del territorio della Somalia”. La proposta, cioè, estenderebbe le odierne operazioni anti-pirateria dalle acque nazionali somale alla terraferma. Secondo quanto dichiarato dal portavoce del Dipartimento di Stato, Sean McCormarck, la necessità di ampliare le opzioni d’intervento militare trova giustificazione nel fatto che “i pirati arrivano da terra” e che pertanto è nel territorio della Somalia che deve essere “centralizzata l’attenzione della comunità internazionale”. Nello specifico, Washington punterebbe alla dislocazione nel paese africano di una forza multinazionale di “peacekeeping”, ovviamente sotto il comando USA, da completare subito dopo il ritiro dalla Somalia del contingente a guida etiope, previsto entro la fine dell’anno.

    La risoluzione che legittimerà il piano d’invasione statunitense sarà discussa martedì 16 dicembre in occasione di una speciale sessione ONU sulla crisi somala, a cui sarà presente la Segretaria di Stato, uscente, Condoleezza Rice. L’esito del voto del Consiglio di Sicurezza non è scontato. Sud Africa e Indonesia non condividono pienamente le finalità di una missione che viola sostanzialmente la sovranità nazionale del paese africano. Forte preoccupazione desta poi l’assenza nella bozza di risoluzione di una lista di pre-condizioni che specifichino come e quando le forze occupanti siano autorizzate all’uso della forza contro i “pirati”. Sarebbero pure indeterminate le regole d’ingaggio, esattamente come accaduto con la risoluzione n. 1838 del 7 ottobre 2008 con cui le Nazioni Unite hanno dato il via all’escalation aero-navale nelle acque Golfo di Aden e nel Mar Rosso.

    Robert Gates, riconfermato da Barack Obama alla guida del Dipartimento della Difesa, confermando l’intenzione dell’amministrazione USA di attaccare i pirati nelle loro basi terrestri ha tuttavia dichiarato che prima sarà necessario un lavoro d’intelligence per raccogliere le informazioni utili ad intervenire in Somalia. “Con il livello informativo in nostro possesso, oggi non siamo in grado di eseguire un attacco terrestre”, ha dichiarato Gates. “Se noi identificheremo chi sono questi clan che guidano la pirateria, potremo poi operare a terra sotto gli auspici delle Nazioni Unite, cercando di minimizzare i danni collaterali”. Il bombardamento di obiettivi civili rientra pertanto tra le opzioni strategiche elaborate dal Pentagono.

    Protagonismo italiano nei piani di guerra USA
    Al programma d’intelligence preannunciato dal Segretario alla Difesa, parteciperanno alcuni dei reparti d’élite USA ospitati in Italia, primo fra tutti il “Joint Task Force JTF Aztec Silence”, la forza di pronto intervento e conduzione di missioni d’intelligence, sorveglianza e riconoscimento (ISR) istituita a Sigonella (Sicilia). Ad “Aztec Silence” sono stati assegnati gli aerei radar P-3C Orion di tre squadroni di pattugliamento aeronavale della Marina statunitense; sono gli stessi velivoli che alla vigilia dell’attacco di Stati Uniti ed Etiopia contro le Corti islamiche somale del gennaio 2007, furono utilizzati per individuare i possibili obiettivi nemici e predisporre i piani per l’offensiva aerea e terrestre. Agli Orion potrebbero essere aggiunti pure i sofisticati velivoli senza pilota “Global Hawk”, la cui installazione a Sigonella è stata segretamente autorizzata - la scorsa primavera - dal governo italiano.
    Nel caso di un conflitto in Somalia, un ruolo strategico determinante sarà assunto dai due sottocomandi AFRICOM (il comando per le operazioni in Africa degli Stati Uniti d’America), già attivati in Italia: NAVEUR NAVAF a Napoli, per la direzione di tutte le attività navali nel continente; US Army Africa a Vicenza, per il coordinamento degli interventi delle truppe terrestri. Un eventuale attacco anti-pirati in territorio somalo avrà poi come protagonista la 173^ Brigata Aviotrasportata USA con sede a Camp Ederle (Vicenza), già utilizzato in complesse azioni di guerra in Afghanistan ed Iraq.

    C’è però già un ruolo diretto dell’Italia nello scacchiere somalo. La forza navale NATO schierata nelle acque territoriali del paese africano per prevenire (inutilmente) i sequestri di navi cargo è sotto il comando dell’ammiraglio italiano Giovanni Gumiero. E tra le cinque unità che compongono la flotta dell’Alleanza Atlantica c’è pure il cacciatorpediniere italiano “Durand de la Penne”, dotato di sofisticati sistemi lanciamissili e cannoni navali. Le unità hanno un mandato in bianco delle Nazioni Unite per impedire, “con ogni mezzo”, l’azione dei pirati.

    Altre sei navi da guerra sono state schierate nelle acque somale dagli Stati Uniti d’America. Ci sono poi fregate canadesi, russe, indiane, pachistane, keniane e di alcuni emirati arabi. L’Unione Europea ha attivato una speciale task force (nome in codice, “Atalanta”), con 6 unità navali, 3 aeri-spia e 1.000 marines di nove paesi membri. Una potenza di fuoco senza precedenti nelle acque del Golfo di Aden, a cui è doveroso aggiungere i circa 2.000 militari di aeronautica, esercito, marina e Corpo dei Marines presenti nella base di Camp Lemonier, Gibuti, la maggiore delle infrastrutture militari realizzate da Washington nel continente africano.

    Le agenzie dei pirati operano nel cuore dell’Europa
    Le lezioni dell’Afghanistan e dell’Iraq devono aver lasciato un segno profondo se i più alti gradi delle forze armate USA non nascondono i loro dubbio sulle possibilità di successo della lotta terrestre anti-pirati. Qualche giorno prima che la Segreteria di Stato presentasse alle Nazioni Unite la risoluzione per autorizzare l’intervento militare in territorio somalo, il viceammiraglio Bill Gortney, comandante della 5^ Flotta US Navy con sede in Bahrein, ha posto l’accento su alcune questioni di “difficile soluzione” nel caso di un combattimento sul campo. “In un paese come la Somalia, dove non esiste la legge, esiste un forte rischio per qualsiasi delle forze USA che verrà coinvolta, sia che si tratti di un piccolo commando di un’unità operativa di maggiori dimensioni”, ha spiegato Gortney. “È già difficile l’identificazione dei pirati quando le loro azioni si svolgono in mare, dato che le navi utilizzate non sono facilmente distinguibili dai pescherecci. La possibilità di uccidere civili innocenti non può essere sottostimata…”.
    Tra le forze armate c’è pure chi non condivide l’equazione “pirati = forze insorgenti = Al Qaeda”, fatta dall’amministrazione Bush. Non sarebbe stato ancora provato qualsivoglia legame tra le bande che assaltano petroliere e navi da crociera e il gruppo islamico “al-Shabab” che controlla buona parte del territorio somalo. Il 25 novembre 2008, lo stesso comandante di Africom, generale William “Kip” Ward, ha dichiarato alla stampa che “quanto a un eventuale legame dei pirati con Al Qaida, si tratta di una preoccupazione condivisa da tutti, ma della quale non vi è alcuna prova”.

    Stati Uniti d’America, alleati europei ed africani, le agenzie delle Nazioni Unite che più spingono per un intervento militare in Somalia, sembrano proprio non capire le ragioni politiche, sociali ed economiche che si celano dietro il complesso fenomeno della pirateria in Corno d’Africa. Proprio come nel caso della cosiddetta “lotta alla droga”, si preferisce bombardare villaggi e comunità lasciando impuniti i grandi cartelli che investono nei mercati finanziari i profitti delle attività illegali. Un recentissimo rapporto dell’unità contro-terrorismo del comando della 5^ Flotta US Navy del Bahrein – rivelato dalla stampa araba - sosterrebbe che i pirati somali si appoggiano su una rete logistica, finanziaria e d’intelligence presente in Golfo Persico, Africa Orientale ed Europa. A capo delle operazioni di riciclaggio del denaro proveniente dai sequestri delle navi, ci sarebbe una specie di “ufficio centrale” con sede ad Abu Dhabi ed “agenzie” a Mombasa (Kenya), Pireo (Grecia), Rotterdam (Olanda) e Napoli (Italia). In queste città portuali, “agenti coperti” seguirebbero le attività delle agenzie di navigazione, per poi informare i pirati sul valore del carico dei mercantili diretti nel Golfo di Aden e nel Mar Rosso.

    Abu Dhabi, Kenya, Grecia, Olanda e Italia sono alleati di fiducia degli Stati Uniti d’America ed hanno inviato unità di guerra per combattere la pirateria navale in Somalia. Può essere che non riescano a far di meglio a casa loro?

    PS: l'autore in risposta ad una mia domanda ha precisato che "sull'11 settembre e su Al Qaeda ho scritto mille volte e ormai lo sanno tutti che è una grande invenzione mediatica. Lo davo per scontato"

    venerdì 12 dicembre 2008

    In arrivo in Italia altri aerei telecomandati, questa volta in Sardegna

    Altri aerei telecomandati in arrivo in Italia, questa volta in Sardegna, una delle regioni più colpite dalle irrorazioni chimiche; ciò succede probabilmente per la situazione strategica di quell'isola dal punto di vista degli equilibri climatici che i signori della guerra vogliono modificare.



    Dopo Sigonella, anche a Decimomannu i Global Hawk USA

    di Antonio Mazzeo

    L’aeroporto sardo di Decimomannu sarà la base operativa dei velivoli senza pilota (UAV) Global Hawk della NASA, l’Agenzia Spaziale degli Stati Uniti d’America. L’annuncio è stato fatto dal commissario dell’ASI (Agenzia Spaziale Italiana) Enrico Saggese, nel corso dell’incontro su “Pianificazione della politica spaziale e programmazione in ambito europeo”, organizzato a Roma dal Comitato per la valutazione delle scelte scientifiche e tecnologiche della Camera dei Deputati. “La NASA ha chiesto ed ottenuto due Global Hawk da dispiegare nel Mediterraneo”, ha dichiarato Saggese. “L’Agenzia spaziale statunitense ha chiesto all’Italia di ospitare uno di questi due velivoli senza pilota per attività di osservazione della Terra. L’aereo sarà ospitato probabilmente a Decimomannu”.

    Dopo aver concesso la base siciliana di Sigonella per schierare un reparto con cinque Global Hawk dell’US Air Force (a cui si aggiungeranno poi i velivoli senza pilota dell’US Navy), il governo italiano è pronto ad autorizzare l’uso dello scalo Nato di Decimomannu per misteriose attività sperimentali della NASA, agenzia protagonista nell’implementazione dei programmi di guerre stellari dell’amministrazione USA.

    Lo scorso mese di aprile, l’US Air Force ha autorizzato il trasferimento di due Global Hawk al Dryden Flight Research Center della NASA, che ha sede nella base aerea “Edwards”, contea di Los Angeles, California. I velivoli saranno impiegati dall’agenzia spaziale a partire dai primi mesi del 2009 nell’ambito dell’“Airborne Science Program”. Secondo quanto dichiarato dai responsabili del Dryden Fligt Research Center, “la capacità dei velivoli senza pilota Global Hawk di volare con grande autonomia per lunghe distanze, e rimanere in quota per estesi periodi, assicura nuove potenzialità alla comunità scientifica per misurare, monitorare ed osservare località remote della Terra”. Cosa ci sia da studiare di così remoto nel Mediterraneo per giustificare il dislocamento a Decimomannu del più sofisticato sistema di spionaggio e conduzione delle operazioni di guerra è proprio un mistero. Ma che non si tratti di attività del tutto “pacifiche” è la stessa NASA ad ammetterlo. “Guardiamo al velivolo come un sistema a basso costo per sostituire l’Earth Resource ER-2, una versione modificata dell’U-2”, dichiarano al Centro di ricerca di Los Angeles. E l’U-2 è stato sino ad oggi il più famigerato degli aerei-spia utilizzati dalle forze armate statunitensi (e dalla CIA) per pianificare e dirigere i propri attacchi nei principali scenari bellici del pianeta.

    Follie elettromagnetiche sui cieli della Sardegna
    Situato a pochi chilometri da Cagliari, l’aeroporto di Decimomannu rientra tra le basi concesse segretamente nell’ottobre 1954 alla Nato e agli Stati Uniti, congiuntamente ad Aviano, Camp Darby (Livorno), Napoli-Capodichino e Sigonella. L’infrastruttura ospita una Stazione di telecomunicazione “Loran” dell’US Air Force più un distaccamento di 150 militari statunitensi provenienti da Aviano. Lo scalo è inoltre utilizzato per le attività di supporto degli aerei da trasporto del Military Airlift Command provenienti dagli Stati Uniti e diretti in Medio Oriente e Africa.

    Lo scalo è utilizzato periodicamente per le esercitazioni delle forze aeree alleate (principalmente Stati Uniti, Germania e Gran Bretagna) nei vicini poligoni di Capo Frasca, Capo Teulada, Perdasdefogu e Salto di Quirra. A Decimomannu è operativo l’ACMI (Air Combat Maneuvering Instumentation) un sofisticato sistema elettronico, di cui esistono poco più di una dozzina di esemplari al mondo, che permette di dirigere e monitorare le operazioni di guerra aerea nel Mediterraneo.

    L’importanza strategica assunta da Decimomannu e dai poligono limitrofi nell’ambito delle sperimentazioni dei più sofisticati sistemi di morte trova conferma nelle più recenti esercitazioni realizzate in Sardegna. Da fine settembre sino al 15 ottobre 2008, l’aeroporto ha ospitato 1.300 militari di 15 nazioni Nato per una “simulazione” di “guerra elettronica”. Denominata “Trial Imperial Hammer”, l’esercitazione è stata finalizzata allo sviluppo e all’integrazione delle “attività di intelligence antiterrorismo”. Le nostre forze armate hanno definito enfaticamente la “Trial Imperial Hammer” come “una delle più importanti attività di sperimentazione dell’Alleanza nel campo dell’ISR (Intelligence, Sorveglianza e Riconoscimento)”. In realtà essa è stata l’occasione per presentare ai partner atlantici due nuovi sistemi di distruzione made in Italy. Il primo di essi è il mini-aereo senza pilota “Strix”, prodotto dal centro di eccellenza UAV dell’Aeronautica Militare. Lo “Strix” è talmente piccolo che può essere trasportato all’interno di uno zaino ed ha un’autonomia di volo di un’ora. Dotato di una rampa di lancio e di una stazione di controllo da terra, il velivolo teleguidato può essere inviato in campo nemico per filmare e fotografare dall’alto anche in condizioni di completa oscurità.

    Il secondo strumento di guerra è ancora più sofisticato. Creato nei laboratori del Reparto di guerra elettronica dell’Aeronautica italiana, il suo nome riporta ai cavalieri della saga cinematografica di Guerre Stellari, “Jedi”. Si tratta di un dispositivo elettronico in grado di “disturbare”, via etere, l’attivazione degli esplosivi. Come? Creando in cielo “una bolla elettromagnetica che protegge le aree a rischio di attentato, confondendo e neutralizzando gli impulsi dei detonatori degli ordigni”, come spiega in una nota il Comando Nato di Bruxelles. Sempre secondo i promotori del progetto, “la fascia di sicurezza potrebbe essere assicurata dal cielo da un elicottero, da un aereo da trasporto o anche da un UAV, gli aerei senza pilota che possono essere utilizzati per scopi operativi di prevenzione del terrorismo”. Che tipo di “bolla elettromagnetica” sia stata attivata sui cieli sardi è impossibile sapere, ma l’insistenza di dispiegare mini e grandi aerei senza pilota a Decimomannu è più che sospetta. Soprattutto se ha targa NASA.

    La ministra che guarda alle guerre stellari
    Sempre secondo il commissario dell’Agenzia Spaziale Italiana, Enrico Saggese, il nostro paese guarda con estremo interesse allo sviluppo dei sistemi aerei UAV per missioni spaziali. C’è il Global Hawk ma c’è anche il “velivolo di rientro” AXV (Advanced eXperimental Vehicle) pianificato in sede ESA (l’Agenzia spaziale europea), nel quale l’Italia investirà 130 milioni di euro. L’AXV, sarà lanciato con il vettore Vega dalla base di Kourou (Guaiana Francese), per poi rientrare a terra planando. “Con le attività dell’AXV e del Global Hawk, potremo dire la nostra sui velivoli spaziali unmanned”, ha dichiarato Saggese. “Ricordo che, in base a studi dell’UE, dopo il 2020 almeno il 50% dei voli saranno effettuati senza pilota, partendo prima da voli cargo e poi passando ai voli passeggeri”.

    Il commissario dell’ESI non nasconde la sua soddisfazione per le commesse in campo spaziale che arriveranno al complesso militare-industriale italiano. L’ultimo incontro della ministeriale dell’ESA tenutosi nei giorni scorsi a L’Aia, si è concluso con un accordo per nuovi investimenti per circa 10 miliardi di euro. A presiedere l’evento è stata la ministra per l’istruzione, l’università e la ricerca, Maria Stella Gelmini. A nome del governo, la Gelmini si è impegnata a un contributo finanziario italiano di circa 1,2 miliardi di euro in tre anni. Oltre allo sviluppo del piano per gli UAV, le risorse saranno destinate all’avvio del programma “Exomars”, l’esplorazione robotica di Marte. Grazie a questa decisione l’Italia si candida ad ospitare il Centro di Controllo del velivolo spaziale.

    “Lo spazio si conferma ancora una volta come una risorsa strategica ed un asset fondamentale per la qualità delle politiche dell’Ue”, ha dichiarato la ministra Gelmini. “La ricerca spaziale ha riflessi concreti e immediatamente percepibili da parte dei cittadini. La ministeriale ESA è stata anche un momento di confronto su come rendere la ricerca spaziale più appetibile nelle scuole…”. I bambini italiani saranno felici: con un maestro unico, a bordo di navicelle spaziali a “bolla” tipo Jedi, viaggeranno alla conquista dei pianeti. La direzione da seguire sarà quella della buona Stella.